martedì 11 aprile 2023

Fontana Liri - "Cara" ACEA, il depuratore delle acque reflue urbane di Fontana Liri quando lo costruisci?

 L’infrastruttura idrica e fognaria italiana fa decisamente acqua. Più di una persona su 60 risiede in un comune italiano privo di fognature, e laddove i servizi di erogazione idrica ci sono, perdono più della metà dell’acqua prima di arrivare nelle case.

Nel nostro Paese ci sono 15 comuni senza servizio idrico (per un totale di 64.693 residenti), 40 senza
fognatura per 386.835 residenti coinvolti, (lo 0,7% della popolazione) e 296 comuni senza servizio di
depurazione delle acque reflue urbane per un totale di 1.3 milioni di persone coinvolte, (il 2,2% dei residenti).
Fontana Liri è proprio uno di questi comuni!!!
Questi sono gli ultimi dati pubblicati da Istat tramite il Censimento delle acque per uso civile relativi al 2020. Si riporta in tabella una sintesi della procedura d’infrazione 2014/2059 che interessa i territori di Fontana Liri ed Arce, per la quale è intervenuta una sentenza di condanna.




Con la sentenza del 6 ottobre 2021 l’Italia è stata nuovamente condannata dalla Corte di Giustizia europea per il mancato rispetto della direttiva sul corretto trattamento delle acque reflue urbane, e tra le opere incompiute che hanno convinto i giudici Ue a censurare il comportamento dello Stato italiano ci sono anche le reti fognarie non realizzate o non funzionanti e gli impianti di depurazione mancanti nei centri di Arce e Fontana Liri. Il depuratore fantasma realizzato ormai circa venti anni fa, non è mai stato messo in funzione, le acque reflue che esso dovrebbe ricevere e quindi trattare confluiscono tal quali nel fiume Liri creando così una vera e propria discarica a cielo aperto.
Arce, Fontana Liri ma anche Rocca d’Arce e Santopadre hanno reti fognarie e una depurazione, se non inesistenti, in pratica completamente inefficaci. Nel gennaio 2021, il gestore del servizio idrico integrato, Acea Ato 5, aveva annunciato che entro l’estate sarebbero dovuti partire i lavori di realizzazione del depuratore “intercomunale” che avrebbe dovuto servire gli insediamenti urbani dei quattro comuni detti. Ma ad oggi, aprile 2023 l’opera dov’è?!
La sentenza della Corte Ue non prevede al momento ulteriori sanzioni per l’Italia, che già nel 2018, per le stesse mancanze nella depurazione è stata condannata ad una multa di 25 milioni di euro e al pagamento, in attesa dei necessari adeguamenti infrastrutturali, di una penale pari a 30 milioni di euro ogni sei mesi: 167 mila euro al giorno, che continuiamo allegramente a pagare.
“Fare Verde” chiede a gran voce risposte a quelle che sono delle opere ormai da anni osannate e mai compiute, opere oggigiorno necessarie per la tutela ed il benessere della collettività e ancor più per la difesa e la salvaguardia dell’ambiente.


...Il depuratore fantasma...


"Nojo volevan savuar" quando lo costruisci il depuratore delle acque reflue urbane a Fontana Liri


sabato 18 marzo 2023

NUCLEARE - La società elettrica francese vorrebbe propinarci il nucleare sicuro quando in Francia ha guai a non finire con le centrali nucleari.

 

La società energetica Edf  (Électricité de France) che controlla anche il gruppo Italiano Edison  ha avviato verifiche nel 90% degli impianti termo nucleari per la produzione di energia dandone comunicazione all'Authority nazionale per la Sicurezza Nucleare. La notizia è del mese di marzo 2023.

La società Edf ha comunicato all’ASN di voler verificare  ben 320 saldature ritenute a rischio di cedimento nelle sue centrali nucleari dopo la recente scoperta di una grave crepa nel reattore Penly 1, nel dipartimento della Seine-Maritime. 

