giovedì 22 aprile 2021

Smokin Fields (terreni fumanti) Fare Verde ammessa come parte civile.

 

OPERAZIONE SMOKIN FIELDS (Terreni fumanti).

Ad occuparsi dell'operazione “Smokin Fields” è ora il GUP del Tribunale di Roma, Dott.ssa Angela Gerardi chiamata a decidere sul rinvio a giudizio di Ugolini Vittorio, Ugolini Alessio, Luca Fegatelli, Mastroianni Sergio ed altri 18 indagati.

All'udienza preliminare del 21 aprile 2021 si è costituita parte civile  l’Associazione di Protezione Ambientale FARE VERDE ETS ONLUS, con l’Avv. Dott. Maria Luisa Ambroselli di Monte San Giovanni Campano (FR). L'ammissione di Fare Verde come parte civile assume rilievo alla luce dei danni ambientali che sono stati riscontrati nei comuni di Ardea e Pontinia oltre che nel Comune di Roma.

Il PM Dott. Galanti e di seguito anche l’associazione Fare Verde hanno chiesto il rinvio a giudizio di tutti i prevenuti chiamati a rispondere del traffico illecito di rifiuti.

Gli esiti investigativi condotti dalla DDA nelle persone dei sostituti procuratori Dott.ssa Rosaria Affinito e Dott. Alberto Galanti, hanno messo in luce invero che lo stabilimento SEP S.r.l., formalmente adibito ed autorizzato al recupero dei rifiuti mediante produzione di “compost di qualità” ha prodotto stabilmente, in violazione delle autorizzazioni AIA, ingenti quantitativi di rifiuto, come attestato dalle numerose analisi condotte da ARPA Lazio, Sezione Latina negli anni 2014, 2015, 2016, 2017 e 2018.

Il materiale prodotto, per uno o più parametri non è risultato, secondo sempre gli esiti investigativi, conforme a quanto previsto dalla normativa di settore, dunque, non poteva in alcun modo essere utilizzato quale ammendante in fondi agricoli ed andava classificato come rifiuto e senza dubbio smaltito in discariche autorizzate. Invece, è stato – nel periodo di osservazione e contestazione - sistematicamente ceduto a titolo gratuito e/o previo versamento di denaro, a proprietari compiacenti su terreni ove veniva interrato oppure condotto nella discarica di Via Canestrini in Roma che lo riceveva nonostante non ne fosse autorizzata.

In particolare, dagli accertamenti svolti dalla NIPAF e da Arpa Lazio è emerso che all’interno dello stabilimento della SEP non sono stati rispettati i processi di lavorazione del rifiuto (in particolare il processo di compostaggio e quello di maturazione) e che il materiale proveniente dai centri di raccolta presso i comuni dell’agro pontino, composto anche da rifiuti non biodegradabili, veniva lavorato e indistintamente miscelato alla composizione che avrebbe dovuto dar luogo al compost. In questo caso, la SEP anziché procedere ad operazioni di selezione del materiale utile per il compostaggio di qualità, triturava e miscelava anche il materiale non biodegradabile piuttosto che inviarlo a centri autorizzati. Gli Agenti della NIPAF rinvenivano, altresì, nello stabilimento la presenza di percolato non raccolto.

In capo alla SEP srl si configurerebbe un’attività illecita di smaltimento di rifiuti a cui hanno contribuito anche altre società.  Gli esiti degli accertamenti hanno comprovato, comunque sia nei Comuni di Ardea, Pontinia e Roma (discarica di Via Canestrini) l'esistenza di uno smisurato danno ambientale determinato dal sotterramento, in zona agricola, del rifiuto fuori specifica e dallo sversamento di percolato. I procuratori hanno chiesto il rinvio a giudizio anche del responsabile di un laboratorio analisi di Isola del Liri (FR) a cui si sarebbero  rivolti i vertici dello stabilimento SEP, per dare una parvenza di regolarità alla produzione del compost. L’udienza preliminare è stata aggiornata al 5 maggio 2021 alle ore 15.30.

