Fare Verde Provincia di Frosinone ha scritto al Sig. Sindaco
di Castelliri per denunciare l'abbandono di rifiuti nello stesso luogo
già ripulito in seguito alla segnalazione di Fare Verde.
Nello
specifico gli incivili hanno abbandonato nuovamente i rifiuti al bivio
di via Pescara presso il Confine Storico tra lo Stato Pontificio e il
Regno delle Due Sicilie nonostante il cartello di divieto di scarico in
aperta sfida alle Istituzioni sapendo di contravvenire alle leggi dello
Stato e della Regione Lazio.giovedì 10 novembre 2016
CASTELLIRI (FR) - Rifiuti abbandonati presso il confine storico tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie
mercoledì 9 novembre 2016
Ecomondo 2016 (Rimini) La proposta di Fare Verde alle amministrazioni pubbliche e alla scuola per la riduzione dei rifiuti in provincia di Frosinone
Fare Verde da
ECOMONDO (RIMINI) lancia una proposta a tutte le Amministrazioni
Pubbliche della Provincia di Frosinone: La riduzione dei rifiuti
inizia dalle buone pratiche per la riduzione dei rifiuti che deve
essere adottata nelle scuole, nelle sagre e negli eventi di carattere pubblico. La nostra Associazione
suggerisce l’adozione di “acquisti verdi” di prodotti che
sposano appieno i Criteri Ambientali Minimi (C.A.M.) previsti dal
Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità del 28.12.2015 (Riforma
del Green Pubblic Procurement – G.P.P. ma siccome Fare Verde è un’associazione
d’azione propone a tutte le scuole di usare prodotti che
contribuiscono a ridurre lo sfruttamento di risorse non rinnovabili e
garantiscono vantaggi quali la riduzione delle emissioni di CO2 , la
riduzione dell’effetto serra, il risparmo energetico, la riduzione
dei rifiuti e lo sviluppo dell’agricoltura. Sulla base di queste
PRIORITA’ rese essenziali e propedeutiche dalla normativa vigente
l’uso di biopolimeri totalmente biodegradabili e smaltibili nella
frazione umida dei RSU nelle mense scolastiche della Provincia di
Frosinone, nelle sagre e ogni tipo di evento permetterà di centrare
l’obiettivo della riduzione dei rifiuti in quanto i biopolimeri non
diventeranno mai rifiuti da avviare all’inceneritore o alla
discarica. Nello specifico la posateria e i piatti costruiti con
biopolimeri attraverso il riciclaggio organico potranno tornare a
nuova vita sotto forma di compost che servirà come fertilizzante per
lo sviluppo di altre piante che verranno coltivate per ottenere nuova
materia prima (biopolimeri). Questo è il concetto di sotenibilità
tanto caro a Fare Verde e in questo caso l’utilizzo di piatti e
posateria biodegradabile offre una valida alternativa alla plastica
essendo in grado di offrire le stesse prestazioni ma con alle spalle
un importante valore aggiunto di Sostenibilità Ambientale. Fare Verde provincia di Frosinone
propone che nelle scuole, nelle sagre e negli eventi vengano
usate piatti e posaterie prodotte con biopolimeri che siano
rispettose alla Direttiva Imballaggi (CE/62/1994) nella quale sono
elencate le linee guida per la gestione di questo specifico comparto;
rispettose della Direttiva Europea sui Rifiuti (CE/12/2006)
aggiornata nel 2008 e soprattutto rispettose di tutte le leggi e
regolamenti dello Stato e della Regione Lazio. Fare Verde va oltre
ed elenca i materiali totalmente biodegradabili autorizzabili per il
contatto con gli alimenti:
1) PLA PolyLactic
Acid di derivazione vegetale e compostabile secondo Norma EN 13432;
2) Polpa di
Cellulosa, in particolar modo proveniente dagli scarti di lavorazione
di piante a crescita veloce (Canna da zucchero, Paglia e Bamboo)
compostabile secondo Norma EN 13432;
3) Mater BI –
Utilizzato per la produzione di posate, piatti, sotto forma di film
per la produzione di sacchetti .