Il reattore Penly 1, chiuso per lavori,  presenta un'importante frattura sulla sua superficie in conseguenza di un significativo difetto di tenso-corrosione.  Secondo le Autorità per la Sicurezza francese, si tratta di  una fenditura di dimensioni preoccupanti..

La società Elettrica Francese  EDF ha dovuto ritardare ulteriormente il riavvio di molti dei suoi reattori perché colpiti da tenso-corrosione – compreso il reattore Penly 2 che si trova anch’esso nel sito di Saint-Laurent-Nouan.

EDF Nonostante i problemi alle sue centrali nucleari  in Francia che dichiarano da soli  la pericolosità dei loro impianti e l’inefficacia nel gestirli  “viene per legno alla croce” in Italia  a proporre il nuovo nucleare sicuro. Se hanno questa magnifica tecnologia sicura dovrebbero spiegare come mai non hanno realizzato centrali sicure in Francia.




sabato 11 marzo 2023

Nucleare - Perché è pericoloso.

L’energia nucleare è pericolosa mentre viene prodotta e lo  è ancora più per i rifiuti che produce la sua filiera  e su questo nessuno può dire il contrario. La produzione di energia nucleare  rilascia isotopi che  sono  molto instabili e  difficilissimi  da smaltire tanto è vero che nessun governo Italiano è riuscito a trovare un sito dove smaltirli dal 1987 ad oggi.  Gli isotopi (comunemente definiti scorie)  oltre a rimanere attivi per migliaia di anni    sono  pericolosissimi  per l'uomo e per l'intero ecosistema.

I  danni di un incidente nucleare ,  ce ne sono stati tantissimi nel mondo,   sono irreparabili  per l'uomo perché  inducono  la  leucemia, gli aborti spontanei ,  patologie che interessano il sistema nervoso ,  alterazioni del patrimonio genetico cellulare e la morte. Gli italiani hanno detto no al nucleare con il referendum del 1987  indetto  subito dopo il Disastro di Chernobyl  con  l'80% dei voti contro questa fonte energetica. Referendum caldeggiato da Fare Verde che portò alla chiusura delle  5 centrali nucleari Italiane.

Con il  referendum del 2011 che venne richiesto dopo l’incidente all’impianto di Fukushima Daiichi dell'11 marzo 2011 i cittadini Italiani hanno  ribadito di non volere il nucleare ed infatti  hanno votato di nuovo  contro questa fonte energetica.

A fronte dei rincari dell’energia  e a più di 10 anni di distanza dall'ultimo referendum, il dibattito sull'energia nucleare è ancora in essere.

E’ possibile ottenere energia pulita dal nucleare?

Al momento non è stato ancora trovato un modo per rendere l'energia nucleare meno pericolosa e più sostenibile. I rischi ambientali e le scorie di scarto non la trasformano in una soluzione green .

Al centro delle discussioni attualmente  ci sono i reattori nucleari di IV Generazione. All'interno di questo gruppo fanno parte sei diverse tipologie di progetti per  i reattori di nuova generazione che  necessitano di molto, troppo tempo per essere realizzati. Un tempo certamente superiore a quello della transizione ecologica.

TUTTI GLI SVANTAGGI DEL NUCLEARE:

-        Necessario stoccaggio e gestione delle scorie tossiche nucleari per secoli;

-        Le conseguenze in caso di incidenti sono gravissime, longeve nel tempo , dannose per l'uomo e  per l'intero ecosistema nazionale ed anche internazionale;

-        Non è semplice aprire una centrale nucleare, le comunità locali hanno paura degli impianti dopo quello che è accaduto nel mondo   con  i  più famosi  disastri  nucleari di Chernobyl e di Fukushima;

-        La costruzione e l'apertura di una centrale nucleare necessitano un investimento iniziale troppo oneroso e spesso la produzione di energia non riesce neppure a coprire le spese sostenute e soprattutto quelle che si dovranno sostenere in futuro (Vedi Super Phenix costruita con il 33% di "investimento" ENEL);

-        Tutte le  centrali nucleari sono  l'obiettivo ideale  del terrorismo.

