lunedì 18 novembre 2024
La Commissione Europea invia il parere motivato per la caccia all'Italia. Il dono di Cassandra di Fare Verde Provincia di Frosinone APS.
mercoledì 13 novembre 2024
AMBIENTE - Fare Verde Provincia di Frosinone APS pubblica i dati del progetto Ambiente Pulito.
Fare Verde Provincia di Frosinone APS è l’associazione del FARE e lo dimostra quotidianamente con i progetti Ambiente Pulito, Acqua Chiara e Aria Pulita.
Dopo 5 anni di attività frenetica sul territorio della Provincia di Frosinone si è concluso il progetto Ambiente Pulito e Fare Verde Provincia di Frosinone APS ha comunicato i dati di quanto realizzato a S.E. Il Prefetto di Frosinone .
Il Presidente Dott. Marco Belli ha fatto il punto della situazione: <<A Partire dal 2019 e fino a Luglio 2024 sono stati raccolti e smaltiti ben 178640 Kg di PFU (Pneumatici Fuori Uso) tutti certificati dal report emesso dal Consorzio Ecotyre che si è occupato del loro trasporto e del loro riciclo. Le raccolte e i conferimenti di PFU hanno interessato i comuni di Atina e Villa Latina nel 2019; i Comuni di Alatri e Cassino nel 2020; Nel 2021 nuovamente il Comune di Cassino; Nel 2022 i Comuni di Atina e Casalvieri; Nel 2024 il Comune di Colle San Magno con partenza degli PFU da Roccasecca. Con i volontari di Alatri, Serrone , Fiuggi e Monte San Giovanni Campano riuscimmo a bonificare il luogo della memoria ex Campo di Internamento delle Fraschette dove mani criminali avevano abbandonato ben 6180 kg di pneumatici fuori uso >>.
Ambiente pulito è andato oltre e dal 2019 i territori Comunali interessati dal progetto sono stati ben 16 con circa 200 segnalazioni per i rifiuti abbandonati che hanno portato alla conseguente pulizia dei siti di abbandono rifiuti segnalati alle Autorità.
Inoltre sono stati messi sotto osservazione diversi boschi oggetto di abbandono rifiuti e precisamente la Pineta Morroni il bosco di Castelliri e di Isola del Liri.
A S.E . il Prefetto di Frosinone è stato chiesto di istituire gli Ispettori Ambientali Volontari di Fare Verde Provincia di Frosinone APS che si potrebbero occupare di rifiuti abbandonati , di controlli sulla raccolta differenziata e dei vari progetti di compostaggio sia domestico che di prossimità.
E’ stata chiesto di realizzare una campagna di sensibilizzazione ambientale contro l’abbandono dei rifiuti urbani, degli PFU e dei rifiuti pericolosi.
L’installazione ad opera dei Comuni di foto trappole nei punti dove si ripete l’abbandono dei rifiuti.
Richieste più che legittime di fronte al malcostume e all’inciviltà di pochi che oscurano il virtuosismo di tante persone che amano l’Ambiente in cui vivono.
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sabato 2 novembre 2024
Green Economy - 16 ANNI DI ATTESE.
L'argomento green economy ci conduce istantaneamente all’agenda europea , con scadenze al 2030 che mirano a una drastica riduzione delle emissioni industriali e del consumo energetico tuttavia il contesto crea perplessità notevoli perchè questa transizione doveva creare nuove opportunità lavorative a basso impatto.
In buona sostanza gli obiettivi della green economy sono stati ristretti all’elettrificazione della mobilità come simbolo delle nuove direttive europee. Obiettivi diversi previsti dalla green economy che avrebbero voluto creare nuove opportunità di lavoro e affari su concetti come filiera corta, Km0, economia circolare, riciclo dei materiali tutte parole chiave che aprivano nuove prospettive per piccole e medie imprese.
Con il passare del tempo e con l'espansione del mercato la green economy sembra oggi più una strategia di comunicazione che una reale pratica produttiva e così, con l’aumentare delle adesioni al “green”, ogni azienda è diventata magicamente sostenibile.
