domenica 8 marzo 2026

MSGC - 14 Marzo 2026 "Le Ragioni del No" - un incontro pubblico per comprendere il referendum.

Monte San Giovanni Campano si prepara ad accogliere un appuntamento di grande rilevanza civile e culturale. Sabato 14 marzo 2026, alle ore 17.30, la Sala Cimello ospiterà l’incontro pubblico “Le ragioni del No”, un momento di approfondimento dedicato ai contenuti del prossimo referendum e alle motivazioni che spingono una parte significativa del mondo giuridico e istituzionale a sostenere il voto contrario.

L’iniziativa nasce dall’esigenza di offrire ai cittadini uno spazio di confronto serio, documentato e libero da semplificazioni, in cui ascoltare la voce di chi, quotidianamente, opera all’interno delle istituzioni e conosce da vicino le implicazioni giuridiche e sociali delle riforme sottoposte a consultazione.

A intervenire saranno tre autorevoli magistrati:

  • Dott. Massimo Lisi, Magistrato del Lavoro del Tribunale di Frosinone

  • Dott.ssa Clelia Di Jeso, Magistrata

  • Dott. Antonio Falchi Delitala, Magistrato

I relatori illustreranno in modo chiaro e accessibile le ragioni che, dal loro punto di vista tecnico e professionale, rendono necessario esprimere un voto contrario. Sarà un’occasione preziosa per comprendere meglio i possibili effetti della riforma, le criticità evidenziate dagli operatori del diritto e le ricadute sul sistema democratico.

L’incontro è aperto a tutti i cittadini, alle associazioni, ai professionisti e ai giovani che desiderano informarsi prima di recarsi alle urne. In un momento storico in cui la partecipazione consapevole è più che mai fondamentale, l’appuntamento del 14 marzo rappresenta un invito a fermarsi, ascoltare e riflettere.

La cittadinanza è invitata a partecipare.










sabato 7 marzo 2026

Nei comuni della Valle Latina raccolti circa 1000 Pneumatici Fuori Uso abbandonati grazie alla collaborazione tra Fare Verde Provincia di Frosinone APS ed EcoTyre

Grazie alla collaborazione tra Fare Verde Provincia di Frosinone APS e il Consorzio EcoTyre, nell’ambito del Progetto PFU Zero, si è conclusa una raccolta straordinaria di PFU (pneumatici fuori uso) nei comuni di Monte San Giovanni Campano e Fontana Liri, che hanno patrocinato l’iniziativa.

L’intervento volontario di decine di persone ha permesso di recuperare circa mille pneumatici, pari a circa 8 tonnellate, abbandonati in natura. Le operazioni hanno interessato anche alcune aree limitrofe dei territori di Arpino , Boville Ernica e Veroli. I PFU raccolti sono stati poi affidati ai mezzi EcoTyre, che ne ha garantito il corretto recupero a proprie spese.

Parallelamente, Fare Verde ha svolto attività di sensibilizzazione per informare la cittadinanza sulla corretta filiera di gestione dei PFU, che passa attraverso gommisti e officine di riparazione e che, grazie ai consorzi come EcoTyre, consente di avviare a recupero un PFU per ogni pneumatico nuovo immesso sul mercato.

Per Enrico Ambrogio, Presidente di EcoTyre:
Iniziative come quelle che realizziamo da anni con Fare Verde Provincia di Frosinone sono fondamentali per aumentare la sensibilità del grande pubblico. Dai dati emerge che ogni anno che passa sono sempre meno i PFU abbandonati in natura: significa che il sistema nazionale di gestione funziona e cresce con la cittadinanza e gli operatori. Da parte nostra, come Consorzio, continuiamo a lavorare anche sullo sviluppo del progetto Da Gomma a Gomma, per promuovere una nuova filiera di prodotti realizzati con gomma a fine vita”.

Marco Belli, presidente di Fare Verde Provincia di Frosinone APS, sottolinea:
La raccolta degli PFU non si esaurisce in una mera operazione di pulizia del territorio: rappresenta un autentico esercizio di cittadinanza attiva, nel quale il volontariato trasforma una criticità ambientale in un gesto tangibile di cura condivisa. Auspico che tali buone pratiche trovino continuità, poiché la tutela dell’ambiente non è un episodio isolato, ma un cammino costante e consapevole”.

Giovanni Castrignanò, dell’associazione Prometeo, ha ricordato che “un territorio pulito non nasce per caso: è il risultato di scelte consapevoli, di senso civico e di un impegno condiviso. Contrastare l’abbandono degli PFU significa proteggere la natura, tutelare la salute e preservare la bellezza dei luoghi che ci ospitano”.

Il Dott. Marco Belli ha inoltre evidenziato la presenza di ben 87 volontari di svariati Gruppi Locali di Fare Verde Provincia di Frosinone APS , impegnati nella raccolta straordinaria, sottolineando come il direttivo dell’associazione abbia espresso vivo apprezzamento per l’ennesima azione concreta in difesa del territorio, svolta senza alcun contributo pubblico, ma unicamente grazie alla dedizione e al senso civico dei partecipanti.

Durante la raccolta straordinaria degli PFU è stata riscontrata la presenza dell'Assessore all'Ambiente e del Vicesindaco del Comune di Monte San Giovanni Campano .








































venerdì 6 marzo 2026

Deindustrializzazione italiana: quando l’energia costa il doppio e il silenzio vale oro.