4) L’associazione
di cartoncino con Mater BI che garantisce resistenza ai liquidi e
l’doneità per il contatto con gli alimenti fino ad una temperatura
massima di 95°C.
Dare una mano alla
Natura oltre a non essere una cattiva azione permetterà ulteriore
risparmio a tutti.
sabato 5 novembre 2016
Fontana Liri - E' nato il Gruppo Locale Fare Verde Fontana Liri.
Fare Verde in
provincia di Frosinone continua ad incassare consensi per
l’attuazione di un concetto semplice ma basilare: “Bisogna
proporre soluzioni per le questioni Ambientali altrimenti si fa parte
del problema.” Con questo proposito è nato il Gruppo Locale Fare
Verde FONTANA LIRI a cui va il benvenuto più caloroso dal Presidente
Nazionale di Fare Verde Avv. Francesco Greco e dal Presidente di Fare
Verde Lazio Dott. Olmi Silvano. Fare Verde Fontana Liri è un gruppo
speciale per la nostra Associazione perché è costituito dall’80%
di donne e dal 20% di uomini guidati temporaneamente dal Commissario
di Fare Verde Dott. Mariarita Raponi. Si precisa che entro 60 giorni
l’Assemblea degli iscritti eleggerà il Presidente che rimarrà in
carica per tre anni. Per maggiori informazioni o per iscriversi si
può contattare il seguente indirizzo di posta elettronica:
fareverdereffontanaliri@gmail.com
Si ricorda infine che Fare Verde ONLUS è Associazione di Protezione
Ambientale riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente ai sensi Art.13
L.349/86 – Decreto di riconoscimento n. 2080/SvS/DEC/2003 del 26
febbraio 2003. Iscritta al registro delle organizzazioni di
volontariato della Regione Lazio – sezione Ambiente, Natura,
Animali dal 21/03/1994 ai sensi della Legge Regionale n.29/93 ed è
ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale) ai sensi del
Dlgs 460/97.
domenica 30 ottobre 2016
I rifiuti elettronici si possono conferire anche presso gli esercizi commerciali.
Per facilitare il conferimento dei rifiuti relativi agli apparecchi elettrici ed elettronici (RAEE) e il loro riciclo, è entrato in vigore il decreto che garantisce il ritiro “uno contro zero”. Chiunque potrà recarsi nei negozi di elettronica per conferire il proprio usato di piccole dimensioni, senza obbligo di acquisto. Il provvedimento riguarda gli esercizi commerciali con una superficie di vendita superiore a 400 metri quadrati, mentre rimane facoltativo il ritiro da parte dei negozi più piccoli.
Che cosa è cambiato? Prima i RAEE, non potevano essere conferiti con la normale raccolta differenziata e quindi andavano conferiti presso l’isola ecologica più vicina all’interno del proprio comune di residenza oppure dovevano essere conferiti chiamando direttamente l'azienda che cura l'igiene urbana (numero verde). Dall'estate passata invece si possono conferire piccoli rifiuti RAEE recandoci nel negozio più vicino , senza l’obbligo di acquistare altri prodotti. Attenzione però. I dispositivi devono essere di piccolissime dimensioni: si parla ad esempio – oltre che di cellulari – anche di tablet, rasoi elettrici e lampadine.
Il decreto ministeriale 121/2016 del 31 maggio, meglio conosciuto come “uno contro zero”, è entrato in vigore a partire dallo scorso 22 luglio e ha l’obiettivo di rendere più efficiente la filiera del riciclo, raggiungendo una quota di differenziata pari al 45% del peso medio delle apparecchiature immesse sul mercato nei 3 anni precedenti.
martedì 25 ottobre 2016
Non abbiamo un pianeta di scorta. Superata la soglia delle 400 p.p.m. di CO2.
L'essere
umano è riuscito ad innescare il meccanismo dell'auto distruzione
sottovalutando qualsiasi avviso dato dalla Natura. Non è stato capace di
riconoscere i segni di sciagura e non ha preso provvedimenti seri pur
non avendo un pianeta di scorta.