Attualmente le strategie della green economy girano intorno a parole chiave ben manipolate come:
1) la CO2 trasformata nel nemico assoluto dell'Europa.
2) la plastica negli oceani con le fantastiche soluzioni europee adottate dalla Commissione europea che comprendono la decarbonizzazione e l’obbligo di tenere attaccato il tappo alle bottiglie di plastica.
3) Il riciclo per la produzione di materie prime seconde dove l'affare lo fanno solo le aziende e nulla torna ai cittadini.
Se poi si va all'analisi mondiale dei dati sulle emissioni di CO2 ci si rende conto che l’Italia contribuisce tra lo 0,85% e l’1,6% della CO₂ globale con una contrazione del 50% delle emissioni in 18 anni.
In tutto questo le emissioni di CO2 vengono controllate in Europa con grande sofferenza e sacrifici con i cittadini che si limitano con il riscaldamento in inverno mentre aziende come la cinese Baowu Steel emettono più CO₂ di intere Nazioni. Nei fatti numerosi dati mostrano che il 70% delle emissioni mondiali proviene da 100 aziende, la maggior parte delle quali cinesi. Che le emissioni di tutto il traffico delle automobili nel mondo è inferiore a quelle prodotte da solo 20 navi calcolando che il numero delle navi cargo che solcano i mari è di oltre 60.000 unità.
Plastica negli oceani e allora Fare Verde Provincia di Frosinone APS ci ha voluto vedere chiaro:
La plastica negli oceani è per il 90% rilasciata da circa 10 fiumi , e nessuno di essi è europeo.
Va bene la Green Economy come concetto per lo sviluppo sostenibile ma occorre un accordo globale per pianificare le emissioni che non si possono tradurre in sacrifici per alcune nazioni e guadagno per le altre.
L'economia circolare con i suoi 5 fondamenti (riduzione dei consumi, energie rinnovabili, rigenerazione urbana, economia circolare, mobilità a ridotte emissioni) deve diventare il punto nevralgico per lo sviluppo sostenibile partendo dall'economica, sociale ed ecologica per porre fine alla povertà, alle ineguaglianze e per costruire comunità pacifiche rispettose di diritti umani.
Fatto è ed è inconfutabile che la Green Economy se non sarà globale diventerà anti economica per le nazioni che l'hanno adottata visto che i costi per le produzioni non sono competitivi con chi non rispetta l'ambiente e la salute degli esseri umani.
Quindi la Green Economy deve uscire fuori da questo modo di fare distorto che somiglia sempre più ad una strategia di comunicazione trasformandosi finalmente nel modo per implementare processi produttivi più efficienti e rispettosi dell’ambiente che oltre a ridurre l’impronta ecologica, realizzano una riduzione dei consumi energetici e delle materie prime con conseguente diminuzione dei costi di produzione e smaltimento dei prodotti. La gestione corretta dei rifiuti e il loro riciclo devono creare opportunità di simbiosi industriale e collaborazione tra aziende che integrano materiali riciclati nei processi produttivi.
Solo così si potranno generare i cosiddetti “green jobs” e nuove figure professionali specializzate, come consulenti e tecnici per i nuovi impianti eco-sostenibili. Tuttavia non bastano, solo gli investimenti per impegnarsi nella transizione green ed infatti è indispensabile ripensare il modello degli affari ponendo come centralità il benessere collettivo e l’impatto ambientale, integrando in modo perfetto i processi produttivi innovativi con le politiche aziendali orientate alla sostenibilità.
lunedì 14 ottobre 2024
L'abbattimento selettivo dei cinghiali è un fallimento già certificato.
Abbattere a fucilate i cinghiali in modo massivo senza poter risparmiare i cinghiali matriarca è come dire a tutte le altre femmine del branco di predisporsi da subito a procreare in sua vece creando nuovi gruppi di appartenenza. È questo il meccanismo etologico insito nella specie che fa sostituire immediatamente chi è venuto a mancare. In mancanza della matriarca tutte le femmine di cinghiale del branco si mettono a disposizione dei maschi per divenire gravide di futuri cinghiali. E’ la mossa di sopravvivenza che la specie ha attuato nel tempo per non estinguersi.
