sabato 29 aprile 2017

RIFIUTI - Senza i fessi Ciociari non campano i dritti Romani.

Quello che non dice mai nessuno per mistificare le nefandezze nei confronti della Ciociaria: La Provincia di Frosinone produce circa 177.000 Tonnellate di rifiuti l'anno pari a 357 kg/abitante l'anno. Ebbene solo dal Comune di Roma arrivano 300.000 Tonnellate di rifiuti che finiscono alla SAF da lì in discarica e all'inceneritore di San Vittore del Lazio mentre solo una piccola percentuale viene recuperta dal trattamento. Cosa è cambiato dallo scorso anno? La Regione Lazio e il Comune di Roma forse hanno preso la popolazione della Provincia di Frosinone come cavie da laboratorio e quindi l'un per l'altro hanno aumentato prima la quantità di rifiuti bruciabili di 34.000 Tonnellate annue e poi sempre l'un per l'altro hanno autorizzato la linea 1 dell'inceneritore di San Vittore del Lazio che era ferma per obsolescenza dei macchinari. Il Comune di Roma imperterrito continua ad inviare in Ciociaria 300.000 Tonnellate di rifiuti l'anno. In buona sostanza se prima in Provincia di Frosinone c'erano 357 kg di rifiuti per abitante ora ci sono 941 kg di rifiuti per abitante. Fare Verde dichiara apertamente e senza alcun dubbio che la situazione è INSOSTENIBILE per il territorio Provinciale che ha già subito gravissime criticità ambientali come ad esempio quella della Valle del Sacco e per l'inquinamento dell'aria. Le soluzioni adottate dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma sono a dir poco nefaste per la popolazione Ciociara che paga e pagherà un debito con l'Ambiente che non ha mai contratto. La nostra Associazione di protezione Ambientale chiede che venga ridistribuita in ambito regionale la quantità di rifiuti che vengono conferiti in Provincia di Frosinone in tutte le altre provincie del Lazio perché una piccola provincia non può sopportare il peso del danno ambientale procurato dalla Capitale d'Italia. Il principio di chi inquina paga non può essere riportato solo in termini economici perché la salute degli abitanti della Provincia di Frosinone non ha prezzo. In termini di democrazia: siccome la Provincia di Frosinone non è significativa per numeri si chiede il rispetto della minoranza etnica Ciociara residente che non può morire d'inquinamento solo perché chi vive altrove attua il principio che recita: SENZA I FESSI I DRITTI NON CAMPANO

Inceneritore di San Vittorie del Lazio riconducibile alla proprietà maggioritaria del Comune di Roma

sabato 22 aprile 2017

MSGC: OPERAZIONE "BARBAROSCIA"