Fare Verde Provincia di Frosinone

 


 

sabato 17 aprile 2021

La pandemia da Covid 19 fa aumentare il consumo di plastica monouso.

Il Governo Italiano  si è battuto per limitare l'uso delle plastiche monouso ma  in pratica , però, è accaduto che gli esercenti osservando i vari DPCM e le ordinanze della Regione Lazio , che cercano di limitare i contagi da Covid 19, hanno contribuito all’aumento dei rifiuti di plastica perché stanno usando la plastica monouso per le attività che sono aperte esclusivamente per l'asporto. Fare Verde Provincia di Frosinone si rivolge così alla Regione Lazio chiedendo un'attenzione privilegiata nel redigere le ordinanze e i bandi per la concessione dei sostegni economici collegandoli direttamente al consumo di contenitori per l'asporto che dovrebbero essere in materiale compostabile per evitare l'aumento dei rifiuti.
 

 

 

Fare Verde Provincia di Frosinone non a caso ha usato il termine compostabile per distinguere le plastiche biodegradabili da quelle compostabili che vengono usate nell'asporto.   

Il  materiale organico compostabile è tale quando necessita di essere trattato con il processo di compostaggio, per essere riciclato correttamente.

Il compostaggio è un procedimento di riciclaggio dei rifiuti organici che consente di facilitare la scomposizione degli elementi naturali di un materiale trasformandolo in compost imitando quello che avviene in Natura . Questo processo di biotrasformazione aerobica produce un materiale simile al terriccio scuro che, opportunamente sanificato e stabilizzato, è ricco di sostanze nutritive, utili alla coltivazione. Dunque, un materiale compostabile, se riciclato nel modo corretto, si trasforma in un fertilizzante naturale e biologico utilizzabile nel giardinaggio, nel verde pubblico, come ammendante ecc.ecc. 

Tuttavia, in particolare nel settore del packaging, i prodotti possono essere etichettati come “compostabili” solo se il processo è garantito nell’arco di 3 mesi e in un impianto di compostaggio industriale

Cosa vuol dire? Significa che i prodotti che riportano la dicitura “compostabile”  si riciclano sempre in modo naturale in un un ambiente controllato perchè  alcuni materiali compostabili possono impiegare tempi diversi e comunque più lunghi prima di disperdersi in forme naturali nell’ambiente.

Le plastiche biodegradabili invece  secondo  la normativa europea UNI EN 13432:2002  possono essere etichettate come biodegradabili solo se il 90% della decomposizione avviene entro 6 mesi.

La differenza tra un prodotto compostabile e biodegradabile è sottile, ma sostanziale. Il packaging compostabile può essere trattato insieme ai rifiuti organici, mentre i prodotti, come le plastiche biodegradabili vanno gestite a parte.


 

giovedì 15 aprile 2021

FIUGGI - Modifiche al paesaggio urbano. La protesta di Fare Verde.

 