Ci abbiamo messo un pò di tempo, ma alla fine ce l'abbiamo fatta: abbiamo superato il punto di non ritorno per quanto riguarda il livello di anidride carbonica nell'atmosfera. Il dato, come è stato spiegato dallo Scripps Institute for Oceanography, ha infatti superato la soglia di 400 ppm (parti per milione) nel mese di settembre e probabilmente la soglia sarà superata a Novembre con una proiezione a oltre 410 ppm. Ma non è tutto. La soglia superata, oltre ad essere sopra quella considerata sicura, che è di 350 ppm, difficilmente potrà scendere entro i prossimi anni.
Cosa sono le parti per milione? E perché ci debbono preoccupare?
Le parti per milione rappresentano un'unita di misura utilizzata per individuare bassi livelli di concentrazione di un elemento chimico, in questo caso si riferiscono all'anidride carbonica, la CO2. Alti livelli di CO2 nell'atmosfera implicano un incremento delle temperature e quindi del riscaldamento globale, con conseguenti problemi per la nostra sopravvivenza e per quella di animali e piante, visti i cambiamenti climatici che comporta.
In bona sostanza, la quantità di anidride carbonica immessa nell'aria, sia naturalmente, sia dalle emissioni provocate dall'uomo (fabbriche, auto, condizionatori, riscaldamenti, inceneritori ecc ecc), di solito viene bilanciata da altri processi di assorbimento che ne riducono la concentrazione. Quando però le emissioni sono troppe, quindi quando c'è troppa CO2, questo equilibrio viene a mancare, l'anidride carbonica si accumula e le temperature si alzano.
Le 400 ppm nell'atmosfera rappresentano il simbolo dell'inquinamento e l'ennesima prova dei pericoli del riscaldamento globale. Se l'uomo si pentirà e inizierà ad inquinare meno ci vorranno decenni per riportare i valori della CO2 a livelli accettabili sotto la soglia di sicurezza rappresentata dalle 350 ppm.
Fare Verde ammonisce tutti quelli che tagliano gli alberi: Pensateci bene a quello che fate perchè gli alberi rappresentano un baluardo importante contro i cambiamenti climatici con le loro funzioni che vengono brevemente ricordate.
1) funzione ecologico–ambientale: gli alberi e le aree verdi accrescono il valore ecologico e la biodiversità dell’ambiente ;
2) funzione climatica: gli alberi contribuiscono mitigare gli effetti negativi sul clima causati dall’uomo, controbilanciando l’effetto serra tramite la produzione di ossigeno e l’assorbimento di CO2;
3) funzione igienico–sanitaria, legata alla depurazione chimica dell’atmosfera, alla fissazione dei gas tossici, alla depurazione batteriologica e al filtraggio delle polveri sottili e di altri agenti inquinanti;
4) funzione termoregolatrice,grazie all’effetto dell’aumento dell’evapotraspirazione, gli alberi sono capaci di contenere l’aumento delle temperature nelle stagioni estive;
5) funzione di riduzione dell’inquinamento acustico, dato dalla naturale capacità fonoassorbente delle piante;
6) funzione protettiva e di tutela dei suoli, specialmente nelle aree a rischio o sensibili (argini di fiumi, scarpate, zone con pericolo di frana, ecc.), che gli alberi e le piante proteggono grazie alle loro radici da fenomeni altrimenti incontrastabili di degrado e dissesto idrogeologico;
7) funzione ricreativa, grazie a giardini e parchi urbani che migliorano notevolmente la qualità della vita in città;
8) funzione estetica e paesaggistica, migliorando la qualità degli spazi urbani sotto il profilo della percezione visiva, generando effetti benefici anche sotto il profilo psicologico per i cittadini.
Ci abbiamo messo un pò di tempo, ma alla fine ce l'abbiamo fatta: abbiamo superato il punto di non ritorno per quanto riguarda il livello di anidride carbonica nell'atmosfera. Il dato, come è stato spiegato dallo Scripps Institute for Oceanography, ha infatti superato la soglia di 400 ppm (parti per milione) nel mese di settembre e probabilmente la soglia sarà superata a Novembre con una proiezione a oltre 410 ppm. Ma non è tutto. La soglia superata, oltre ad essere sopra quella considerata sicura, che è di 350 ppm, difficilmente potrà scendere entro i prossimi anni.
