martedì 21 marzo 2017

21 Marzo 2017 Giornata Internazionale delle Foreste

Il 21 di Marzo di ogni anno si festeggia la Giornata Internazionale delle Foreste. Il tema dell’edizione 2017 è “Foreste ed energia”: il legno è infatti la prima fonte di energia per gran parte del genere umano e fornisce il 40% dell’energia rinnovabile globale. Ma lo sfruttamento del legno deve essere ragionato ed equilibrato. “Salvare le foreste vuol dire salvare il territorio dai cambiamenti climatici”.
Le foreste, che coprono un terzo del nostro pianeta, sono vere e proprie “casseforti” di CO2 e giocano un ruolo fondamentale per raggiungere il target “zero emissioni” entro il 2050. Secondo il Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici, i boschi trattengono 300 milioni di tonnellate di CO2 e il 40% delle nostre emissioni di gas serra a livello globale e in Italia i nostri boschi “neutralizzano” circa 90 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

Un problema fondamentale legato alle foreste è il disboscamento: il taglio illegale degli alberi  danneggia  la Natura  e l’ambiente in cui viviamo, determinando l'aumento di gas serra e la sparizione delle specie stanziali.
I progetti dissennati che prevedono di bruciare legno per produrre energia nelle centrali a biogas per pirolisi sono poi la massima espressione dello sfregio alla Natura e all'Ambiente perchè i boschi non vengono visti più come un eco sistema da conservare ma come "combustibile".
Proteggere i boschi è un dovere per ogni singolo cittadino e Fare Verde vuole ricordare una frase di Publio Cornelio Tacito a proposito dei Germani che già li citava  per la loro sacralità: I boschi sono il centro della loro intera religione. Sono considerati la culla della razza e la residenza del Dio supremo al quale tutte le cose sono soggette ed obbedienti.

domenica 19 marzo 2017

I guasti idrici vanno identificati nell'assenza di investimenti strategici di Acea e nel menefreghismo dei Comuni.

Diciassette Comuni della Provincia di Frosinone in balia di ACEA per un guasto alla conduttura idrica.
Fare Verde constata con enorme dispiacere che non è stato attuato un piano sostitutivo per inviare l'acqua potabile alla popolazione e quindi vuol significare che non esiste nessuna alternativa all'acquedotto che attinge l'acqua da Posta Fibreno.
Sono da biasimare i Comuni che senza lungimiranza non hanno previsto un "piano B" per l'acqua potabile nonostante la crisi idrica che li attanaglia , nonostante le proteste della popolazione e nonostante il comportamento recidivo di ACEA. Caso emblematico è quello di Monte San Giovanni Campano che nonostante i 129 e passa interventi delle autobotti del mese scorso non si è preoccupato minimamente della mancanza di acqua potabile nelle giornate del 18 e 19 Marzo forse sperando in un auspicato intervento Divino, con l'intercessione di S. Giuseppe,  per le riparazioni.
E' incontrovertibile il fatto che i Comuni non hanno mai pensato di realizzare delle riserve idriche o avere dei pozzi di riserva in caso di bisogno e ciò lascia perplessa Fare Verde perché nel caso in cui per qualsiasi motivo venisse a mancare l'acqua di Posta Fibreno (frana sotterranea, evento sismico, perdita della portata della sorgente, attentato ecc ecc) i rubinetti rimarrebbero asciutti in molti Comuni come è puntualmente accaduto nella gestione ACEA che è stata molto allegra solo per i suoi soci azionisti.
A questo punto c'è l'indecisione per il biasimo: Biasimare ACEA per aver diviso i guadagni tra i soci sulle spalle della popolazione  senza fare  investimenti strategici o biasimare i Comuni che vivono sempre nell'emergenza idrica e che non fanno nulla per correre ai ripari.
In mezzo all'indecisione per il biasimo come sempre si trova la popolazione costretta a pagare bollette esose per l'acqua potabile che per un motivo o per l'altro non arriva quasi mai e quando arriva costa a metro cubo più del gas che arriva dalla Russia.
Nonostante le interruzioni del servizio idrico presenti e pregresse non c'è  un solo   Comune che abbia chiesto un ristoro economico per le sofferenze subite dalla popolazione e ciò senza ombra di ragionevole dubbio porta il bilancio del  biasimo a pendere nei confronti dei Comuni che non hanno un comportamento "carino" con la popolazione.
Fare Verde Provincia di Frosinone