Fare Verde che è aliena  da ogni lobby riassume gli incidenti nucleari che sono avvenuti nel mondo riportando fedelmente anche la lo gravità dove segnalata:

Anno                             Incidente                  Scala INES                    Descrizione AIEA

 

1.      2011             Fukushima – Giappone   5             Spegnimento del reattore a seguito dello tsunami dell’11                            marzo 2011. Il mancato funzionamento dell’impianti di raffreddamento ha causato esplosioni.

2.      2011             Onagawa – Giappone                    Spegnimento del reattore a seguito del terremoto dell’11 marzo 2011. Verificato un incendio.

3.      2006             Fleurus – Belgio 4             Un operaio della centrale è rimasto gravemente ferito a causa di alte dosi di radiazioni.

4.      2006             Forsmark – Svezia            2             Problema al sistema di alimentazione elettrica ha causato un degrado delle condizioni di sicurezza.

5.      2006             Erwin – USA        2             Perdita di 35 litri di una soluzione contenente uranio altamente arricchito durante un trasferimento.

6.      2005             Sellafield – UK    3             Rilascio nell’ambiente di un’importante quantità di materiale radioattivo della centrale.

7.      2005             Atucha – Argentina          2             Sovraesposizione di un lavoratore della centrale alle radiazioni oltre il limite annuo.

8.      2005             Braidwood – USA                           Perdita di materiale nucleare.

9.      2003             Paks – Ungheria                              Perdita parziale di combustibile da operazioni di pulizia in acqua pesante di barre di combustibile parzialmente esaurito.

10.   1999             Tokaimura – Giappone   4             Sovraesposizioni fatali alle radiazioni per alcuni lavoratori alla centrale.

11.   1999             Yanangio – Peru               3             Incidente per alcuni lavoratori con sovraesposizione a radiazioni e gravi ustioni

12.   1999             Ikitelli – Turchia 3             Perdita da isotopo radiattivo del cobalto Co-60

13.   1999             Ishikawa – Giappone       2             Malfunzionamento di una barra di controllo.

14.   1993             Tomsk – Russia           4    Aumento non controllato di pressione causa un’esplosione e successivo guasto meccanico.

15.   1993             Cadarache – Francia       2             Diffusioni di contaminazioni in un’area non prevista dal design della centrale.

16.   1989             Vandellos – Spagna         3             Incidente causato da incendio causa perdita momentanea dei sistemi di sicurezza.

17.   1989             Greifswald – Germania                  Riscaldamento eccessivo causa danni a dieci barre di combustibile.

18.   1989             Greifswald – Germania                  Riscaldamento eccessivo causa danni a dieci barre di combustibile.

19.   1986             Chernobyl – URSS            7             Severe e diffuse conseguenze sanitarie e per l’ambiente. Rilascio in atmosfera di parte del nocciolo.

20.   1986             Hamm-Uentrop – Germania                       Ghiaia depositata del tubo di alimentazione del carburante per il reattore.

21.   1981             Tsuraga – Giappone        2             Più di 100 lavoratori esposti a dosi di radiazioni giornaliere fino a 155 millirem.

22.   1980             Saint Laurent des Eaux – Francia 4             Fusione di un canale di combustibile nel reattore senza rilascio al di fuori del sito.

23.   1979             Three Mile Island – USA 5             Gravi danni al nocciolo del reattore.

24.   1974             Jaslovské Bohunice – Cecoslovacchia      4             Danni al carburante, ampi danni da corrosione del rivestimento del combustibile e i rilascio di radioattività nell’ambiente.

25.   1969             Lucens – Svizzera                            Una perdita totale del liquido di raffreddamento ha portato ad una escursione di potenza e all’esplosione di un reattore sperimentale.

26.   1967             Chapelcross – UK                            Detriti di Grafite bloccano parzialmente un canale di carburante provocando l’incendio di un elemento di combustibile.

27.   1966             Monroe – USA                  Malfunzionamento del sistema di raffreddamento al sodio.

