domenica 4 febbraio 2018

Provincia di Frosinone - Depurazione alla carlona e razionamento dell'acqua potabile.

La normativa di riferimento in materia di trattamento dei reflui è la Direttiva 91/271/CEE recepita dall’Italia con il D. Lgs. 152/2006 (e ss.mm.ii, cosiddetto Codice dell’Ambiente). La Direttiva prevede che tutti gli agglomerati con carico generato maggiore di 2.000 abitanti equivalenti (a.e.) siano forniti di adeguati sistemi di reti fognarie e trattamento delle acque reflue, secondo precise scadenze temporali, ormai già passate, in funzione del numero degli abitanti equivalenti e dell’area di scarico delle acque (area normale o area sensibile).
Per le inadempienze nell’attuazione della Direttiva l’Italia ha già subito due condanne da parte della Corte di Giustizia Europea, la C565-10 (Procedura 2004-2034) e la C85-13 (Procedura 2009-2034) e l’avvio di una nuova procedura di infrazione (Procedura 2014-2059). Nella procedura di infrazione 2014-2059 e' inclusa anche la depurazione delle acque reflue di Monte San Giovanni Campano e di tanti altri Comuni della Provincia di Frosinone in più a quelli già compresi nelle altre procedure e relative condanne già emesse. Nonostante ciò la nostra Associazione conscia della gravità della situazione più volte e' dovuta ricorrere alle Forze dell'Ordine per far sanzionare i depuratori presenti che oltre ad essere insufficienti per la quantità degli abitanti equivalenti, sono risultati senza le autorizzazioni allo scarico e in diversi casi con emissioni nell'ambiente per le acque reflue con titoli di sostanze inquinanti superiori a quelle consentite dalla legge. In questi giorni si legge sui network di fantomatiche associazioni in difesa dei consumatori che accusano parte della popolazione di essersi allacciata abusivamente alla rete, parlano di perdite occulte mai riferendosi all'uso insostenibile delle risorse idriche da parte del gestore del servizio idrico integrato. In buona sostanza e' emerso dalla lettura di magnifici articoli pro gestore che la colpa e' dei consumatori che non pagano e non di chi li vessa con il razionamento dell'acqua facendosi pagare anche l'aria inquinata della nostra provincia che e' sempre presente nelle condutture. Mai da nessuna parte si legge che molti depuratori in Provincia di Frosinone sono sotto infrazione da parte dell'UE. Per una questione di onesta' intellettuale le associazioni in difesa dei consumatori dovrebbero iniziare ad essere meno sbadate perché la depurazione delle acque reflue urbane e' pagata dai consumatori in quanto non e' un servizio gratuito. Le associazioni per la tutela dei consumatori  per garantire la popolazione come dicono di fare avrebbero dovuto includere nelle loro argomentazioni la depurazione delle acque reflue,  in quanto il servizio idrico e' integrato, e verificare se vengono realmente depurate in modo da   capire chi deve pagare sulla bolletta il servizio. Servizio per la depurazione delle acque reflue urbane  che l'Unione Europea ha definito insufficiente sottoponendo l'Italia a multa forfettaria per oltre 60.000.0000 di euro più una gabella da 350.000 euro al giorno. Fare Verde Provincia di Frosinone specifica infine che TUTTI i depuratori dei tanti  segnalati fino a questo momento alle Forze dell'Ordine sono stati sanzionati perché non in regola con le leggi dello Stato e della Regione Lazio. In alcuni casi la nostra Associazione e' stata costretta a rivolgersi anche alle due Magistrature presenti in Provincia di Frosinone. Fare Verde infine si auspica che le associazioni di tutela dei Consumatori abbiano la correttezza di verificare quanto e' stato ricordato in questo post invece di fare sterile polemca sui network nei confronti della popolazione che e' libera di organizzarsi, come crede,per protestare. 


Nella foto l'obsoleto depuratore SIONE . Ultimo in cronologia per essere stato segnalato alle Forze dell'Ordine con gli accertamenti ancora in corso.

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