venerdì 17 marzo 2017

Valle di Comino: Le centrali a biogas rubano lo sviluppo sostenibile


Fare Verde Provincia di Frosinone si rivolge alla popolazione e alle Autorità della Valle di Comino e chiede che venga applicato il principio di precauzione per gli impianti a biogas che sono in fase di progettazione . Realizzare più impianti che scientemente vengono indicati “ a biogas” per utilizzare il cippato (materia prima seconda che non c’è) senza capire quale possa essere la ricaduta sanitaria sulla popolazione non ha alcun senso e ci conduce in un’avventura senza ritorno. Fare Verde chiede quindi l’applicazione del principio di precauzione per capire quali possano essere le ricadute sulla salute della popolazione e le problematiche ambientali che sicuramente ci saranno perché non è stato ancora inventato un impianto di produzione con caratteristiche senza emissioni e quindi ad impatto ZERO. Si evidenzia che se da una parte i progettisti dell’impianto a biogas sostengono la bontà di questi impianti, asserendo che la nuova tipologia di macchinari permette di controllare quasi totalmente le emissioni e di considerare pari a zero il bilancio di CO2 emessa, rispetto a quella incamerata dal legno che si dovrebbe bruciare. Dall’altra parte c’è Fare Verde che asserisce: ogni processo di combustione implica l’emissione di Cov (composti organici volatili), compresi metalli pesanti e altre sostanze classificate dall’OMS come cancerogene che sono comunque frutto dei processi di combustione e di particolato ultrasottile nanopolveri, che sono la fonte di maggiori pericoli per gli esseri viventi, in quanto talmente piccoli da legarsi alle molecole, generando forme tumorali.
Per quanto riguarda il bilancio di CO2 c’è lo scetticismo più completo da parte della nostra Associazione che ancora non ha saputo dove verrà presa la gran quantità di cippato e siccome appare evidente che nella Valle di Comino non ce ne è per mandare avanti gli impianti che intendono costruire si ipotizzano un paio di scenari che risultano verosimili ed entrambi sfavorevoli per il bilancio di CO2: 1° Scenario: Acquisto di cippato proveniente da altre Nazioni dove costa di meno; 2) Utilizzo come combustibile dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata permesso dalla legge
In buona sostanza non ci sarà nessuna ricaduta benevola per la popolazione e in tutti e due gli scenari  verrà rubato lo  sviluppo sostenibile al territorio in quanto gli impianti saranno solo un mero affare che di fatto RUBA la possibilità alle generazioni future di interagire in modo corretto con la natura. Evenienza quest’ultima che non è assolutamente da sottovalutare perchè la Valle di Comino è famosa per le sue produzioni BIO e per le eccellenze di produzione riconosciute in ambito Nazionale e Internazionale per la loro sostenibilità. Di fatto è incontrovertibile  che più soggetti economici in associazione tra loro hanno fiutato l’affare per il mero guadagno e vogliono realizzare in un progetto ECONOMICO UNICO più centrali a biogas come è lampante il fatto che nessuno di loro si è preso la responsabilità di informare la popolazione sulla ricaduta sanitaria degli impianti che non vanno più considerati ognuno per ciascuno ma il frutto di un unico progetto per la loro realizzazione sincrona e simultanea.
Aumento del traffico locale, emissioni di sostanze volatili che possono procurare seri danni alla salute, smaltimento delle ceneri, insostenibilità del processo produttivo, e bilancio della C02 da quantificare perché alla trasformazione del legno si aggiunge il trasporto del cippato e ulteriore inquinamento dell’aria ad opera dei camion che procureranno l’aggravamento della già disastrosa situazione dell’inquinamento dell’aria presente in provincia di Frosinone.
Per tutto quanto appena brevemente considerato Fare Verde Valle di Comino sostenuta da  Fare Verde  Provincia di Frosinone  partecipa attivamente alle iniziative del Comitato per la salvaguardia e la tutela del territorio di Villa Latina e invita i Cittadini della Provincia di Frosinone e tutte le forze politiche  a partecipare al BioDay del 19 Marzo 2017 che si terrà a Villa Latina  per capire quali potrebbero essere le ricadute negative causate  dagli impianti a biogas sulla popolazione e sulle produzioni pregiate della Valle. Una giornata che sarà caratterizzata dal Mercatino Bio, da incontri confronto con tecnici del settore energia per la migliore informazione su tutta la questione centrali a biomassa. Una vera mobilitazione intelligente per promuovere lo sviluppo della creatività, dell'immaginazione, della previsione, dell'anticipazione che favoriscono in tal modo la risoluzione dei problemi prima di trovarceli tra i piedi soprattutto perché le nostre azioni hanno il potere di distruggere in poco tempo tutto quello che ci proviene dal passato, compromettendo irrimediabilmente quello che potrebbe esistere nel futuro dei nostro territori.