Fare Verde Gruppo Fiuggi non può tollerare oltre lo scempio che è in corso nell'Ambiente Urbano della cittadina termale  e dichiara apertamente che la capitozzatura pagata dal Comune è un'operazione sbagliata dal punto di vista tecnico, è dannosa per gli alberi e crea pericoli differiti nel tempo perché i nuovi rami che cresceranno sugli alberi capitozzati saranno assolutamente poco resistenti. La drastica riduzione della chioma ottenuta  con la capitozzatura, altera l'omeostasi di ogni albero senza eccezioni. Altera il  continuo scambio tra la parte aerea e le radici, la chioma permette infatti la fotosintesi, grazie alla quale gli elementi nutrizionali giungono all'apparato radicale (e viceversa). Le operazioni di potatura dovrebbero preservare quindi gli alberi , mantenendo un'adeguata proporzione tra la parte aerea e la parte sottostante. Il valore ornamentale di un’alberatura è dato dall'armonia, da una forma il più possibile vicina a quella che l'albero ha in natura. La capitozzatura attuata a Fiuggi rompe quest’armonia, danneggiando in maniera irreparabile il naturale portamento dell'albero. Gli alberi capitozzati appaiono mozzati e mutilati. Alla ripresa vegetativa si riempiranno  di foglie nei punti di taglio, perdendo facilmente la loro funzione di ombreggiatura, e ritrovandosi senza più armonia causano  un grande danno d'immagine al paesaggio urbano. Il verde pubblico dovrebbe essere attraente, la capitozzatura da questo punto di vista è un errore madornale. Poi, quando agli alberi capitozzati di Fiuggi   si aggiunge l'asportazione di parte dei tessuti dal tronco che   causa danni al “colletto” il tutto si trasforma in un intervento estremamente pericoloso. Risulta chiaro anche a chi ne sa pochissimo di alberi che il procedimento posto in essere a Fiuggi non ha nessun fondamento scientifico, che è del tutto inusuale soprattutto per chi dovrebbe capirne di come devono essere trattati gli alberi. Fare Verde Gruppo Fiuggi chiede pubblicamente di fermare la capitozzatura e gli altri interventi empirici sugli alberi che stanno devastando  del paesaggio urbano  di Fiuggi.  La città non può cancellare il suo paesaggio urbano conosciuto soprattutto  per  per la bellezza dei suoi freschi viali alberati. 













sabato 10 aprile 2021

Aree Contigue versante Laziale del PNALM – La soddisfazione di Fare Verde Provincia di Frosinone.

Finalmente è arrivata la bella notizia tanto attesa che ha vanificato gli inutili sforzi della  pseudo politica della Provincia di Frosinone. L’assessore alla transizione ecologica della Regione Lazio ha firmato il protocollo d'intesa con il Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise  per l'istituzione delle aree contigue.  Resta , come ultimo passaggio, da portare in Giunta Regionale il protocollo per l'approvazione definitiva.

Fare Verde Provincia di Frosinone  è stata testimone del tentativo attuato  dalla pseudo politica  provinciale  di contrastare l’istituzione delle aree contigue  al Parco ma    si è resa immediatamente conto   dell'impreparazione  dei politici che cercavano visibilità con comunicati stampa di  fervida fantasia . L'azione politica  provinciale si è  trasformata esclusivamente in   inutile chiasso mediatico e  nel cercare “ la caciara”  su una questione  delicata che riguarda la biodiversità che nulla ha a che fare con la politica di schieramento. Praticamente gli pseudo  politici hanno dato  fiato alle trombe , evidentemente, senza conoscere l’argomento e precisamente   il percorso di concertazione fatto tra Regione Lazio/ Parco Nazionale  e Comuni che ha portato  alla definizione delle aree contigue. La pseudo politica della “caciara provinciale” è arrivata addirittura a chiedere  una riperimetrazione delle aree contigue  senza sapere   che il perimetro è stato individuato di concerto con i Comuni interessati della Valle di Comino  che hanno raggiunto i propri obiettivi, facendo uscire dall'area contigua i territori ritenuti  non indispensabili.  Il Consiglio provinciale pur avendo coscienza che la questione non era di pertinenza provinciale  è arrivato  ad approvare una mozione  che chiedeva  alla Regione Lazio e al Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise di essere coinvolto  nella decisione delle aree contigue proponendo quanto meno una riduzione delle superfici individuate dalla delibera regionale. A tutto ciò, per puro caso,  nello scenario provinciale si è diffusa   perfino  la storiella dei vincoli Paesaggistici come spauracchio per  la popolazione. Leggenda provinciale di sfrenata  fantasia    che   ha fatto  sorridere la nostra Associazione in quanto la   politica “molto provinciale”  è sicuramente ignara che  l'unico vincolo  introdotto  con l'istituzione dell'area è il vincolo paesaggistico già presente  in tutti  i comuni del versante Laziale del PNALM  che affacciano sulla provincia di Frosinone. Personaggi    capaci di prendersela perfino  con l'orso marsicano (privo del dono della parola)  che hanno  confuso  le aree contigue con  il PATOM  che è ben altra cosa. Insomma una continua brutta figura  che poteva essere evitata  semplicemente  cacciando dal palazzo provinciale  i cattivi consiglieri  arrivati anche dal Nord Italia a distribuire fake news.