28.   1964             Charlestown – USA                        L’errore di un lavoratore in una struttura di carburante della United Nuclear Corporation provoca un incidente.

29.   1959             S.Susana Field Laboratory – USA               Parziale meltdown del nocciolo del reattore.

30.   1958             Chalk River – Canada                     A causa di un insufficiente raffreddamento, una barra di combustibile di uranio viene danneggiata e squarciata in due.

31.   1958             Vinča – Jugoslavia                          Durante un esperimento di un reattore subcritico, sei scienziati ricevono dosi elevate di radioattività.

32.   1957             Kyshtym – URSS 6             Significativa emissione di materiale radioattivo nell’ambiente causata da esplosione di un serbatoio di rifiuti ad alta attività.

33.   1957             Windscale Pile – UK         5             Rilascio di materiale radioattivo nell’ambiente a seguito di un incendio nel nocciolo di un reattore.

34.   1952             Chalk River – Canada      5             Malfunzionamenti del dispositivo di spegnimento, insieme a diversi errori manuali, causano un’escursione di potenza più che doppia rispetto alla nominale di un reattore NRX AECL.

Tutti questi incidenti nucleari sono stati sempre adeguatamente divulgati dalle TV, dalle radio, dalla stampa cartacea e da Internet per informare l’opinione pubblica dei rischi potenziali e reali? Alla domanda posta da Fare Verde ognuno in cuor suo può dare la risposta più adeguata.


Centrale nucleare di Borgo Sabotino (Latina)



giovedì 9 marzo 2023

NUCLEARE - I Francesi tornano in Italia in cerca di legno dalla Croce. All'Italia non è bastato il disastro economico di Super Phenix.

 

Non è possibile  condividere il  sostegno diretto e indiretto  dei politici che governano l’Italia sul  nuovo accordo internazionale sottoscritto tra Ansaldo Energia, Ansaldo Nucleare, Edf e Edison  nucleare  che ha  l’obiettivo  di valorizzare nell'immediato le competenze della filiera nucleare italiana, di cui Ansaldo Nucleare è capofila, a supporto dello sviluppo dei progetti di nuovo nucleare del gruppo Edf (francese). Sempre nell’accordo  è compresa l’iniziativa di  avviare una riflessione sul possibile ruolo del nuovo nucleare nella transizione energetica in Italia. 

 “Con l’accordo  le parti si impegnano a esaminare le potenziali cooperazioni industriali, facendo leva sulle rispettive competenze: Ansaldo, in qualità di sviluppatore di componenti e fornitore di servizi per l'industria energetica e nucleare; Edf, in qualità di primo produttore di energia nucleare al mondo, impegnato nella realizzazione di nuovi progetti nucleari basati sul proprio portafoglio di tecnologie; Edison, in quanto tra i principali player del settore energetico impegnato in prima linea nella transizione energetica italiana. Non finisce qui ed infatti il gruppo Ansaldo Energia, Edf e Edison si impegna  anche a  verificare le potenzialità di sviluppo e di applicazione del nuovo nucleare in Italia, date le crescenti esigenze di sicurezza e indipendenza energetica del sistema elettrico italiano”

La presa di posizione dei partiti di maggioranza che  governano  l'Italia   a favore del nucleare non può essere condivisa da  Fare Verde che  andrebbe contro ogni suo intento di fronte alle  politiche scellerate pro nucleare quando, ancora oggi, a distanza di tanti anni nessun governo Italiano  è stato  in grado di stoccare le scorie radioattive prodotte dalle centrali nucleari che sono state chiuse e soprattutto alla luce del fatto che  non c’è nessuna garanzia per la sicurezza assoluta degli impianti di nuova generazione che i Francesi vorrebbero  realizzare .  

A tal proposito ricordo a tutti che la centrale nucleare francese Super Phenix, allora considerata all’avanguardia e iper sicura,   risultò ,invece, essere  molto pericolosa   tanto che  fu chiusa dopo la perdita di  20 tonnellate di sodio, per il raffreddamento del nucleo,  che avvenne  l’8 marzo 1987. Chiusura che avvenne   solo dopo due anni di attività con grandi problemi anche per Enel che collaborava  al 33% con i Francesi , manco a dirlo,  di   EDF (51%)  naturalmente e con SBK 16%  .  