giovedì 16 marzo 2017

Chi distrugge l'Ambiente ruba il futuro.



Chi distrugge l'Ambiente ruba il futuro.
 
Riflessioni del Presidente di Fare Verde Provincia di Frosinone

  Noi Ciociari viviamo in un'epoca allo stesso tempo affascinante e terribile. Affascinante perché mai come adesso il futuro della provincia di Frosinone è soprattutto nelle nostre mani; ciò che avrà luogo domani dipenderà in buona parte da ciò che la comunità farà o non farà oggi. Temibile perché le nostre azioni hanno   il potere di distruggere in poco tempo tutto quello che ci proviene dal passato, compromettendo irrimediabilmente quello che potrebbe esistere nel futuro del nostro territorio. I Ciociari  hanno interagito con la natura da sempre ma con il passare del tempo e con l'evolversi delle  capacità culturali abbiamo incredibilmente ampliato le nostre capacità di modificazione degli ambienti naturali. Ma è soltanto da pochissimo tempo che  stiamo intervenendo rapidamente e profondamente sui cicli della natura ... su quella fascia costituita da acqua, aria e suolo ove è possibile l'esistenza ed il mantenimento del fenomeno vita. L'osservazione di quanto avviene in natura ci indica che ogni essere vivente sopravvive finché risulta in grado di interagire adeguatamente con il proprio ambiente ma noi abbiamo fatto di più perchè abbiamo perfezionato le nostre capacità di adattamento modificando l'ambiente in proporzioni superiori a quelle dovute ed in tempi brevissimi. Oggi non esiste alcun luogo della Ciociaria dove l'intervento umano non sia giunto in qualche modo, direttamente o indirettamente. Gli autentici sconvolgimenti che abbiamo prodotto e produciamo continuamente non possono che ritorcersi sulle nostre stesse capacità di sopravvivenza in quanto conducono ad una complessiva diminuzione della possibilità di far fronte ai nostri bisogni e in buona sostanza con tanto egoismo rubiamo la possibilità alle generazioni future di interagire in modo corretto con la natura . La nostra  interazione uomo-ambiente sta andando, oltre le capacità di risposta dei  processi ecologici fondamentali che consentono una buona qualità della vita. Con le nostre attività distruggiamo ambienti naturali fondamentali per gli equilibri del nostro territorio: interveniamo con azioni di ogni tipo nei delicati cicli della natura, incrementiamo continuamente le strutture insediative (case, strade, inceneritori, centrali a biomassa, discariche) coprendo porzioni crescenti di prezioso suolo produttivo, facciamo scomparire per sempre numerose specie viventi che con noi dividono il pianeta. Agendo con questo furto continuo provochiamo una costante diminuzione della capacità naturale del nostro territorio di sopportare l'impatto quantitativo e qualitativo di tutte le specie. I problemi derivanti dagli insediamenti antropici, l'evoluzione  tecnologica, l'accumulo dei rifiuti, l'impoverimento delle risorse e la ricerca di fonti alternative di energia hanno modificato profondamente l'ambiente naturale, tanto da renderlo, per caratteristiche ecologiche, assai diverso da quello primitivo e, cosa più grave, lo hanno trasformato in modo da renderlo sempre meno adatto all'instaurarsi di condizioni di vita ottimali per le generazioni future. Negli ultimi decenni la Ciociaria  ha subito   episodi drammatici diretti e indiretti quali la catastrofe della centrale nucleare di Cernobyl, gli acquedotti che non servono più a nulla, l'inquinamento dei fiumi e per primo del fiume Sacco, le pessime condizioni di vita createsi nei centri urbani con l'inquinamento dell'aria, la depurazione delle acque reflue urbane che è un miraggio. Tutti questi ed altri episodi, di inconfutabile pericolosità, fanno capo ad un' unica responsabilità: il dissennato uso del territorio e delle risorse che continuiamo a perpetrare, incuranti delle chiare avvisaglie di forte pericolo. Soprattutto negli ultimi decenni, grazie a nuove e potenti tecnologie, alla sempre crescente richiesta di beni e all'enorme concentrazione della popolazione, ci siamo comportati come  veri saccheggiatori.  