venerdì 20 febbraio 2026

Referendum Costituzionale: a Ceccano due Magistrati spiegano le ragioni del "NO"

CECCANO – In un clima politico spesso dominato da slogan e contrapposizioni superficiali, l’appuntamento fissato per il prossimo 21 febbraio a Ceccano promette di riportare al centro il merito e l’analisi tecnica. Presso i locali di Sinestesia (Viale Fabrateria Vetus n. 35), si terrà un incontro pubblico di approfondimento dedicato alle criticità della riforma costituzionale.

L’evento, nato dalla sinergia tra Fare Verde Provincia di Frosinone APS e il nucleo locale di Fare Verde Ceccano, si pone l’obiettivo di offrire ai cittadini gli strumenti necessari per maturare una scelta elettorale libera e, soprattutto, consapevole.

Un’analisi tecnica oltre la "tifoseria"

A guidare i cittadini nei meandri della giurisprudenza e dell’architettura istituzionale saranno due relatori d'eccezione: i Magistrati Dott. Glauco Zaccardi e Dott. Massimo Lisi. La loro presenza conferisce all’incontro un valore specifico: quello della terzietà. L’analisi proposta si distacca dalle logiche di appartenenza partitica per concentrarsi sugli effetti concreti che la riforma potrebbe avere sulla tenuta democratica e sull'equilibrio dei poteri.

Un’occasione di crescita civile

“Vogliamo offrire un momento di riflessione rigorosa e documentata”, spiegano gli organizzatori di Fare Verde Provincia di Frosinone APS. “In un’epoca di forte polarizzazione, ascoltare due magistrati permette di capire cosa c’è scritto davvero tra le righe della riforma, lontano dalle semplificazioni dei talk show”.

L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza, agli studenti e a chiunque senta la necessità di approfondire una tematica che, pur apparendo distante, inciderà direttamente sulla vita democratica del Paese nei prossimi decenni.


DETTAGLI DELL’EVENTO:

  • Data: 21 Febbraio

  • Luogo: Sinestesia, Viale Fabrateria Vetus n. 35, Ceccano (FR)

  • Promosso da: Fare Verde Provincia di Frosinone APS e Fare Verde Ceccano.





giovedì 12 febbraio 2026

Qualità dell’aria a Frosinone: oltre le classifiche, la realtà dei fatti



Negli ultimi giorni alcuni titoli di cronaca hanno celebrato un presunto “miglioramento” della qualità dell’aria a Frosinone, sottolineando come la città non comparisse più in cima alle classifiche delle località più inquinate d’Italia.
Una narrazione rassicurante, certo, ma profondamente fuorviante.


Fare Verde Provincia di Frosinone APS non condivide questa lettura semplicistica, perché la qualità dell’aria non è una gara a chi arriva primo o ultimo. Non esistono podi, medaglie o retrocessioni. Non ha alcun valore essere i più bravi tra gli asini. Esistono valori limite, numero di superamenti e obblighi di legge. E su questi parametri, purtroppo, il territorio frusinate (Sito UE 1212 Valle del Sacco) continua a essere in grave sofferenza.

La normativa europea sulla qualità dell’aria – la Direttiva 2008/50/CE – non parla di graduatorie. Non esiste alcun meccanismo che premi chi “sta sotto” o “sopra” un’altra città. La direttiva stabilisce:

valori limite precisi per gli inquinanti, tra cui PM10 e PM2.5


un numero massimo di superamenti consentiti


l’obbligo per gli Stati membri di rientrare nei limiti nel più breve tempo possibile



L’obiettivo non è scalare una classifica, ma proteggere la salute umana, riducendo l’esposizione della popolazione a sostanze che aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, respiratorie e oncologiche.
La Corte di Giustizia UE ha già condannato l’Italia

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea è stata inequivocabile nella sua sentenza di condanna nei confronti dell’Italia. Le censure sono due, entrambe pesantissime:

Violazione sistematica e continuata dell’art. 13, comma 1, e dell’allegato XI L’Italia ha superato in modo persistente i limiti di PM10 nelle zone interessate, tra cui quelle del Lazio meridionale.


Violazione dell’art. 23, comma 1, e dell’allegato XV, lettera A Lo Stato non ha adottato misure adeguate per garantire il rispetto dei limiti nel più breve tempo possibile.

Tradotto: non solo i valori sono stati superati, ma non sono state messe in campo azioni sufficienti per rientrare nella legalità.