In italia sono stati abbattuti 300 mila cinghiali l'anno tra il 2015 e il 2021 , quindi oltre 1.800.000 abbattimenti. Con gli abbattimenti indiscriminati si pensava di limitare il numero dei cinghiali presenti in Italia e invece sono aumentati in numero. <<L'ultimo rapporto Ispra (Istituto superiore per la protezione ambientale) sulla gestione del cinghiale in Italia nel periodo 2015-2021 ci dice che in quell'arco di anni il prelievo di cinghiale è aumentato del 45% e in media sono stati abbattuti circa 300.000 cinghiali all'anno (di cui 257.000 in caccia ordinaria e 42.000 in interventi di controllo faunistico)>>. Tuttavia “nello stesso periodo, gli importi annuali dei danni all'agricoltura sono aumentati da 14,6 e 18,7 milioni di euro, con una media annuale pari a oltre 17 milioni di euro. Il che vuol dire più ungulati in circolazione. Dati che Ispra ha elaborato sulla base delle informazioni fornite dalle Regioni e dalle Aree protette e che l'Istituto ha comunicato ai ministri dell'Ambiente e dell'Agricoltura”.
E sulla base dei numeri disponibili sui cinghiali prelevati e dei parametri reperibili nella letteratura scientifica, per l'Ispra è plausibile una consistenza al 2021 di almeno un milione e mezzo di animali che avrebbero arrecato danni all’agricoltura nel periodo 2015-2021 per circa 120 milioni di euro per un totale di oltre 105.000 eventi di danno.
Quindi basta leggere i numeri in aumento sulla presenza dei cinghiali in Italia per capire immediatamente che la pratica degli abbattimenti selettivi non funziona ed è stato un fallimento completo. A ciò si aggiunge la pericolosità di tale pratica venatoria che fa aumentare le possibilità di incidenti e conseguenze per ignari cittadini e animali domestici.
La prevenzione della diffusione si può realizzare con colture “a perdere” coltivate ai confini del bosco che attirano gli animali spingendoli cosi' a non varcare il confine con le aree urbane. La gestione dei rifiuti va migliorata per non creare opportunità di cibo esattamente in quei luoghi dove si aggirano i cinghiali; La specie si può controllare con il metodo contraccettivo.
Attualmente si ha un'efficacia di ben 6 anni nella contraccezione. L'animale non è necessario che lo si debba catturare, si crea invece una zona dove si fa trovare del cibo contenente questo farmaco e poi si fa in modo di monitorarlo attraverso una sorta di tracciabilita' che lo 'contamini' esternamente, lo renda appunto tracciabile, ma che non lo danneggia.
Altro elemento che dovrebbe dissuadere dal ricorso all'abbattimento selettivo è proprio l'esistenza della Peste Suina Africana: Nella caccia selettiva i cinghiali malati che vengono colpiti possono scappare feriti con perdita di sangue e altri liquidi corporei in aree indenni da tale malattie e portare il contagio. Gli stessi cacciatori, possono portare la Peste Suina Africana calpestando con i propri stivali le deiezioni di ungulati malati o maneggiando gli animali abbattuti o anche le loro carni per conservarle.
E questo non lo dice Fare Verde Provincia di Frosinone APS ed infatti le autorità europee hanno detto che la Peste Suina Africana non va contrastata con l'abbattimento venatorio. Nei fatti ancor peggior danno arreca il metodo di abbattimento chiamato 'braccata'. In buona sostanza il numero dei cinghiali che cadono è di gran lunga inferiore al numero di cinghiali che si disperdono , che spariscono per lungo tempo. Nel frattempo le femmine disperse attuano il principio di sopravvivenza della specie andando in 'estro' non appena si rendono conto che manca la guida matriarcale . Prima della braccata nessuna femmina si accoppiava con i maschi del branco. Fatto è che la braccata crea nuovi branchi di cinghiali con tante nuove matriarche e quindi un aumento delle nascite .