Per l'associazionismo vero  che protegge la Natura nel rispetto delle leggi imposte dallo Stato e dalla Regione Lazio  è arrivato il momento di dimenticare le paturnie della politica provinciale e di godersi la Natura lasciando le chiacchiere ai politicanti.

Deve essere chiaro che Fare Verde è dalla parte degli animali e della Natura . 





martedì 23 marzo 2021

XXX Edizione Il Mare d'Inverno - Fare Verde Provincia di Frosinone.

Nonostante  il confinamento  imposto per evitare il dilagare del contagio la XXX edizione de Il Mare d'Inverno si è svolta lo stesso su tante spiagge Italiane con il patrocinio e l'uso dei loghi di importanti organizzazioni ed Enti. Fare Verde Provincia di Frosinone negli anni passati si è distinta per le sue azioni di pulizia sulle spiagge del Tirreno e dell'Adriatico  che verranno ricordate durante la diretta facebook e Meet del giorno 26 Marzo 2021.  L'invito al collegamento internet per   il giorno  26 Marzo 2021 è aperto a tutti  in modo che chiunque potrà comprendere  le azioni  della nostra Associazione sulle spiagge Italiane quando non servono ai bagnanti durante l'estate.


 

 La salvaguardia dell’acqua, ovviamente, non dipende esclusivamente  dalle scelte di governi e dalle  multinazionali: ognuno di noi, nella sua quotidianità, può dare il proprio contributo, facendo la differenza. Parafrasando la frase "Tutte le strade portano a Roma" è il caso di dire che "Tutti gli scarichi portano al mare" nella consapevolezza che le acque reflue  degli scarichi fognari di tutte le città e dei piccoli paesi   prima passano attraverso le numerose fasi della depurazione ad altri corsi d’acqua come torrenti e fiumi, per arrivare infine al mare che rappresenta   sempre il traguardo finale.  Ed ecco allora che Fare Verde  presente in Provincia di Frosinone dove non c'è nessuna spiaggia  propone alle Amministrazioni Comuali di sensibilizzare i cittadini sul tema dell’inquinamento idrico richiamando l'attenzione con una scritta per ogni tombino del sistema fognario: "NON BUTTARE NULLA.  IL MARE INIZIA QUI".  Magari gli Enti più ricchi potranno mettere anche il logo del Comune.


 

Un po' come hanno fatto gli amici Francesi che nella loro grandeur hanno fatto stampare delle lapidi per ricordare alle persone che ognuno può fare la sua parte per proteggere l'Ambiente.

 

domenica 21 marzo 2021

Piglio (FR) – Fare Verde difende i prodotti tipici locali. Iniziativa “enologica” per promuovere il vino Cesanese del Piglio

Siamo abituati ad associare le associazioni ambientaliste a una iniziativa ecologica. Questa volta l’iniziativa è “enologica” e la organizza Fare Verde di Piglio, in provincia di Frosinone. Il gruppo ecologista, nell’ambito di una campagna tesa alla valorizzazione dei prodotti locali italiani “a chilometro zero”, ha concordato con l’azienda vinicola Teresa Marletta l’etichettatura, con il logo associativo, di bottiglie di Vino “Cesanese DOCG” anno 2017.

Ogni bottiglia reca sul fronte l’etichetta di Fare Verde e sul retro quello della ditta vinicola produttrice con le indicazioni di legge.

“Stiamo pubblicizzando questa iniziativa tra gli iscritti del Lazio - dichiara Nicola Ciervo, presidente del gruppo di Fare Verde Piglio -  il Cesanese è un vino a denominazione di origine controllata e garantita, ottimo da bere in famiglia o per farne dono ad amici e parenti in occasione della Pasqua.”