Siccome non ci accontentiamo mai ci stiamo attivando per il  dissennato disboscamento con  la progressiva riduzione delle aree verdi , nella diminuzione delle campagne inghiottite dai gruppi di case, nell'insensata abitudine di tracciare strade di dubbia utilità in zone di grande valore naturalistico, nella sconsiderata emissione di sostanze inquinanti nell'ambito dell'atmosfera, del suolo e delle acque. Per anni chi si è battuto in difesa dell'ambiente è stato visto come un'utopista, un visionario, un sognatore, o peggio, come un oppositore del progresso umano. Oggi è sempre più evidente a tutti che non può esistere nessun tipo di sviluppo umano, sociale ed economico, ove la base stessa dello sviluppo, e cioè la natura, venga irrazionalmente dilapidata. Questo non significa che il rapporto dell'uomo nei confronti della natura debba essere di semplice contemplazione o di statica conservazione; la conservazione di un bene naturale infatti è tanto più corretta quanto più questo bene è usato; il problema sta nella correttezza di utilizzazione e gestione delle risorse, nel perseguire uno sviluppo sostenibile. Anche se non si può negare di assistere ad un incremento della consapevolezza dell'opinione pubblica circa questi problemi, non si può purtroppo segnalare una parallela e decisa azione concreta in merito da parte di governanti, politici, amministratori, pianificatori e cittadini. Consideriamo quale ruolo potremmo assumere: non quello di distruttori, ma di apportatori di vita, di custodi del mondo. Siamo in grado di trovare soluzioni ed interventi, le nostre capacità in campo genetico, ingegneristico ed ecologico ci permettono di lavorare con sistemi naturali e di trarre beneficio da essi, senza distruggerne l'integrità e le capacità di rinnovamento. Possiamo insomma attingere al reddito della nostra terra  senza intaccarne il capitale: salvaguardare le specie dall'estinzione, ripristinare la varietà dei paesaggi, rifertilizzare i suoli, riattivare il ciclo verde nelle terre abbandonate, invertire la tendenza del processo d'inquinamento nei corsi d'acqua e nell'atmosfera, riciclare i rifiuti , imbrigliare l'energia del sole e dell'acqua, e sfruttare la ricchezza genetica dell'evoluzione  per ottenere nuovi raccolti, piante, medicinali e materiali.  L'educazione ai consumi, il controllo dei bisogni, la messa a punto dei comportamenti che permettono la convivenza tra utilizzazione e conservazione delle risorse costituiscono l'unica via da percorrere nella logica della sostenibilità. Per attuare ciò è indispensabile un profondo cambiamento della nostra mentalità di Ciociari  della società industrializzata, che promuova lo sviluppo della creatività, dell'immaginazione, della previsione, dell'anticipazione, favorendo in tal modo la risoluzione dei problemi prima di trovarceli tra i piedi. Conservare la natura vuol dire anche e soprattutto prevedere il futuro, agendo sul presente, e per far ciò è indispensabile utilizzare al meglio la risorsa più promettente per il nostro difficile domani: il nostro ingegno e quindi usiamo l'ingegno, finalmente, senza più rubare il futuro a nessuno anche perchè tra poco non ci sarà più nulla da rubare.