 Non c’è chi non veda che in Francia tra il 2010 e il 2020 si sono verificati diciassette tipologie di incidenti nucleari, manifestatisi anche in più reattori .  Nel periodo considerato, 10 reattori , fra i 56 che costituiscono la “grandeur  nucleare francese”, hanno subito tre incidenti, 24 ne hanno subito due, 16 “solo” 1 e uno ne ha registrati addirittura quattro.  

Non si capisce poi perché i Francesi di EDF sono tornati in Italia in cerca  di  "legno dalla Croce" pur sapendo che la Francia sta chiudendo 14 reattori nucleari e pur essendo consci che la nuova politica energetica Francese è  indirizzata   verso la produzione  di  bio gas.

Alle scorie del nucleare prodotte per lo sfruttamento dell'energia  si aggiungono quelle prodotte dalla ricerca scientifica, dagli ospedali e dall'industria civile. Fare Verde  non può restare in silenzio su una tematica ambientale così pericolosa per la Natura, per la Biodiversità e per l’Ambiente alla luce del fatto che i francesi sono abituati a chiudere e ad aprire centrali nucleari che una volta costruite sono risultate  pericolosissime .

I politici Italiani  pensassero a risolvere i problemi degli Italiani prima di avventurarsi in storielle di affaristi francesi che sono di nuovo alla ricerca di "collaborazione"   per costruire nuovi impianti che vorrebbero propinarci come iper sicuri e di quarta generazione.  Il popolo Italiano ha bocciato il nucleare per ben due volte   con i referendum del 1987 e nel 2011. 


Super Phenix il reattore nucleare più grande del mondo realizzato anche con la collaborazione dell'ENEL è stato chiuso dopo due anni di attività perché ritenuto pericoloso.






martedì 28 febbraio 2023

AMBIENTE - XXXII Edizione de "Il Mare d'Inverno Minturno 2023" cordiale invito alla partecipazione.



Il Mare d’Inverno è l’azione Nazionale di pulizia delle spiagge che Fare Verde ETS esegue ormai da XXXII anni. Chi ci partecipa si rende conto di vivere l’esperienza del perfetto connubio tra impegno civile e amore per la natura. Partecipare a Il Mare d’Inverno di Fare Verde ETS è anche un modo per arricchire il proprio bagaglio culturale mentre si aiuta l’ambiente.

L’esperienza che vivono i volontari dell’ambiente è qualcosa che li unisce, che li migliora e che li fa crescere. Permette a tutti di uscire dalla propria zona di confort scatenando il confronto immediato con il proprio spirito e il proprio corpo. Per capire la spiritualità che le parole non possono descrivere non è necessario attraversare il mondo per mettersi alla prova ed infatti è possibile vivere queste esperienze belle e formative partecipando a Il Mare d’Inverno di Fare Verde ETS.

Il Mare d’Inverno Minturno 2023 è organizzato dai volontari di Fare Verde Provincia di Frosinone e gode del patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea , del Consiglio Nazionale dei Giovani, si fregia del logo della Guardia Costiera. Partecipano a sostegno dell’iniziativa le associazioni End Of Waste, Terra Nostra APS , Agrobuy e il Comitato Free Monte. I Volontari dell’Ambiente come accade ormai da tanti anni saranno presenti in riva al mare per ricordare a tutti che l’inquinamento dei litorali è un problema che esiste per dodici mesi all’anno e non solo durante il periodo estivo.

La giornata del volontario di Fare Verde Provincia di Frosinone a Minturno non prevede solo lavoro, ma anche l’opportunità di stare insieme per vivere quella socialità che rientra tra i bisogni fondamentali della persona.