Fare Verde Monte San Giovanni Campano è diventata un'arma letale per chi ha sconvolto il territorio con azioni imperdonabili e in questo caso è per la depurazione delle acque reflue urbane. L'Operazione "BARBAROSCIA" è solo un "momento significativo" della più ampia azione di contrasto rivolta contro il gestore del servizio idrico integrato e contro il Comune di Monte San Giovanni Campano che avrebbe dovuto tutelare il territorio e la popolazione dalle conseguenze procurate dalla cattiva gestione di tutti i depuratori.
Il depuratore sito nella frazione Porrino di Monte San Giovanni Campano è stato il primo ad essere preso di mira dalla nostra Associazione di Protezione Ambientale in quanto ubicato al confine con l'Area Verde BARBAROSCIA destinata all'infanzia.
E' noto a tutti gli abitanti dell'area che il depuratore non funzionava in quanto l'olezzo che disperdeva nell'aria era sentito in tutta la frazione ma nonostante ciò, e Fare Verde non ne comprende il motivo, non sono mai state inoltrate doglianze per le puzze nauseabonde che in taluni casi "appestavano" persino il bucato messo ad asciugare all'aria aperta che inevitabilmente assorbiva il fetore di fogna.
Fare Verde iniziò quindi l'OPERAZIONE BARBAROSCIA perché riteneva intollerabile che i bambini dovessero giocare alla presenza degli effluvi fognari e iniziò a presentare una serie di richieste al Comune di Monte San Giovanni Campano (che non ha mai dato alcuna risposta), all'Arpalazio e al Corpo Forestale dello Stato (Ora Carabinieri Forestali) ottenendo contravvenzioni per ACEA Ato 5 Spa e per il Comune di Monte San Giovanni Campano nonchè la sistemazione del depuratore che è in corso d'opeera. L'OPERAZIONE BARBAROSCIA non termina con la sistemazione del depuratore ed infatti come è suo solito Fare Verde annuncia la richiesta di verifiche per l'elettrodotto che sorvola l'Area Verde BARBAROSCIA ai sensi del DPCM 8 Luglio 2003 Art.3 Comma 2 che disciplina misure di cautela nelle aree gioco per l'infanzia. E' per questo motivo subito dopo la festa dedicata  alla Madonna del Suffragio verranno affissi i manifesti su tutto il territorio Comunale con la finalità di informare la popolazione sulle questioni ambientali che la riguardano direttamente e indirettamente. I manifesti saranno affissi per rendere consapevole la popolazione che non è difesa da NESSUNO ma ciò non vuol dire che Fare Verde chiede aiuto perché è conscia che manca ancora il concetto di eco cittadinanza in troppi Monticiani e solo un miracolo potrà indurre la popolazione a protestare per il proprio diritto di vivere in un ambiente sano. In buona sostanza Fare Verde agisce per i piccoli Monticiani che non hanno voce e non considera minimamente gli adulti che li costringono a vivere una qualità della vita che è sicuramente volta ad una valutazione pessima con aspettative pari allo zero assoluto per la qualità delle acque sorgive tutte inquinate, per la qualità dell'aria, per i rifiuti abbandonati , per la depurazione delle acque reflue urbane, per le frane che non vengono sistemate, per la gestione del servizio della raccolta differenziata, per il fenomeno dell'abusivismo edilizio, per l'inquinamento luminoso e appunto per gli elettrodotti che non dovrebbero passare su un'area verde destinata ai bambini.


