Fare Verde Provincia di Frosinone riporta integralmente le dichiarazioni rese dal Commissario all'Ambiente Dott. Karmenu Vella ai ministri di alcune Nazioni Eurpee, tra cui l'Italia, convocati d'urgenza .
Buongiorno, signore e signori.
Poche parole sulla riunione ministeriale di stamattina dedicata alla qualità dell'aria.
La
Commissione ha costantemente affermato la sua volontà di agire «in
grande sui grandi temi». E non ci sono argomenti più grandi della
perdita di vite umane dovuta all'inquinamento dell'aria.
In primo
luogo, voglio sottolineare che ho invitato i ministri a Bruxelles perché
la mia maggiore preoccupazione, che è anche la maggiore preoccupazione
della Commissione, è la protezione dei cittadini. Quando dico
"cittadini" intendo sia le persone che già soffrono a causa
dell'inquinamento dell'aria sia tutte le altre persone a rischio: i
bambini affetti da asma e i loro genitori; i genitori affetti da
patologie polmonari ostruttive e i loro figli.
Si tratta di una
preoccupazione condivisa dai ministri. Li voglio ringraziare per essere
convenuti a Bruxelles a così breve termine. E li voglio ringraziare
perché hanno condiviso il mio punto di vista, considerando la protezione
dei cittadini una priorità.
Inoltre i ministri hanno espresso
l'opinione che, per essere credibili presso i cittadini, occorre agire
concretamente - e ciò vuol dire rispettare le procedure per poterlo
fare.
Ogni anno, la vita di un numero spropositato di cittadini
giunge prematuramente a termine a causa dell'inquinamento dell'aria. Lo
sappiamo da decenni, e i valori limite per la qualità dell'aria sono in
vigore da quasi altrettanto tempo.
Eppure, ancora oggi, nel 2018,
400 000 persone giungono ogni anno a morte prematura a causa
dell'incapacità gravissima e diffusa di affrontare il problema. E molte
altre soffrono a causa di malattie legate alla qualità dell'aria che si
potrebbero evitare.
Sono convinto che chi era presente
all'incontro di stamattina condivide la mia frustrazione perché
l'urgenza di agire non è sempre evidente a livello di Stati membri né di
altri Ministeri.
In secondo luogo, voglio anche sottolineare che
non si tratta solo di un'iniziativa personale. La riunione di oggi si è
svolta non solo con il pieno sostegno del presidente Juncker, ma anche
con quello di 500 milioni di cittadini.
Siamo inoltre determinati —
collettivamente — ad affrontare questo problema con la serietà che esso
richiede.
L'impegno espresso nello Stato dell'Unione per la tutela
dei cittadini non può essere illustrato in modo più chiaro:
proteggiamo
l'aria che i nostri cittadini respirano.
Infine, in terzo luogo,
permettetemi un richiamo in merito alla procedura legale in corso. Le
scadenze per soddisfare gli obblighi giuridici sono state ormai da tempo
superate.
Secondo alcuni,
abbiamo atteso già fin troppo a lungo.
Ora non possiamo più rimandare. Ho espresso chiaramente questa posizione ai ministri, questa mattina.
E
vorrei sottolineare che considero i ministri dell'ambiente i miei
principali alleati per affrontare la situazione mettendo in opera tutte
le misure possibili senza più attendere.
La protezione dei
cittadini è già una priorità chiave per il presidente Juncker e l'intero
collegio dei Commissari, ma deve diventarlo anche per gli Stati membri -
per tutti i governi, per tutti i ministri interessati: siano essi i
ministri dei trasporti, dell'energia, dell'industria, dell'agricoltura o
della finanza. La credibilità di tutti noi dipende da questa assunzione
di responsabilità.
Stamattina nel nostro incontro sono emersi
alcuni suggerimenti positivi. Ma, a prima vista, non sembrano
sufficienti a modificare il quadro generale. In molti casi se non si
metteranno in pratica nuove ed efficaci azioni le norme sulla qualità
dell'aria continueranno a non essere rispettate per i mesi e gli anni a
venire, anche al di là del 2020.
Di fronte a questa protratta incapacità
di agire concretamente e seriamente, e tenendo conto delle procedure
legali in corso, sollecito tutti gli Stati membri ad affrontare questo
problema letale con l'urgenza che merita.
L'inerzia ha delle
conseguenze. Conseguenze sui cittadini e sull'aria inquinata che
respirano. Gli Stati membri hanno una responsabilità. La responsabilità
di agire. La mancanza di interventi comporta conseguenze a livello
giuridico per gli Stati membri.
Ai ministri sono state ricordate
entrambe le cose: responsabilità e conseguenze giuridiche.
Grazie!