mercoledì 15 marzo 2017

Fontana Liri: Assemblea degli iscritti del 14 Marzo 2017

Il giorno 14 Marzo 2017 alle ore 19.00 in seconda convocazione sono iniziati i lavori dell'assemblea degli iscritti di Fare Verde Fontana Liri. Il Presidente Dott. Mariarita Raponi ha introdotto i seguenti argomenti: Progetto per i cani vaganti e nomina del responsabile; Progetto per le polveri sottili; Rapporto di volontariato con il Comune di Fontana Liri e Giornata di trekking urbano. Dopo gli interventi degli iscritti l'assemblea ha deciso di dare la responsabilità della tutela animale per il Comune di Fontana Liri all'iscritta Lucilla Fiorelli. Il progetto contro l'inquinamento dell'aria (polveri sottili) è stato assegnato all'Ing. Argentino Lucchetti mentre i rapporti con il Comune per il volontariato saranno curati direttamente dal Presidente di Fare Verde Fontana Liri. La giornata di Trekking urbano sarà realizzata da Fare Verde Fontana Liri in collaborazione con altra associazione locale e ampliato dalla collaborazione esterna di altre associazioni.
Fare Verde Fontana Liri

venerdì 10 marzo 2017

Pneumatici ricostruiti: Un chiaro esempio di Economia Circolare promosso dal GPP (acquisti verdi)