venerdì 21 aprile 2017

Fare Verde Provincia di Frosinone non festeggia l'Earth Day

Il 22 di Aprile di ogni anno il mondo torna in campo per difendere l'Ambiente. La tutela delle risorse naturali, sempre più sovrasfruttate, e le minacce al Pianeta sempre più concrete a causa dei cambiamenti climatici, sono protagoniste indiscusse di questa 47/a Giornata della terra (Earth Day). L’obiettivo di Fare Verde Provincia di Frosinone è quello di colmare le lacune dell’informazione Ambientale perché tutti hanno diritto a un ambiente sano e sostenibile, ma occorre anche responsabilizzare tutti alla tutela delle risorse. Oltre un miliardo di persone in 193 Paesi partecipa all'evento, una voce unica contro l'inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, di migliaia di piante e specie animali, e l'esaurimento delle risorse non rinnovabili. La Provincia di Frosinone è un piccolo puntino se paragonata all’intera umanità ma anche da noi si vivono momenti terribili per le criticità Ambientali che sono gravissime e che già hanno alterato lo stile di vita della popolazione. Ad esempio la crisi idrica che attanaglia la Provincia di Frosinone ha già costretto numerose attività produttive ad abbandonare i Centri storici che sono ubicati nelle zone collinari per la penuria di acqua e ciò dovrebbe far riflettere ma la mancanza di una libera informazione Ambientale rende questo problema marginale se non addirittura ininfluente. L’inquinamento della Valle del Sacco ha sconvolto la vita nei Comuni dell’intera Valle con ripercussioni sulla salute della popolazione. Nonostante gli avvisi l’essere umano non comprende i pericoli e cerca di strafare con escamotage per realizzare strutture che inquinano come ad esempio nella Valcomino dove alcuni imprenditori senza scrupoli si stanno impegnando per avidità a costruire centrali a biogas per pirolisi tanto per distruggere una porzione rimasta pulita del nostro territorio provinciale. C’è stata l’emergenza per la qualità dell’aria e solo la mancanza di informazione non ha fatto capire alla popolazione che mentre gli venivano chiesti sacrifici gli stessi politici aumentavano la quantità dei rifiuti bruciabili in Provincia di Frosinone.
Se la popolazione non farà rete e non riuscirà a colmare le lacune della mancata informazione ambientale prestissimo si troverà ad affrontare l’emergenza sanitaria che ha già fatto capolino e Fare Verde questa volta avvisa: Mobilitatevi in difesa del territorio, della Natura e della Biodiversità perché se ci sarà emergenza sanitaria pesante collegata alle criticità Ambientali per molti sarà un’avventura senza ritorno. Fare Verde non riesce a festeggiare perché ci sono troppe brutture in Provincia di Frosinone ma comunque augura Buona Giornata della Terra a tutte quelle persone che si impegnano per proteggere il nostro territorio, la Natura e la Biodivesità dagli attacchi di gente che per avidità inquina e distrugge con auto lesionismo la terra in cui vive.