E questo riguarda direttamente anche Frosinone e le altre cittadine coinvolte.
Frosinone: la realtà che non si può ignorare

Che la città non sia “prima” in una classifica giornalistica non cambia il dato sostanziale:

i superamenti dei limiti continuano a essere elevati, e la popolazione respira aria che non rispetta gli standard europei di tutela della salute.

Ridurre il dibattito a una gara tra città è una distrazione pericolosa. La domanda vera è: Frosinone rispetta i limiti di legge? E la risposta, purtroppo, è ancora no.

Il clamore mediatico (tifo in politichese) di questi giorni per Frosinone all'ombra della nuova infrazione per la qualità dell'aria inviata all'Italia nel mese di Gennaio 2026.
 
L'Italia si trova a dover rispondere alle richieste dell'UE circa il mancato aggiornamento del Piano nazionale di controllo dell'inquinamento atmosferico (NAPCP), come previsto dalla direttiva NEC (2016/2284/UE). Questa normativa prevede che ciascuno Stato membro definisca limiti annuali per l'emissione di vari inquinanti chiave - tra cui ossidi di azoto, particolato fine (PM10 e PM2.5), ammoniaca - e aggiorni ogni quattro anni il piano d'azione per ridurne la presenza nell'aria. L'Italia non ha trasmesso alla Commissione europea la versione aggiornata del NAPCP. Secondo quanto evidenziato nei rilievi di Bruxelles:l'ultimo aggiornamento risale al 2016, nonostante la direttiva imponga una revisione sistematica;
manca una strategia aggiornata e misurabile per affrontare i settori maggiormente responsabili delle emissioni - trasporti, industria, riscaldamento, agricoltura;
Serve un cambio di passo, non un cambio di narrativa

Fare Verde Provincia di Frosinone APS ribadisce che:

la qualità dell’aria non è materia di classifiche,  la salute pubblica non può essere oggetto di semplificazioni mediatiche,  le istituzioni devono adottare misure efficaci, strutturali e tempestive, 
i cittadini hanno diritto a informazioni corrette e trasparenti

Finché i valori limite non saranno rispettati, ogni trionfalismo è fuori luogo. La priorità non è “non essere primi”, ma non essere fuori legge.






sabato 7 febbraio 2026

Patrica - Fare Verde Provincia di Frosinone APS incontra i Magistrati Zaccardi e Lisi: Le ragioni del NO.



Patrica – 7 febbraio 2026. Fare Verde Provincia di Frosinone APS, insieme ai volontari del gruppo locale di Fare Verde Patrica, ha organizzato un incontro pubblico di approfondimento sul referendum costituzionale relativo alla riforma della Giustizia. L’iniziativa si è svolta presso l’agriturismo La Tenuta del Campo di Sopra, alla presenza di due autorevoli magistrati: Dott. Glauco Zaccardi e Dott. Massimo Lisi, invitati per illustrare le ragioni del “No” e chiarire i contenuti del nuovo quesito referendario.
Durante l’incontro, i relatori hanno affrontato in modo puntuale tutti gli aspetti della riforma, soffermandosi anche sulla recente decisione della Corte di Cassazione che ha portato alla modifica del quesito referendario. L’Ufficio centrale ha infatti ritenuto ammissibile la versione riformulata dal Comitato dei quindici giuristi, che in poche settimane ha raccolto oltre 500.000 firme.
La differenza tra il testo iniziale e quello attuale riguarda un punto cruciale: l’indicazione esplicita degli articoli della Costituzione coinvolti nella revisione. La nuova formulazione, elenca chiaramente i sette articoli costituzionali interessati, offrendo così ai cittadini un’informazione più completa e trasparente. Una scelta ritenuta dai magistrati “necessaria per garantire piena consapevolezza del voto”, trattandosi di una revisione costituzionale.
Flavio Piroli presidente di Fare Verde Patrica ha espresso soddisfazione per la partecipazione dei tanti cittadini che, nonostante le condizioni meteo avverse, hanno scelto di essere presenti. “Un segnale importante – ha sottolineato – che dimostra quanto la comunità patricana sia attenta ai temi istituzionali e desiderosa di comprendere a fondo le implicazioni del referendum”.
L’impegno civico proseguirà nei prossimi giorni: un nuovo incontro pubblico con i Magistrati, promosso da Fare Verde Provincia di Frosinone APS in collaborazione con il Comitato per il No Giulianese, si terrà il 14 febbraio a Giuliano di Roma, presso la Sala Comunale, alle ore 17:30. Un’ulteriore occasione per approfondire i contenuti della riforma e favorire un voto informato e consapevole.