“Il territorio è l’insieme di una comunità – dichiara Marco Belli, presidente provinciale di Fare Verde - che si è formata attraverso la cultura, le  tradizioni,  gli usi e costumi, l’arte, l’eccellenza enologica e la gastronomia. L’iniziativa rientra tra le finalità della nostra associazione, che si distingue per la tutela del territorio e dell’ambiente.”

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente regionale di Fare Verde. “Una campagna promozionale molto interessante – dichiara Silvano Olmi -  ideata dagli amici di Piglio e che stiamo diffondendo tra gli iscritti. Valorizzare i prodotti tipici locali è un modo per tutelare le tradizioni e i procedimenti di lavorazione rispettosi dell’ambiente e della salute pubblica.”

 


 


 

sabato 20 marzo 2021

MSGC - Fare Verde boccia lo studio di fattibilità per la raccolta differenziata con tariffa puntuale.

Fare Verde Gruppo Monte San Giovanni Campano boccia senza riserve lo “STUDIO DI FATTIBILITA’  Realizzazione di interventi per introdurre la tariffazione puntuale” redatto dall'ufficio tecnico manutentivo del Comune di Monte San Giovanni Campano.

Non si può tacere sulla descrizione dell'attuale servizio di igiene urbana perché imprecisa in quanto il servizio è disomogeneo per la raccolta della frazione umida. Ci sono località del comune che hanno più “prese” con il  porta a porta rispetto ad altri luoghi.

Si evidenzia senza alcun dubbio  il fallimento totale del compostaggio domestico in quanto    tante compostiere, a dire la verità troppe,   erano abbandonate sul piazzale della Piscina Comunale  .

Quelli  che però non esistono  su quello studio di fattibilità sono I CAM del Ministero della Transizione Ecologica.

Tra l'altro proprio i CAM Criteri Ambientali Minimi prevedono che l’appaltatore  deve effettuare il servizio di raccolta differenziata in modo tale da massimizzare quantità e qualità dei materiali raccolti affinché possano essere recuperati, con priorità alle operazioni di riciclo dotandosi  di un sistema di verifica della qualità dei conferimenti, registrare gli errati conferimenti e segnalarli, applicando eventuali sanzioni, alla stazione appaltante. L'appaltatore deve realizzare e utilizzare un sistema automatico di gestione dei dati relativi al servizio in grado di fornire informazioni su:
– numero e tipo di utenze servite;
– numero di abitanti serviti;
– estensione, localizzazione e modalità della raccolta differenziata;
– quantità di rifiuti raccolti, in funzione della tipologia;
– flussi giornalieri di utenti e dei materiali nei centri di raccolta.
Assente dallo studio di fattibilità per la raccolta differenziata puntuale l'identificazione e la tracciabilità RFID dei  rifiuti prodotti nel corso di eventi (mercatini, feste sacre e civili , fiere, sagre periodiche) che la stazione  appaltante avrebbe dovuto  indicare con  i numeri e le dimensioni nei documenti di gara. I Cam a tal proposito prevedono che  l'appaltatore deve svolgere un servizio specifico di raccolta differenziata, predisponendo in loco i contenitori carrellabili e la cartellonistica necessari. Insomma il progetto non è completo e Fare Verde si augura che verranno rispettati gli acquisti verdi perché di plastica non riciclata nel  comune ce n'è fin troppa.  La Regione Lazio: "Promuoviamo un nuovo modello di gestione dei rifiuti con l'obiettivo di giungere a un piano tariffario basato su sconti e agevolazioni per gli utenti che produrranno meno rifiuti " ma a Monte San Giovanni Campano lo studio di fattibilità dice di  tutto e di più ma non stima il  risparmio sulle bollette TARIP che arriveranno alla popolazione. 
In buona sostanza l'obiettivo da raggiungere con lo studio di fattibilità doveva essere quello di giungere a un piano tariffario basato su sconti e agevolazioni per gli utenti che producono meno rifiuti e non la giustificazione per la  spesa  di attrezzature   già in vendita in molte Nazioni civilizzate.