martedì 18 aprile 2017

Cari Ciociari fate vero SPIONAGGIO in favore della vostra terra e dei vostri cari.

Provincia di Frosinone: Qualità dell'aria. L'inverno 2017 è stato caratterizzato dall'emergenza Ambientale per la qualità dell'aria, c'è stato l'intervento della Regione Lazio con il P.I.O. (Piano d'intervento Operativo),della Magistratura, la classificazione del territorio con i vari interventi da realizzare, il divieto per tanti Cittadini di fare sport all'aria aperta, il divieto di portare i bambini a passeggio, il divieto assoluto del traffico veicolare, le targhe alterne, la chiusura delle scuole a Frosinone, il divieto di appiccare il fuoco in campagna, il divieto di detonare i fuochi di artificio, l'abbassamento del riscaldamento domestico ecc ecc. Come d'incanto l'emergenza Ambientale per la pessima qualità dell'aria non c'è più tanto che la Regione Lazio ha autorizzato l'inceneritore di San Vittore  del Lazio a riattivare la linea 1 che era ferma per questioni di revamping. Non finisce quì perchè la Regione Lazio è sicura di aver risolto il problema delle polveri sottili tanto è vero che ha autorizzato l'inceneritore a bruciare 24.000 tonnellate di rifiuti in più dopo che lo aveva già autorizzato ad un aumento di 10.000 tonnelate. In buona sostanza la Regione Lazio in pochi mesi ha autorizzato la combustione di ben 34.000 Tonnellate di rifiuti in più rispetto alla situazione che era antecedente all'emergenza Ambientale della qualità dell'aria. In tutto questo "traffico" di autorizzazioni c'è da precisare che la normativa Italiana rappresenta un compromesso tra causa ed effetto per le emissioni nell'aria in quanto i valori studiati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità sono di molto inferiori a quelli permessi nella nostra Nazione. Due sono le cose: 1) Quelli dell'O.M.S. non capiscono un amato cavolo e sono dei ciarlatani da non prendere nella minima considerazione; 2) Alla Regione Lazio ci sono scienziati dotati di risorse scientifiche tali da oscurare il costrutto scientifico Internazionale. Fatto è che la Provincia di Frosinone è diventata una pattumiera con immondizia che arriva da ogni dove, vive problemi di approvvigionamento idrico che non ha precedenti in un Paese Civile, presenta criticità disastrose per la depurazione delle acque reflue urbane, ha tante discariche legali di rifiuti sotterrati, ha subito l'insulto delle eco mafie con i rifiuti tossici seppelliti, ha un problema gravissimo di inquinamento nella Valle del Sacco, non gestisce i rifiuti in modo corretto, ha problemi gravissimi per la qualità dell'aria, ha tante e forse troppe sorgenti di superficie inquinate con acque non potabili ecc ecc. Nonostante ciò sia laparte della  popolazione colpevole che i rappresentanti politici si ostinano ad inquinare di più con il silenzio tombale su questioni gravissime che già hanno ripercussioni letali sulle aspettative di vita della popolazione incolpevole. La Provincia di Frosinone si conferma SERVA dell'area metropolitana di Roma con politici asserviti che per loro tornaconto di potere agiscono fregandosene della salute della popolazione tanto per azzittire il populismo dei luoghi comuni dei loro antagonisti. In buona sostanza se a Roma milioni di abitanti creano criticità ambientali gravissime per i politici il modo migliore per risolverle è quello di trasferire tali criticità ai 500.000 schiavi abitanti della Provincia di Frosinone e al loro freddo cinismo non importa minimamente se ci saranno disumane sofferenze. Il brutto della faccenda? Gli pseudo politici della Provincia di Frosinone asserviti per numeri  avallano qualsiasi angheria rivolta alla popolazione pur di mantenere il loro status . I populisti opportunisti della politica stanno zitti perché anche i loro compagni di merende  procurano tante criticità. Chi ci va di mezzo? La popolazione  incolpevole che paga in ogni modo possibile e immaginabile le criticità procurate dalle cattive gestione altrui. Comunque tutti tranquilli tanto le criticità si risolvono con la semplice apposizione di una firma e i problemi svaniscono come per magia con il costrutto di fantasia del vivere quasi tutti felici e contenti nel nome dello sviluppo eccezion fatta per quelli che muoiono o si ammalano di malattie gravissime ma tanto questi ultimi non danno nessuna preoccupazione perché inevitabilmente si troveranno in situazione di bisogno e saranno costretti a svendere la loro dignità. Fare Verde Provincia di Frosinone lancia un appello alla parte sana dei politici, ai dirigenti di tutti i partiti, agli impiegati corretti degli enti pubblici e agli uomini e donne della Provincia di Frosinone: Inviateci documenti, dati, fate vero spionaggio per la vostra terra e per i vostri cari fornendo a questa Associazione informazioni preziose perché rimanere in silenzio significa concorrere alla distruzione del nostro territorio, del nostro ambiente, della nostra società e della nostra biodiversità.

