TARI - Il paradosso della TARI esiste davvero: nonostante l’aumento della raccolta differenziata, la tariffa cresce. E questo contraddice il principio europeo chi inquina paga. Il punto centrale è che la TARI non misura quanto il cittadino conferisce, ma quanto costa al Comune l’intero sistema rifiuti. E questi costi, negli ultimi anni, crescono in modo dissociato dai comportamenti virtuosi dei cittadini.
Il paradosso nasce perché la TARI deve coprire il 100% dei costi del servizio, e questi costi aumentano anche quando la raccolta differenziata migliora. Il risultato è che chi produce meno rifiuti paga comunque di più, mentre il principio europeo vorrebbe l’esatto contrario.
La TARI copre tutti i costi del servizio, non solo quelli legati all’indifferenziato. Tra i costi fissi: mezzi e attrezzature, spazzamento strade, amministrazione e ammortamenti.
Questi costi non diminuiscono se aumenta la differenziata.
Per aumentare le percentuali della raccolta differenziata, i Comuni sono passati al porta a porta, che richiede: più personale, più mezzi e più turni con il costo del lavoro che diventa così la voce più pesante del bilancio per il servizio .
La normativa italiana non applica davvero il principio europeo “chi inquina paga”. La Cassazione ha chiarito che le tariffe devono essere proporzionate alla potenziale produzione di rifiuti, ma non misurano la produzione reale. In altre parole: il cittadino virtuoso non viene premiato, chi produce più rifiuti non paga di più in modo proporzionale e la tariffa è costruita su coefficienti presuntivi, non su misurazioni reali.
Il cittadino fa la sua parte, ma paga di più
Il principio europeo “chi inquina paga” è scritto nel trattato dell’Unione all’Articolo 191, paragrafo 2, del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE). Sancito dalla Direttiva Europea 2008/98/CE sui rifiuti, precisato dal Regolamento Europeo (UE) n. 2020/852 e puntualizzato dal, Corte di Giustizia sulla responsabilità economica del soggetto che genera l’inquinamento, sulla proporzionalità tra danno e costo e sul divieto di scaricare i costi su soggetti non responsabili.
Per chi non lo avesse ancora recepito: Il principio europeo Chi inquina paga richiede sistemi PAYT – Pay As You Throw, cioè:misurazione puntuale dei rifiuti
tariffa proporzionale al conferimento
premi per chi differenzia bene
penalità per chi produce indifferenziato
In Italia invece vige il paradosso in termini civici
Il cittadino: separa i rifiuti, aumenta la percentuale di differenziata, riduce l’indifferenziato, e sostiene costi crescenti.
Il sistema TARI : non misura la produzione reale, non distingue tra chi differenzia i rifiuti e chi no generando disparità e senso di ingiustizia, non premia la qualità della raccolta differenziata , non riduce i costi fissi e scarica i costi strutturali sulla tariffa
Risultato: la TARI cresce anche quando il cittadino inquina meno.
Il paradosso della TARI dimostra che il sistema italiano non applica il principio europeo, ma un modello amministrativo che non è correlato ai comportamenti individuali, non incentiva la riduzione dei rifiuti, non premia la qualità della differenziata e non distingue tra chi inquina e chi non inquina
L’attuale TARI è un sistema che chiede sempre più denaro ai cittadini, anche quando fanno esattamente ciò che l’Europa chiede.
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