giovedì 4 giugno 2026

Provincia di Frosinone - La trasparenza sul giro di affari dei rifiuti sembra quella della Corea del Nord.

 La trasparenza amministrativa, pur essendo un obbligo sancito dalla legge per enti e società a partecipazione pubblica, continua a rimanere un miraggio.

Le celebri metafore della “casa di vetro” e del “palazzo di vetro”, coniate da Filippo Turati nel 1908, sembrano non appartenere alla cultura gestionale delle società che operano nel ciclo dei rifiuti dei 91 comuni della provincia di Frosinone.

Le norme esistono e sono chiare. L’articolo 97 della Costituzione, in vigore dal 1° gennaio 1948, stabilisce i principi di imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione e delle società ad essa equiparate. A questi si aggiunge il D.lgs. 33/2013, che definisce la trasparenza come “accessibilità totale” ai dati e ai documenti, al fine di favorire il controllo diffuso sull’operato degli enti e prevenire la corruzione.

Eppure, nel caso della SAF  Società Ambiente Frosinone di Colfelice  che gestisce  il ciclo dei rifiuti provinciali e per la Re- Mat. Lazio Spa  di San Giorgio a Liri che gestisce rifiuti da fuori provincia,  la cosiddetta “casa di vetro” sembra essersi trasformata in un edificio dai vetri “grigio magno” , impenetrabile allo sguardo dei cittadini che pagano la TARI e che, pur contribuendo con risorse pubbliche, non possono conoscere come queste vengano impiegate.

 Nel luglio 2025 Fare Verde Provincia di Frosinone APS  ha richiesto la pubblicazione, sui siti istituzionali delle due società, dei dati e delle informazioni obbligatorie per legge.

A giugno 2026, nulla è stato ancora reso pubblico.

 Successivamente sono stati richiesti i rendiconti relativi agli oneri accessori alla tariffa, tra cui:

 benefit ambientali previsti dal decreto commissariale Regione Lazio n. 15/2005

 addizionale del 5% per conferimenti fuori ATO

 ecotassa

 costi di gestione post-mortem delle discariche esaurite

 Anche in questo caso, nessuna risposta.

 L’associazione sollecita ora l’attenzione di tutti i sindaci dei 91 comuni affinché venga fatta piena luce su:

 costi di gestione

 spese per il personale

 acquisti e forniture

 compensi extra salariali per deleghe di funzione

 consulenze affidate a ex dipendenti in pensione

 spese di comunicazione e pubblicità

 contributi erogati per eventi, sagre e manifestazioni

 benefit ambientali ed ecotassa

 Si tratta di voci che incidono direttamente sulla tariffa pagata dai cittadini e che richiedono un controllo rigoroso, continuo e trasparente.

 Chiediamo ai sindaci, in quanto rappresentanti delle comunità locali, di esercitare pienamente il loro ruolo di vigilanza e di garantire l’applicazione delle norme sulla trasparenza, affinché ogni cittadino possa conoscere come vengono gestite le risorse pubbliche derivanti dalla TARI.

 È necessario un cambio di passo: non basta inviare cartelle di pagamento o ricorrere a giustificazioni di circostanza. I costi di gestione continuano ad aumentare e a sostenerli sono sempre i cittadini. Serve responsabilità, chiarezza e rispetto.