giovedì 5 febbraio 2026

Italia - Pacchetto infrazioni : decisioni principali del mese di Gennaio 2026

 

La Commissione europea ha avviato un nuovo pacchetto di procedure di infrazione nei confronti dell’Italia per le violazioni relative al mancato adeguamento alla Direttiva quadro sulle acque, all’assenza di aggiornamento del Piano nazionale per la qualità dell’aria e per l’incompleto recepimento degli obblighi di comunicazione sul rumore ambientale. (Le nuove infrazioni sono sei e tre riguardano l'Ambiente)

1. Direttiva quadro sulle acque: concessioni senza revisione periodica

La Commissione contesta all’Italia la mancata piena attuazione della Direttiva 2000/60/CE, uno dei pilastri della legislazione ambientale europea, che impone agli Stati membri di proteggere e migliorare lo stato qualitativo delle acque superficiali e sotterranee.

Secondo Bruxelles:

  • l’Italia non dispone di un sistema adeguato per registrare i permessi di prelievo e invaso delle risorse idriche;

  • manca un meccanismo di revisione periodica delle concessioni, che possono durare anche 30–40 anni;

  • i programmi di misure non risultano aggiornati e monitorati in modo sistematico.

Queste carenze compromettono una gestione sostenibile delle risorse idriche e ostacolano il raggiungimento del “buono stato ecologico e chimico” previsto dalla normativa europea.

Roma ha ora due mesi per rispondere e adottare le misure correttive richieste. In caso di risposta insoddisfacente, la procedura potrà avanzare fino al deferimento alla Corte di Giustizia dell’UE.

2. Qualità dell’aria: Piano nazionale non aggiornato

Il procedimento riguarda la mancata revisione del Piano Nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico, previsto dalla Direttiva NEC (UE 2016/2284). Il piano non viene aggiornato dal 2016, nonostante la normativa imponga una revisione quadriennale.

La Commissione sottolinea che il documento è essenziale per ridurre le emissioni di:

  • ossidi di azoto,

  • particolato fine,

  • ammoniaca,

e per definire misure di contenimento nei settori più impattanti: trasporti, industria, agricoltura e riscaldamento domestico.

(La contestazione coincide perfettamente con quanto segnalato da Fare Verde Provincia di Frosinone APS alla C.E. riguardo alla pessima qualità dell’aria nel sito UE 1212 “Valle del Sacco”, una delle aree più critiche d’Europa - considerazioni di Fare Verde Provincia di Frosinone APS).

Anche in questo caso, l’Italia dispone di due mesi per fornire chiarimenti e aggiornare il piano.

3. Obblighi di comunicazione e rumore ambientale

L'infrazione riguarda il mancato recepimento della Direttiva (UE) 2024/2839, che semplifica e aggiorna gli obblighi di comunicazione in vari ambiti, tra cui l’emissione acustica ambientale delle macchine e attrezzature destinate all’uso all’aperto (Direttiva 2000/14/CE).

Secondo la Commissione:

  • l’Italia non ha notificato le misure nazionali di recepimento,

  • oppure lo ha fatto solo in modo parziale.

Anche per questa violazione, Roma ha due mesi per conformarsi, evitando il passaggio alla fase successiva della procedura.

Un quadro complessivo preoccupante

Le nuove infrazioni si aggiungono a un numero già elevato di procedimenti aperti. A dicembre 2025 l’Italia risultava coinvolta in 69 procedure di infrazione, di cui 24 in materia ambientale.

Le procedure di infrazione a carico del nostro Paese nel mese di Gennaio 2026 salgono a 75, di cui 59 per violazione del diritto dell'Unione e 16 per mancato recepimento di direttive. Ben 26 sono le infrazioni Europee che riguardano l'Ambiente Dipartimento per gli Affari Europei - Infrazioni, aggiornamento del 30 gennaio 2026 

Negli ultimi anni le violazioni delle norme UE hanno comportato per il nostro Paese oltre 800 milioni di euro di sanzioni, soprattutto per criticità legate alla gestione dei rifiuti e al trattamento delle acque reflue urbane.

Il mancato rispetto delle direttive dell'Unione non incide solo su ambiente e salute pubblica, ma grava anche sulle finanze dello Stato. Si corre anche il rischio di ulteriori costi derivanti dalle nuove contestazioni.

Fonte: Commissione Europea Pacchetto infrazioni di gennaio: decisioni principali


Stato delle procedure di infrazione aggiornato al 30 Gennaio 2026