Pertanto ci è gradito invitarvi a partecipare alla XXXII edizione de Il Mare d’Inverno Minturno 2023 il 5 Marzo 2023 presso l’arenile di Scauri a Minturno con l’appuntamento fissato presso il lido Aurora alle 9.30 del mattino. Per info 3935510005 o scrivere a fareverdefrosinoneprovincia@gmail.com o seguiteci su facebook e Instagram.

Buon Ambiente a tutti.





Con il patrocinio del Comune di Minturno.




mercoledì 15 febbraio 2023

FARE VERDE - Il Mare d'Inverno 2023 - XXXII edizione .

 

E' in corso   la  XXXII   edizione dell'azione   nazionale  Il Mare d’Inverno   di FARE VERDE ETS che vedrà la sua conclusione il 20 Marzo 2023.

A distanza di quattro  anni dalla messa al  bando dei cotton fioc  è Fare Verde a  ricordare che è stata una battaglia vinta dai  volontari per l'Ambiente  , sulle spiagge  con le azioni de  Il Mare d’Inverno,   con  anni d'impegno e iniziative. I cotton fioc  non biodegradabili  dopo un lungo percorso  arrivavano sulle spiagge e   non venivano fermati  neanche dai depuratori .  Da allora e dopo le iniziative di Fare Verde    l’Italia è stata  la prima nazione in Europa   ad imporre   la produzione dei bastoncini esclusivamente in materiali biodegradabili (carta o mater bi).   Il  primo gennaio del  2019, finalmente,  è arrivato  il divieto definitivo per la produzione dei cotton fioc non biodegradabili e non compostabili. 

Il  Mare d’inverno è il momento dell’azione del volontariato che si concretizza con la pulizia delle spiagge . Azione  scritta   nel DNA della nostra associazione che sente il dovere di  Fare qualcosa per aiutare la Natura. L’iniziativa nazionale è  anche il momento  della vibrata protesta  contro l’abusivismo edilizio  che devasta   i nostri litorali  , contro lo  stato d´abbandono che subisce  il mare e le sue coste durante l’inverno. Chi ci ha   partecipato sa bene che è un bellissimo momento di socialità  e di grande  armonia con la Natura.

Non a caso Il Mare d’Inverno è  l’evento ecologista più longevo d’Italia ed  infatti la prima edizione venne organizzata nel lontano 1992. Con il passare degli anni  Il Mare d'Inverno è   diventata  sempre più importante ed anche quest'anno   gode dei preziosi  patrocini del  Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea , del Consiglio Nazionale dei Giovani  e si  fregia del logo della Guardia Costiera.

L’iniziativa nazionale  di pulizia degli arenili , quest'anno,  durerà  50  giorni con  l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione la necessità di ridurre i rifiuti e di  riciclarli il  più possibile pronunciando la parola fine per le  nuove  discariche che devono essere  l’ultima soluzione possibile per i rifiuti che non si riescono a  riciclare. 

Marco Belli dirigente nazionale di Fare Verde: L’obiettivo  dell’azione nazionale   “Il mare d’Inverno” è quello di creare una forte  attenzione sulle brutte  conseguenze per l'Ambiente   che derivano dai   nostri stili di vita ormai inclini   al   consumismo più sfrenato. E’ arrivato il momento di Fare cose mai fatte  per  accelerare il passaggio  dal  vecchio modo di produrre  e consumare  basato  sull’economia di tipo lineare per approdare  al nuovo modello  di economia circolare ispirato ai principi della Riduzione, del Riuso , del Riciclo,  della Decostruzione e della Riparazione per scongiurare l’utilizzo  di sempre nuove materie prime e  l’ ingestibile conseguente  enorme  produzione  di rifiuti.

Chi vuole  partecipare può consultare il sito Web di Fare Verde WWW.FAREVERDE.IT o può chiamare il numero di telefono della Segreteria Nazionale e riceverà tutte le informazioni per l’azione nazionale Il Mare d’Inverno 2023.








venerdì 27 gennaio 2023

La riduzione dei rifiuti nell'economia circolare.