lunedì 17 aprile 2017

L'incapacità del Comune di ROMA è ai danni della Provincia di Frosinone

Sono più di TRENTA ANNI che Fare Verde si batte contro l'incenerimento dei rifiuti ed ancora oggi la Regione Lazio si ostina a continuare la sua avventura senza ritorno autorizzando l'aumento dei rifiuti bruciabili. Caso emblematico è quello della Provincia di Frosinone che incolpevolmente si ritrova a bruciare anche i rifiuti di Roma che è palesemente INCAPACE. Per questo motivo Fare Verde Provincia di Frosinone dedica questo argomento al Sindaco di Roma Virginia Raggi e all'Assessore all'Ambiente della Regione Lazio Mauro Buschini che predicano bene mentre razzolano malissimo ai danni della Ciociaria che subisce il danno ambientale e alla salute. Da tanto tempo  esistono modalità di gestione dei rifiuti, alternative a quella dell'incenerimento. Soluzioni che sono già una realtà in molte nazioni europee, così come nel resto del mondo. Fare Verde per memoria del Sindaco Virginia Raggi e per quella dell'Assessore Buschini Mauro elenca le alternative all'incenerimento dei rifiuti  anche se sono TRENTA ANNI che le predica:

Alternativa 1 all’incenerimento dei rifiuti: riduzione e decostruzione

I rifiuti che possono essere smaltiti con più facilità sono quelli che non vengono prodotti. Un’ovvietà, sicuramente, ma anche una grande verità.
La prima soluzione alternativa all’incenerimento risulta essere quindi una riduzione dei rifiuti. Come ha fatto Berlino, che in sei mesi ha tagliato la sua produzione del 50%.
Come fare? Riducendo gli imballaggi e l’utilizzo di prodotti usa e getta.
Con la decostruzione si intende il metodo per separare e  i rifiuti composti da  beni durevoli, mobili, porte, finestre, materiali in legno, in ceramica e manufatti edilizi vengono riparati, riutilizzati e venduti. Questa tipologia di materiali che costituisce circa il 3% del totale degli scarti riveste però un grande valore economico che può essere valorizzato attraverso la costituzione di imprese locali a significativa resa occupazionale come molte esperienze del nord America ed in Australia ci dimostrano

Alternative all’incenerimento dei rifiuti  2: riuso

La seconda alternativa all’incenerimento è costituita dal riuso. Come ha fatto la Regione Piemonte che ha promosso l’utilizzo di prodotti alla spina. Dai generi alimentari, ai prodotti per la pulizia della casa.
Incentivare il vuoto-a-rendere, come avviene in molte città  dell’Europa, potrebbe essere la strada giusta da percorrere. E si può fare non solo con il vetro, ma anche con vari altri materiali.

Alternative all’incenerimento dei rifiuti  3: il compostaggio

Il compostaggio consente di trattare le parti di rifiuto umido (che rappresentano da sole il 30-40% dei rifiuti totali) e di riutilizzarle come concime biologico in agricoltura.
Un’alternativa intelligente che potrebbe essere incentivata attraverso il compostaggio domestico e di prossimità.

Alternativa all’incenerimento dei rifiuti  4: porta a porta

Il porta a porta, unito al compostaggio, ha permesso ad alcune città italiane , a un riciclo totale dei rifiuti dell’80%.
Il porta a porta, però, prevede un’educazione dei cittadini al riciclaggio. Questo consente di gestire in maniera intelligente i rifiuti e di eliminare i cassonetti dalle strade.
Gli impianti di incenerimento esistenti andrebbero dunque convertiti al riciclo dei rifiuti e ad impianti di compostaggio. Ed è proprio in questa direzione che dovrebbero essere spesi i nuovi investimenti per evitare l'inquinamento dell'aria e per evitare di costruire nuove discariche per i rifiuti speciali prodotti dagli inceneritori.

Alternative all’incenerimento 5: TMB a freddo

La parte non riciclata ( che può così variare dal 20% al 30% ) può essere trattata con il TMB (Trattamento Meccanico Biologico) a freddo e quindi non produrrà CDR ( Combustibile Derivato dai Rifiuti).
Il TMB si compone di due fasi distinte.
La prima fase consiste nel trattamento "meccanico" che permette di differenziare ulteriormente i rifiuti.
La parte secca del rifiuto viene quindi separata, depurando la frazione organica da sostanze estranee alla sua stessa natura.
La seconda fase prende il nome di “biologica” ed ha lo scopo di stabilizzare la frazione organica e renderla impiegabile per usi non agricoli  o come materiale per il recupero paesaggistico di aree degradate, riempimento dei manti stradali o delle vecchie cave. Lo scopo finale è quello di rendere inerti i materiali organici attivi in modo da ridurre del 90% il loro impatto ambientale.

Corollario all'incenerimento dei rifiuti: 
Fungono da volano, contro l'incenerimento dei rifiuti, a favore dell'economia circolare  i Consorzi obbligatori per il recupero delle materie prime seconde, gli Acquisti Verdi (GPP) per le pubbliche amministrazioni, l'educazione Ambientale e l'amor proprio dei Cittadini che dovrebbero avere a cuore l'Ambiente in cui vivono e la loro salute.

Fare Verde spera infine che sia il Sindaco di Roma Virginia Raggi che l'Assessore all'Ambiente per una questione di ONESTA' intellettuale prendano la saggia decisione di andare ad abitare nel Comune di San Vittore del Lazio per condividere con la popolazione l'aria respirata.
La Provincia di Frosinone non può morire di mal d'aria per il menefreghismo di chi è INCAPACE di gestire la filiera dei rifiuti.