giovedì 4 ottobre 2018

Oggi, 4 ottobre, si festeggia il Patrono di Italia, San Francesco d’Assisi, protettore di poeti, commercianti, ecologisti e animali. Per la sua fame d’amore per il prossimo era accanto ai lebbrosi e ai meno fortunati.
Si celebra però, non a caso, anche la Giornata degli Animali proprio nella ricorrenza del nome del Santo, lui che amava la natura. Basta ricordare il Cantico delle creature da lui scritto “Laudati sii mio Signore cum tucte le tue creature”, in cui celebra la grandezza delle cose create, della loro importanza e del rispetto che noi dobbiamo portare; come il sole, la luna, il vento, il fuoco..Sono tanti gli episodi che narrano di un Santo a contatto con gli animali: agnelli, corvi, uccellini, leprotti, anatre, fagiani, conigli e il celebre Lupo da Gubbio. Proprio lui il Lupo è uno dei temi che ultimamente interessa il nostro Paese. Lupi che si avvicinano alle abitazioni e sbranano il bestiame: siamo così sicuri si tratti di essi? Infatti nella maggior parte di casi sono ibridi, incroci tra lupo e cane, ben diverso dal lupo poiché si avvicina ai centri abitati, preda in maniera differente e tutti gli elementi del gruppo si riproducono. In molti per risolvere il “problema lupo” che poi lupo non è, vogliono organizzare squadre di caccia, in stile di vero bracconaggio, per arginare il fenomeno. San Francesco non sarebbe per niente fiero di voi! Non dico di parlare con i lupi perché la vedo difficile, ma di pensare prima di agire sarebbe il caso, in quanto è una specie protetta.
Un po’ come il problema cinghiali che a causa di ibridazione con suini e con cinghiale romeno, disboscamento, surriscaldamento globale e ripopolamento hanno portato il fenomeno ad evolversi. Proprio lui il cinghiale e la sua caccia provoca davvero molti incidenti di percorso, tra i diversi cacciatori dediti alla loro attività venatoria, alcuni sparano a tutto ciò che si muove colpendo esseri umani scambiati per selvaggina (cinghiale), spegnendo la vita a giovani con un futuro davanti che non vedranno più i loro sogni realizzarsi. San Francesco in questo caso avrebbe speso una parolina, diversamente da chi pur portando il suo nome non esprime bei pensieri verso gli animali. Cosa avrebbe detto? Di abbandonare i fucili anche solo per un giorno, perché si sa l’attività venatoria esiste e non è stata abolita, ad esempio la domenica invitando I Cacciatori ad ascoltare la parola del Signore. Avrebbe invitato tutti a trascorrere la giornata nei boschi ma ad ascoltare il canto della stessa natura, dal cinguettio degli uccelli al sibilare di un serpente, da un ululato lontano di un lupo solitario al fruscio tra le foglie di uno scoiattolo timido. 
San Francesco sarebbe inorridito davanti a maltrattamenti verso ambiente inquinato ogni giorno di più (dalla plastica in mare a cieli sempre più neri) e verso animali indifesi, verso trasporti clandestini di cuccioli strappati troppo presto alle loro madri, verso animali che sognano la libertà e non una vita in gabbia, verso specie che si stanno estinguendo e verso randagi, per lo più abbandonati, bastonati o peggio avvelenati.
Sarebbe stato felice invece nell’osservare l’eroicità di molti di loro, piccoli eroi a quattro zampe dal cuore grande che salvano le vite in acqua, scavano tra le macerie, tra la neve, divenendo un tutt’uno con il loro padrone creando un solo essere a sei zampe. Quella commovente eroicità che viene apprezzata da tutti forse anche da coloro che poi li ringraziano facendogli del male.
Almeno oggi impariamo ad ascoltare il silenzioso grido di aiuto che la natura urla, diveniamo tutti come San Francesco, siamo più degni di avere lui come Patrono di Italia difendendo la nostra Terra dalle brutture provocate da noi stessi. Anche i piccoli gesti quotidiani di ognuno di noi possono essere un passo gigante per un futuro dai prati più Verdi, da un cielo più Azzurro e da un mare più Blu.