La deindustrializzazione italiana non è un fenomeno naturale: è il risultato di un sistema che accetta consapevolmente che le imprese italiane paghino l’energia più dei loro concorrenti europei.

E quando l’energia costa di più, chi produce chiude oppure delocalizza la produzione in Paesi dove l'energia è meno cara.

Il dato che nessuno vuole guardare: 106,67 €/MWh

Nella settimana 23 febbraio – 1° marzo 2026, l’energia elettrica prodotta da centrali a gas in Italia ha toccato 106,67 €/MWh. Un prezzo che pesa come una tassa occulta sulla manifattura.

Ma il dato diventa esplosivo quando lo confrontiamo con chi compete con noi ogni giorno.

Germania: energia più bassa.

  • Prezzo medio elettrico da gas: ~82–88 €/MWh

  • Differenziale rispetto all’Italia: 18–25% in meno

La Germania ha protetto la propria industria con scelte strategiche: interconnessioni, autoproduzione, contratti dedicati, diversificazione delle fonti.

 Spagna: il modello che ci umilia

  • Prezzo medio elettrico da gas: ~60–70 €/MWh

  • Differenziale rispetto all’Italia: 35–45% in meno

La Spagna ha fatto ciò che noi non abbiamo fatto: separare il prezzo dell’elettricità dal gas, investire davvero nelle rinnovabili, ridurre gli oneri, sostenere l’autoproduzione.

Quando un’acciaieria italiana paga l’energia 40% in più di una spagnola, non è inefficiente: è strangolata.

Quando una cartiera italiana paga 20% in più di una tedesca, non è obsoleta: è abbandonata.

La deindustrializzazione non è un processo economico: è un atto politico.

L’Italia è la seconda manifattura d’Europa, ma paga l’energia come se fosse un Paese marginale.

È il paradosso che indebolisce il lavoro, la produzione, la coesione sociale e l'ambiente.

Rompere il meccanismo: non è tecnica, è volontà

Per uscire dalla spirale servono scelte radicali:

  • sganciare il prezzo dell’elettricità dal gas

  • investire massicciamente in rinnovabili e accumuli

  • sostenere l’autoproduzione industriale

  • riformare gli oneri di sistema

  • proteggere i settori strategici

  • trattare l’energia come un bene comune

Non è estremismo: è sopravvivenza .

La deindustrializzazione non è solo un attacco al lavoro: è anche un attacco all’ambiente. Perché quando l’Italia perde industria:

  • importa prodotti da Paesi con standard ambientali più bassi

  • aumenta le emissioni globali invece di ridurle

  • rinuncia a tecnologie pulite che potrebbe produrre in casa

  • perde la capacità di guidare la transizione ecologica

L'Italia che non produce è un Paese che inquina altrove, e che subisce le scelte degli altri.

La vera transizione ecologica non è chiudere le fabbriche: è alimentarle con energia pulita, stabile e accessibile.

Finché l’Italia pagherà 106,67 €/MWh contro gli 82 della Germania e i 65 della Spagna, la nostra industria sarà costretta a combattere una guerra economica che altri hanno già deciso per noi.

La nostra popolazione sarà costretta a pagare con l'aumento del costo della vita le conseguenze di guerre e i bombardamenti che gli altri nel delirio di onnipotenza hanno deciso anche per noi.

Difendere l’energia pulita , difendere l’industria meno inquinante, difendere la vita e difendere l’ambiente: Sono la stessa battaglia.


lunedì 2 marzo 2026

Grande partecipazione al V incontro con i Magistrati per ascoltare “Le ragioni del NO



ATINA (FR) – Il quinto incontro pubblico dedicato all’approfondimento della proposta di riforma costituzionale, promosso da Fare Verde Valle di Comino – gruppo locale di Fare Verde Provincia di Frosinone APS – ha registrato un nuovo successo di partecipazione presso il Centro Sociale di via Munazio Planco.
L’iniziativa, inserita nel ciclo di appuntamenti dedicati alla sensibilizzazione civica, ha visto come relatori la Dott.ssa Annalisa Gualtieri e il Dott. Massimo Lisi, magistrati che hanno illustrato i punti principali della riforma e le possibili implicazioni istituzionali. L’esposizione è stata accompagnata da un ampio confronto con il pubblico, che ha posto domande e condiviso riflessioni anche sul SI contribuendo a un dibattito vivace e informato. L'incontro è stato moderato da Paolo Fallena di Fare Verde Valle di Comino.
Nel corso dell’incontro è stata sottolineata più volte l’importanza di momenti di approfondimento come questo, ritenuti fondamentali per favorire una cittadinanza consapevole e informata in vista del referendum.
Presente in sala anche un’altra magistrata, la Dott.ssa Tania Tovalieri, che con un breve intervento ha espresso il proprio punto di vista sul tema, rivolgendosi direttamente ai concittadini e invitandoli a partecipare attivamente alla vita democratica attraverso un’informazione completa e pluralista.
L’incontro che si è tenuto ad Atina conferma dunque l’interesse crescente della comunità verso occasioni di confronto pubblico su temi istituzionali di rilievo nazionale, rafforzando il ruolo del territorio come spazio di dialogo e partecipazione. Infine si ringraziano tutti i partecipanti e l'amministrazione Comunale per aver messo a disposizione i locali del Centro Sociale .