Cosa sono le parti per milione? E perché ci debbono preoccupare?
Le parti per milione rappresentano un'unita di misura utilizzata per individuare bassi livelli di concentrazione di un elemento chimico, in questo caso si riferiscono all'anidride carbonica, la CO2. Alti livelli di CO2 nell'atmosfera implicano un incremento delle temperature e quindi del riscaldamento globale, con conseguenti problemi per la nostra sopravvivenza e per quella di animali e piante, visti i cambiamenti climatici che comporta.
In bona sostanza, la quantità di anidride carbonica immessa nell'aria, sia naturalmente, sia dalle emissioni provocate dall'uomo (fabbriche, auto, condizionatori, riscaldamenti, inceneritori ecc ecc), di solito viene bilanciata da altri processi di assorbimento che ne riducono la concentrazione. Quando però le emissioni sono troppe, quindi quando c'è troppa CO2, questo equilibrio viene a mancare, l'anidride carbonica si accumula e le temperature si alzano.
Le 400 ppm nell'atmosfera rappresentano il simbolo dell'inquinamento e l'ennesima prova dei pericoli del riscaldamento globale. Se l'uomo si pentirà e inizierà ad inquinare meno ci vorranno decenni per riportare i valori della CO2 a livelli accettabili sotto la soglia di sicurezza rappresentata dalle 350 ppm.
Fare Verde ammonisce tutti quelli che tagliano gli alberi: Pensateci bene a quello che fate perchè gli alberi rappresentano un baluardo importante contro i cambiamenti climatici con le loro funzioni che vengono brevemente ricordate.
1) funzione ecologico–ambientale: gli alberi e le aree verdi accrescono il valore ecologico e la biodiversità dell’ambiente ;
2) funzione climatica: gli alberi contribuiscono mitigare gli effetti negativi sul clima causati dall’uomo, controbilanciando l’effetto serra tramite la produzione di ossigeno e l’assorbimento di CO2;
3) funzione igienico–sanitaria, legata alla depurazione chimica dell’atmosfera, alla fissazione dei gas tossici, alla depurazione batteriologica e al filtraggio delle polveri sottili e di altri agenti inquinanti;
4) funzione termoregolatrice,grazie all’effetto dell’aumento dell’evapotraspirazione, gli alberi sono capaci di contenere l’aumento delle temperature nelle stagioni estive;
5) funzione di riduzione dell’inquinamento acustico, dato dalla naturale capacità fonoassorbente delle piante;
6) funzione protettiva e di tutela dei suoli, specialmente nelle aree a rischio o sensibili (argini di fiumi, scarpate, zone con pericolo di frana, ecc.), che gli alberi e le piante proteggono grazie alle loro radici da fenomeni altrimenti incontrastabili di degrado e dissesto idrogeologico;
7) funzione ricreativa, grazie a giardini e parchi urbani che migliorano notevolmente la qualità della vita in città;
8) funzione estetica e paesaggistica, migliorando la qualità degli spazi urbani sotto il profilo della percezione visiva, generando effetti benefici anche sotto il profilo psicologico per i cittadini.
domenica 23 ottobre 2016
PROVINCIA DI FROSINONE: Caccia al capriolo interdetta nelle Aree Parco ZPS di tutta la provincia di Frosinone
Ai sensi dell’articolo 3, comma 3, del DM 17 ottobre 2007, le Zone di
Protezione Speciale (ZPS) sono state formalmente designate dall'Italia al momento della
trasmissione dei dati alla Commissione Europea come stabilito dal DM dell’8 agosto 2014 (GU n. 217 del 18-9-2014). Premesso che le Aree ZPS sono equiparate alle aree parco dalla Corte di Cassazione
Tanto premesso Fare Verde si è battuta nel 2016 per far interdire la caccia nelle Zone di Protezione Speciale presenti in Provincia di Frosinone e dopo una battaglia epocale fatta di ricorsi persino a Bruxelles ha ottenuto l'interdizione alla caccia selettiva al Capriolo all'interno delle aree ZPS dell'intera provincia di Frosinone. La battaglia in difesa della Biodiversità è stata condotta in collaborazione con l'Associazione Salviamo l'Orso. Il Gruppo Locale di Monte San Giovanni Campano direttamente interessato per la presenza della ZPS Monti Simbruini e Ernici, IT6050008 tav 5 ha fornito relazioni tecnico scientifiche sulla fisiologia del Capriolo direttamente alla Regione Lazio e all'ISPRA ed ha contestato duramente i dati del censimento realizzato dai cacciatori con tesi inoppugnabili suffragate anche dal Parco Nazionale dell'Abruzzo, Lazio e Molise.