Auguri a tutti gli animali e a tutti coloro che portano il nome Francesco!
La Responsabile Provinciale 
per la tutela degli animali 
Fare Verde 
Frosinone 
Maria Lucia Belli

giovedì 6 settembre 2018

Missione Libano del Sud - 6 Settembre 2018

La Solidarietà di Fare Verde per le popolazioni del Libano del Sud si è concretizzata la mattina del 6 Settembre 2018 nell’ambito del progetto Corso di cucito organizzato in collaborazione con la missione di pace dell’Esercito Italiano presente in quell’area del Medio Oriente con l’United Nations Interim Force in Lebanon.
Il Dott. Marco Belli Presidente di Fare Verde Provincia di Frosinone ha voluto  conciliare l’aspetto della solidarietà con quello Ambientalista. Ed ecco che è stato pensato e realizzato di raccogliere stoffa di fine produzione industriale per inviarla in Libano e di fornire macchine da cucire per allestire un corso di cucito permanente. Il riuso della stoffa di fine produzione in buona sostanza rappresenta il cardine del progetto che è stato inserito nel Programma Nazionale dell’Esercito Italiano.
Logicamente i ringraziamenti vanno a Medicalmonte scs che ha collaborato a questo progetto nel suo stile silenzioso e si è adoperata fino allo sfinimento per trovare buona parte degli oltre 2000 (duemila) metri di stoffa ritenuti necessari dai nostri analisti e non contenta ha fatto anche di più perché è riuscita a trovare anche il filo per cucire le stoffe.
Altre aziende ci sono state vicine per le loro produzioni come Sfornabontà che si è mostrata generosa con il pranzo ai volontari e per i ragazzi del nostro Esercito; la ditta Gianbo Srl che ha provveduto a parte della stoffa. Infine per ultimi i Volontari dell’Ambiente Luigi Roscioli, Natalino Ferazzoli e Giuseppe Palladinelli di Fare Verde che per tre giorni hanno sudato sette camicie per impacchettare, spolverare , per preparare la spedizione e per coordinare i volontari più giovani come Maria Belli, Lucia Scordecchia e Roberto Cinelli.
Tuttavia, la nostra parte del  progetto termina con l'acquisto di  almeno 10 macchine da cucire che serviranno per il Corso di Cucito in Libano e Fare Verde Provincia di Frosinone con il suoi formidabili volontari è riuscita   a centrare l’obiettivo in pieno. Aiutiamo le popolazioni nei loro luoghi di nascita e non ci sarà più immigrazione di nessun tipo.








mercoledì 29 agosto 2018

Attenzione al fuoco amico.
Cari cacciatori, siete ormai pronti a rispolverare le vostre armi da puntare nuovamente verso esseri indifesi che abitano i boschi, per la gioia dei venditori di cartucce. Purtroppo per gli animali vi sarà l’immancabile preapertura della caccia prevista il 2 e il 9 settembre, dalle 9 alle 13, fortunato il merlo che verrà salvato da voi per qualche giorno.
La data ufficiale di apertura è il 16/09 fino al 10/02 e sapete già chi sottoporrete a questo scempio. Non solo pennuti e lepri caccerete, ma anche il “temibile” cinghiale, sia da parte di squadre autorizzate che non, praticamente sempre a partire da ottobre. Lamentavate tanto di volerli fare fuori e se pazientate ancora un po’ ne avrete l’occasione. Vi svelo un segreto: più lo uccidete e più le zone si ripopolano, non vedo come potete risolvere il problema del loro sovrannumero andandolo a cacciare. Cinghiali portati da voi tanto per essere chiari.
Le giornate che vi aspettano saranno davvero pesanti! Dovrete  rifornire  le vostre auto di benzina , le vostre pance di una abbondante colazione, così da dedicarvi serenamente alla vostra attività preferita: la caccia. Comprate molte cartucce e attenzione a dove mirate! Sono sicura che non leggerò dei vostri incidenti perché qualcuno vi ha scambiato per un fagiano. E se i vostri cani da caccia avranno paura dei colpi detonanti, uccideteli o lasciateli in montagna così da favorire la nascita di ibridi con il lupo. Molti ibridi saranno  scambiati come lupi e in seguito voi sarete lì pronti, con il fucile spianato per una battuta di “caccia al lupo”.
Qualcuno tra voi, e per fortuna siete in calo di numero, scriveva che praticate un nobile sport e che fate parte di un sistema importante, la vostra assenza porterebbe a far perdere l’equilibrio degli eventi del ciclo della natura. Non ho mai sentito tanta ignoranza! Chi siete per parlare di ciclo vitale? Siete forse un lupo che per sopravvivere deve cacciare la pecora? Pensate di trovarvi nella catena alimentare come cacciatori? Forse un tempo, nel Medioevo, era un nobile sport per vivere. 
Ma anzi ho letto ancora peggio, cioè che voi avete un ruolo chiave nel business, in parte sì certo in molti guadagnano, ma non addirittura da vantarsi per difendervi. Non è normale uccidere un essere vivente, chiunque esso sia, per business.. fare i soldi sulla pelle altrui? Onestamente non ci sto! Assomiglia molto a chi ci guadagna con lo sbarco dei profughi, pensate voi. 
Il compito più alto di un uomo è sottrarre gli animali alla crudeltà.
Per fortuna c’è chi vuole cambiare le cose e farò di tutto per non assistette più a tanta leggerezza. Vi saluto amici miei. Buona fortuna e attenzione al fuoco amico!
PS: Ricordatevi di fare una telefonata a casa prima di rientrare, perché il vostro ritorno improvviso potrebbe farvi usare la vostra arma preferita.

