Negli ultimi giorni alcuni titoli di cronaca hanno celebrato un presunto “miglioramento” della qualità dell’aria a Frosinone, sottolineando come la città non comparisse più in cima alle classifiche delle località più inquinate d’Italia.
Una narrazione rassicurante, certo, ma profondamente fuorviante.
Fare Verde Provincia di Frosinone APS non condivide questa lettura semplicistica, perché la qualità dell’aria non è una gara a chi arriva primo o ultimo. Non esistono podi, medaglie o retrocessioni. Non ha alcun valore essere i più bravi tra gli asini. Esistono valori limite, numero di superamenti e obblighi di legge. E su questi parametri, purtroppo, il territorio frusinate (Sito UE 1212 Valle del Sacco) continua a essere in grave sofferenza.
La normativa europea sulla qualità dell’aria – la Direttiva 2008/50/CE – non parla di graduatorie. Non esiste alcun meccanismo che premi chi “sta sotto” o “sopra” un’altra città. La direttiva stabilisce:
valori limite precisi per gli inquinanti, tra cui PM10 e PM2.5
un numero massimo di superamenti consentiti
l’obbligo per gli Stati membri di rientrare nei limiti nel più breve tempo possibile
L’obiettivo non è scalare una classifica, ma proteggere la salute umana, riducendo l’esposizione della popolazione a sostanze che aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, respiratorie e oncologiche.
La Corte di Giustizia UE ha già condannato l’Italia
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea è stata inequivocabile nella sua sentenza di condanna nei confronti dell’Italia. Le censure sono due, entrambe pesantissime:
Violazione sistematica e continuata dell’art. 13, comma 1, e dell’allegato XI L’Italia ha superato in modo persistente i limiti di PM10 nelle zone interessate, tra cui quelle del Lazio meridionale.
Violazione dell’art. 23, comma 1, e dell’allegato XV, lettera A Lo Stato non ha adottato misure adeguate per garantire il rispetto dei limiti nel più breve tempo possibile.
Tradotto: non solo i valori sono stati superati, ma non sono state messe in campo azioni sufficienti per rientrare nella legalità.
E questo riguarda direttamente anche Frosinone e le altre cittadine coinvolte.
Frosinone: la realtà che non si può ignorare
Che la città non sia “prima” in una classifica giornalistica non cambia il dato sostanziale:
i superamenti dei limiti continuano a essere elevati, e la popolazione respira aria che non rispetta gli standard europei di tutela della salute.
Ridurre il dibattito a una gara tra città è una distrazione pericolosa. La domanda vera è: Frosinone rispetta i limiti di legge? E la risposta, purtroppo, è ancora no.
Il clamore mediatico (tifo in politichese) di questi giorni per Frosinone all'ombra della nuova infrazione per la qualità dell'aria inviata all'Italia nel mese di Gennaio 2026.
L'Italia si trova a dover rispondere alle richieste dell'UE circa il mancato aggiornamento del Piano nazionale di controllo dell'inquinamento atmosferico (NAPCP), come previsto dalla direttiva NEC (2016/2284/UE). Questa normativa prevede che ciascuno Stato membro definisca limiti annuali per l'emissione di vari inquinanti chiave - tra cui ossidi di azoto, particolato fine (PM10 e PM2.5), ammoniaca - e aggiorni ogni quattro anni il piano d'azione per ridurne la presenza nell'aria. L'Italia non ha trasmesso alla Commissione europea la versione aggiornata del NAPCP. Secondo quanto evidenziato nei rilievi di Bruxelles:l'ultimo aggiornamento risale al 2016, nonostante la direttiva imponga una revisione sistematica;
manca una strategia aggiornata e misurabile per affrontare i settori maggiormente responsabili delle emissioni - trasporti, industria, riscaldamento, agricoltura;
Serve un cambio di passo, non un cambio di narrativa
Fare Verde Provincia di Frosinone APS ribadisce che:
la qualità dell’aria non è materia di classifiche, la salute pubblica non può essere oggetto di semplificazioni mediatiche, le istituzioni devono adottare misure efficaci, strutturali e tempestive,
i cittadini hanno diritto a informazioni corrette e trasparenti


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