Fatto è ed è inconfutabile che l'abbattimento selettivo è stato ed è un fallimento accertato che non ha portato nessun risultato : i danni all'agricoltura sono aumentati, la dispersione ha favorito l'incremento del numero di cinghiali in circolazione. E poi anche l'aspetto temporale ha la sua rilevanza: più questi gruppi di animali vengono colpiti, più e anche rapidamente reagiscono per non scomparire. E questo avviene per l'appunto anche con un effetto moltiplicatore in fatto di prolificazione. Derogare la caccia al cinghiale per contrastare la PSA non è assolutamente il metodo da attuare per realizzare il controllo della malattia perché ottiene il risultato che è opposto e questo lo sanno anche gli studenti di Veterinaria.
Infine si vuole ricordare ai politici pro voto loro che Nell’Area di Circolazione attiva del virus (ACA) vengono sospese tutte le attività tranne quelle essenziali per il monitoraggio dell’infezione; è necessario organizzare il recupero di carcasse con lo scopo di diminuire la pressione virale e di verificare l’evoluzione epidemiologica locale; la zona viene contornata da un anello di circa 6 km di larghezzadefinito sulla base dell’home range annuale del cinghiale. Nell’Area di Circolazione Attiva è sospesa ogni attività ad eccezione di un’intensa sorveglianza passiva. Nell’Area ad Alto Rischio (AR) è necessario mantenere una costante ricerca attiva delle carcasse per verificare l’evoluzione spaziale della infezione; normalmente nell’arco di qualche mese, l’AR viene inclusa nell’ACA e risulta necessario rimodulare l’intera zona infetta, comunicandolo all’Unione europea.
Nella zona infetta sono vietati l’ingresso al pubblico, nonché le attività di caccia (tutte le specie), la raccolta dei frutti del sottobosco, i lavori forestali; l’accesso ai fondi agricoli è autorizzato dietro motivata richiesta.
Attorno alla zona infetta viene definita un’area di sorveglianza speciale detta AREA DI SORVEGLIANZA. In questa zona deve essere assicurata la sorveglianza passiva per valutare l’eventuale diffusione dell’infezione al di fuori della zona infetta; l’attività di controllo numerico del cinghiale può essere consentita in condizioni di assoluta biosicurezza. Tutti i soggetti cacciati o catturati devono essere testati virologicamente.
Tutte le carcasse e gli animali abbattuti (qualsiasi forma di abbattimento) dovranno essere conferite in edifici localizzati esclusivamente nella AREA DI SORVEGLIANZA dove verranno campionati.
Per realizzare le aree di sorveglianza si installano le recinzioni elettriche a 4 fili o quelle metalliche ma queste attività sono di competenza del commissario per l contenimento della PSA . Commissario che dovrebbe essere meno disponibile alle deroghe per la caccia di selezione anche perché ha grandi responsabilità per il patrimonio zootecnico che sono tutte sulle sue spalle e di nessun altro.
sabato 5 ottobre 2024
Fare Verde Paliano Alta Valle del Sacco.
Paliano - Il 4.10.2024 si è tenuta l'assemblea degli iscritti per la costituzione di Fare Verde Paliano Alta Valle del Sacco. È stata eletta presidente all'unanimità la carissima Daniela Bucci. Presiedeva l'adunanza il presidente di Fare Verde Provincia di Frosinone APS che ha consegnato le tessere di iscrizione . Il Gruppo di Paliano si occuperà del bene paesaggistico , della tutela della Natura e della Biodiversità.
Buon Ambiente a tutti.
sabato 28 settembre 2024
Agricoltura : I dati dell'agricoltura Italiana al G7 viziati dall'inflazione.
sabato 21 settembre 2024
AMBIENTE - IL FUTURO DEI RIFIUTI DIPENDE DA NOI.