La Responsabile Provinciale 
per la tutela degli animali 
Fare Verde 
Frosinone 

Maria Lucia Belli

giovedì 16 agosto 2018

FANGHI DALLA DEPURAZIONE IN PROVINCIA DI FROSINONE

AMBIENTE – FANGHI DA DEPURAZIONE – Da quasi un mese  con una sentenza il Tar della Lombardia (terza sezione, presidente Ugo Di Benedetto, pubblicata il 20 luglio) ha accolto le opposizioni di una cinquantina di Comuni della “bassa” lombarda e ha di fatto paralizzato il riutilizzo dei fanghi prodotti dai depuratori come concime per fertilizzare i campi.
Più si “filtra” l’acqua sporca delle fogne e dei fiumi, più pulita è l’acqua che scorre verso il mare, e maggiore è la quantità di residui che rimangono nel depuratore. E viceversa, per lasciare nel depuratore meno fanghi bisogna lasciar scorrere acqua più sporca.
Sulla base di alcune perizie il Tar Lombardia ha detto che il letame prodotto dai depuratori per poter essere riutilizzato nei campi va considerato come se fosse una sostanza contaminante e di conseguenza non dovrà contenere composti come carboidrati e idrocarburi, per i quali il limite va abbassato di 200 volte. Oramai i grammi delle sostanze inquinanti diventano milligrammi e i fanghi non idonei alla fertirrigazione quindi dovranno essere trattati prima del loro smaltimento in discarica. Logicamente Fare Verde  senza perdere ulteriore  tempo si appresta a chiedere all’Arpa Lazio Sez. di Frosinone di monitorare e pubblicare il ciclo dei fanghi dalla loro produzione al loro smaltimento, le quantita’ e la qualita’ dei fanghi di tutti i depuratori della Provincia di Frosinone. Le eventuali discrepanze in decremento della quantita’ di produzione di fanghi darebbero sicura indicazione di ulteriore cattiva depurazione delle acque reflue urbane e anche di quelle industriali. L'Ambiente non può attendere ulteriori ritardi.



martedì 5 giugno 2018

5 GIUGNO 2018 GIORNATA MONDIALE DELL'AMBIENTE.

La giornata mondiale dell’ambiente è un’occasione per riconnettere l’uomo alla natura e ripensare al perduto equilibrio di questo rapporto.
Purtroppo per la Provincia di Frosinone c'è poco da riconnettere e Fare Verde trova la forza di fare il punto della situazione. Il nostro territorio ricco di bellezze naturali e architettoniche e' stato sconvolto da scelte politiche ed economiche  scellerate che hanno procurato un debito ecologico insanabile che non ha precedenti nella storia della nostra Comunità. Non passa mai un giorno felice per il nostro Ambiente che e' continuamente sotto l'attacco di forze ostili bramose solo di potere e denaro.
Abusivismo edilizio dilagante, corsi d'acqua inquinati, boschi incendiati, depurazione delle acque reflue urbane come optional, incenerimento dei rifiuti, rifiuti abbandonati,  raccolta differenziata che dopo 6 anni si presenta virtuosa solo  a macchia di leopardo, allargamento di discariche, rifiuti seppelliti al Nocione, inquinamento del SIN Valle del Sacco, pessima qualità dell'aria, polveri sottili, fiumi in preda ai delinquenti, cave abusive e siccome non ci facciamo mancare nulla cogliamo l'occasione di dire che anche le acque di troppi  pozzi risultano imbevibili per un motivo o per un altro.
Non abbiamo nulla da festeggiare ma solo da domandare: Quando finirà questa storia dell'inquinamento e del menfreghismo? Noi non vogliamo morire d'inquinamento.