La ricostruzione dei pneumatici è una realtà industriale che solo in Italia occupa circa 2600 addetti con un’altissima valenza ecologica: La produzione di pneumatici ricostruiti consente di far risparmiare il 70% circa di materie prime, produce l’80% in meno di Co2 , previene  la formazione di rifiuti e sviluppa l’Ecomia Circolare. Non a caso gli pneumatici ricostruiti sono utilizzati in larga parte per gli aerei e i camion perché la ricostruzione può essere fatta fino a tre volte per la stessa carcassa con notevole risparmio sulla spesa. Negli ultimi anni si è però diffuso un utilizzo maggiore degli pneumatici rigenerati anche tra le auto, complici i prezzi estremamente convenienti rispetto agli pneumatici tradizionali. Gli pneumatici ricostruiti o gomme rigenerate, meglio ancora gomme ricoperte nell’interpretazione Ciociara, sono realizzati utilizzando la carcassa dei pneumatici usati a cui viene eliminato il battistrada consumato (cioè la parte che è materialmente a contatto con l’ asfalto). Dopo l’ asportazione  della gomma dalla carcassa dai pneumatici usurati, lo pneumatico viene ricostruito con un nuovo battistrada. Gli pneumatici rigenerati vengono dunque sottoposti ad una nuova vulcanizzazione che fonde la carcassa usata con il nuovo battistrada.
Gli pneumatici rigenerati per le autovetture sono regolamentati grazie alle norme Ece Onu 108. Per verificare se un pneumatico è stato rigenerato o ricostruito basta verificare le diciture riportate sulla sua spalla.
Grazie alla norma Ece Onu 108 (109 per i camion) gli automobilisti sono tutelati e non devono rinunciare a qualità, durata e prestazione rispetto ad agli pneumatici vergini.
Il riutilizzo dei pneumatici usati per ottenere gomme rigenerate offre notevoli vantaggi anche all’ ambiente, si pensi che ogni anno nell’ unione europea vengono gettati circa 200 milioni di tonellate di pneumatici usurati. Oltre all’ inquinamento generato dallo smaltimento, si deve tenere presente anche quello necessario alla produzione delle gomme da montare sui veicoli ai quali è stato fatto il cambio gomme. Per la produzione di un pneumatico tradizionale sono necessari circa 30 litri di petrolio, mentre per rigenerarne uno ne bastano poco meno di 6.
Oltre al risparmio in termini di denaro (si arriva fino al 70% in meno rispetto agli pneumatici vergini) le gomme rigenerate aiutano ulteriormente  l’ ambiente riducendo la produzione di rifiuti,  e quindi procurando ulteriore risparmio energetico e minore inquinamento. Per lo sviluppo dell’uso dei pneumatici ricostruiti bisogna proteggere la filiera Italiana e quindi arginare l’ingresso di prodotti  che non danno garanzie di affidibilità e immettere nel mercato prodotti con caratteristiche  ben precise per dare tranquillità al consumatore finale. Bisogna, inoltre sensibilizzare chi utilizza il prodotto finale allo sviluppo dell’economia circolare e in questo caso iniziare dalle Amministrazioni Comunali per inculcare il concetto di uso sostenibile della materia prima seconda, frutto della raccolta differenziata, nella riduzione dei rifiuti resa oramai obbligatoria anche  dal Decreto sul GPP (Acquisti verdi). Oltre alla sensibilizzazione attraverso campagne informative, però, è necessario qualche incentivo e qui Fare Verde arriva all’ultimo punto, ultimo ma non meno importante , quello degli strumenti necessari per sostenere la crescita di questo settore industriale con ricadute positive su occupazione e lotta all’inquinamento: riconoscere un credito d’imposta del 20% sull’imponibile Iva relativo all’acquisto di pneumatici ricostruiti in recepimento della norma europea ECE/ONU 109. Solo  così il cerchio dell'economia circolare si chiuderebbe con beneficio per tutti anche perchè per logica l'IVA è stata già pagata sul battistrada usurato


martedì 7 marzo 2017

La Ciociaria non è una merce di scambio per promuovere la volgarità e lo squallore.

Oramai chiunque si permette di offendere la Ciociaria e quindi la popolazione che è nativa in Provincia di Frosinone. Fare Verde ribadisce questo concetto alla luce della a riproposizione del film “La Ciociara” in chiave porno. Momenti terribili di violenza fisica e psicologica ingiustificabili che sono passati alla storia come le "marocchinate" che hanno procurato ferite indelebili all’intera società . Non si riesce a capire come si fa a pensare di poter riproporre, in modo squallido una vicenda atroce , non aver rispetto del dolore di tutta quella  gente che ha subito quegli episodi di violenza, alle tante donne che sono state vittime di abusi sessuali e di stupro durante il II Conflitto Mondiale, con tanto cinismo pur di ottenere denaro. Un’offesa troppo grande e un’insulto che meriterebbe altro tipo di risposta perché quella atroce pagina di storia dovrebbe essere trattata con delicatezza e con il dovuto rispetto alle tante vittime di stupro che sono rimaste menomate nello spirito e nel corpo alla stessa stregua di chi subì violenze indicibili nei campi di concentramento e di chi subì la pulizia etnica nelle Italianissime terre Dalmate. E’ per questo motivo che Fare Verde in Provincia di Frosinone metterà in essere qualsiasi iniziativa per porre fine a questa vicenda che colpisce l’animo di ogni Ciociaro ed è per questo che Fare Verde chiede pubblicamente al Sig. Prefetto di Frosinone,  a tutti i  Sindaci della Provincia di Frosinone e al Sig. Presidente della Provincia di rivolgersi al Governo Italiano per ottenere che venga proibita la proiezione e la commercializzazione del film porno “La Ciociara” su tutto il territorio della Repubblica Italiana per lo squallore , la volgarità e la profonda offesa che arreca alla nostra Comunità e a tutte le donne Italiane.