La stagione venatoria 2016/2017 breve per i cacciatori di capriolo servirà alle Associazioni per una nuova battaglia proiettata al riconoscimento di aree di interdizione alla caccia intorno alle ZPS (zona di rispetto) che attualmente non sono previste. Un passo dopo l'altro per conservare l'Ambiente e la Biodiversità dopo una vittoria epocale. La caccia al Capriolo è limitata per numeri di capi all'esterno delle Aree ZPS ed è limitata nel tempo ma questo non basta a Fare Verde perchè ogni Capriolo sottratto all'anello ecologico procura sconfinamenti dei loro predatori (lupi e orsi) nelle aree antropizzate. Per ultimo si ricorda che le montagne di Monte San Giovanni Campano sono aree di espansione dell'Orso Marsicano; la sua presenza è stata certificata dall'Unione Europea al momento dell'istituzione delle Aree ZPS e quindi è perfettamente inutile il negazionismo attuato dalla XII Comunità Montana che lo definisce di passaggio.
Per ora Fare Verde canta VITTORIA sulla crudeltà gratuita ma sarà ancora più vittoriosa quando finalmente le Aree ZPS saranno utilizzate anche dall'uomo per lo sviluppo di attività sostenibili compatibili con il delicato eco sistema e la magnifica Biodiversità esistente e sarà ancora più felice se sarà istituito il Parco dei Monti Ernici. I cacciatori? Se ne facciano una ragione studiando un tantino in più e soprattutto lascino perdere le Aree ZPS che non sono adatte alla caccia in quanto destinate ad altri scopi a loro sconosciuti.
sabato 22 ottobre 2016
FERENTINO - Vicino all'eliporto il punto più sporco e più degradato della provincia di Frosinone
Fare Verde provincia di Frosinone ha segnalato al Sig Sindaco di
Ferentino e alla Polizia Locale la presenza di una imponente discarica
di rifiuti
sul territorio di Ferentino alle coordinate Gps : Latitudine
41°39'17.044N e Longitudine 13° 17'42.122E
proprio vicino alla recinzione dell'eliporto.
Sono presenti rifiuti solidi urbani, pneumatici per camion, auto e biciclette, materassi, lettini ortopedici, rifiuti Raee, ingombranti di tutti i tipi e una grossa quantità di materiale di risulta edile. La discarica rappresenta il punto più sporco e maggiormente degradato dell'intera Provincia di Frosinone lungo una strada di transito.
Sono presenti rifiuti solidi urbani, pneumatici per camion, auto e biciclette, materassi, lettini ortopedici, rifiuti Raee, ingombranti di tutti i tipi e una grossa quantità di materiale di risulta edile. La discarica rappresenta il punto più sporco e maggiormente degradato dell'intera Provincia di Frosinone lungo una strada di transito.
E' stata chiesta l'immediata
bonifica e l'attuazione di una grossa opera di prevenzione ad ulteriori
scarichi di rifiuti mediante l'installazione di una recinzione con
cartelli di divieto di discarica anche se Fare Verde preferisce
l'installazione di trappole fotografiche per la repressione dei reati
Ambientali .
Non ce ne voglia niente e nessuno come è già
accaduto in altri Comuni perchè l'immagine del paesaggio è rovinata da
chi abbandona i rifiuti e non dalla nostra associazione che nel rispetto
delle Leggi dello Stato e della Regione Lazio si attiva per la bonifica
dell'Ambiente. Fare Verde per la bonifica del sito di discarica confida
nel Sig. Sindaco di Ferentino e lo ritiene maggiormente offeso
dall'inciviltà anche in qualità di Presidente della Provincia di
Frosinone.
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