 

La riduzione dei rifiuti nell’economia circolare  non è un concetto astratto ed infatti  è valutabile in modo preciso attraverso specifici  calcoli analitici.  L’economia circolare supera il modello di economia  lineare di  produzione-consumo e smaltimento e lo sostituisce  con un modello circolare, dove il prodotto di scarto  viene re immesso nel circolo virtuoso della produzione  come materia prima seconda . Il problema è di carattere  progettuale per l’uso delle materie prime seconde  ed infatti  dopo il consumo e prima dell’eventuale smaltimento di un materiale   diventa indispensabile  attivare dei processi virtuosi come la simbiosi industriale , la  riparazione, il riutilizzo e  il riciclo.

La Commissione Europea da la definizione esatta di economia circolare per i rifiuti: «Un’economia circolare mira a mantenere per un tempo ottimale il valore dei materiali e dell’energia utilizzati nei prodotti nella catena del valore, riducendo così al minimo i rifiuti e l’uso delle risorse. Impedendo che si verifichino perdite di valore nei flussi delle materie, questo tipo di economia crea opportunità economiche e vantaggi competitivi su base sostenibile».

Fatto è ed è inconfutabile che l’Economia circolare nella sua applicazione reale  crea la RIDUZIONE DEI RIFIUTI; Evita gli sprechi; Utilizza le risorse in maniera efficiente; Preserva il capitale naturale; favorisce la protezione,  la valorizzazione e il ripristino della biodiversità; abbassa le emissioni di CO2; presuppone una crescita economica sganciata dal consumo di risorse ; contribuisce a creare una società  sicura all'insegna della  sostenibilità.

Ed ecco perché le Nazioni dell’Unione Europea e prime fra tutte l'Italia  stanno passando dall’economia lineare a quella circolare combattendo giorno per giorno  il pregiudizio e la becera ignoranza  . Le ragioni del passaggio al nuovo tipo di economia sono almeno TRE:

-       -   Produciamo  troppi rifiuti da trattare, gestire e smaltire;

-        -  Le risorse naturali sono limitate e si stanno rapidamente esaurendo perché le consumiamo troppo velocemente;

-        - Sfruttiamo ogni tipo di risorsa  in maniera inefficiente, sprecandone una grande quantità.

E’ chiaro che si deve superare  la concezione retriva del prodotto a vita breve, così come quelli usa e getta, e integrare nelle produzioni  il concetto della durata, del riutilizzo, della riparazione, della ricostruzione e del riciclaggio. Tutto questo porta ad una concreta riduzione dei rifiuti attraverso questo nuovo approccio con le produzioni e con il consumo. 

Fatto è ed è inconfutabile il beneficio economico e  ambientale del riciclo   delle bottiglie in plastica PET. Solo il riciclo delle  bottiglie di plastica per l'acqua minerale ha creato un giro di affari per  Circa 1,2 miliardi di Euro ed ha realizzato una precisa   riduzione dei rifiuti  che altrimenti avrebbero alimentato  ben   42 discariche ed ha  fatto risparmiare circa 3 tonnellate di emissioni di CO2 nell’atmosfera. Sono questi gli effetti per la riduzione dei rifiuti   attuata dall'economia circolare Italiana   con le bottiglie di acqua minerale  nel decennio compreso tra il 2000 e il 2010. (I dati sono  di  uno studio  realizzato da Althesys,  che sottolineano i benefici economici, sociali e ambientali dell’economia circolare).

Quindi è facile dire non fare questo o non fare quello  ma prima di gridare al vento   bisogna  capire  se i   processi industriali di produzione sono virtuosi per la riduzione dei rifiuti che comunque sono presenti e saranno presenti  nell'ambiente anche oltre i confini  geografici (ad esempio plastiche  nel mare) . 

L’alternativa , quindi,  è il  consumo informato  in modo da    preferire prodotti costruiti con materie prime seconde  provenienti  dalla raccolta differenziata dei rifiuti urbani o dalla simbiosi industriale per  promuovere l'economia circolare . E’ questo il modo più semplice , efficiente e ed efficace per ridurre i rifiuti e per preservare l'ambiente.