domenica 26 luglio 2026

Politica identitaria senza potere decisionale: il caso del BRT di Frosinone e l’assenza di una vera strategia per il made in Italy

 

Nel dibattito pubblico locale si moltiplicano richiami al “territorio”, alle “eccellenze locali” e al “made in Italy”. Un vero mantra comunicativo quello delle iniziative che richiamano fantastici richiami identitari. Tuttavia, tali dichiarazioni risultano prive di fondamento giuridico e amministrativo: le norme europee e nazionali sugli appalti pubblici non consentono alle amministrazioni pubbliche di imporre l’acquisto di prodotti italiani per ragioni identitarie o simboliche.

Le direttive UE e il Codice dei Contratti Pubblici stabiliscono infatti i principi di concorrenza, non discriminazione e parità di trattamento, rendendo illegittima qualsiasi preferenza basata sulla provenienza nazionale dei beni.

In questo contesto, il caso del BRT di Frosinone rappresenta un esempio emblematico di scollamento tra propaganda e realtà. Il BRT di Frosinone , presentato con enfasi come simbolo di innovazione “ciociara”, è in realtà un bus elettrico prodotto da un’azienda turca, scelta nell’ambito di procedure che non prevedono alcuna preferenza per il made in Italy.
Nonostante ciò, la comunicazione politica ha insistito su elementi identitari e folkloristici, fino ad attribuire al mezzo un nome locale - ESSEGLIE' - nel tentativo di costruire una narrazione di fantasia che non trova riscontro nei fatti.

La contraddizione appare ancora più evidente considerando che, proprio a Frosinone, opera Tecnobus Gulliver, storica azienda italiana specializzata in veicoli elettrici per il trasporto pubblico locale , con prodotti collaudati e ampiamente utilizzati in molte città italiane ed europee.
Un’eccellenza del territorio ignorata nelle scelte amministrative , ma spesso evocata nella retorica politica.

Questa distanza tra parole e azioni alimenta una forma di demagogia identitaria, che non contribuisce né alla tutela delle imprese locali né alla trasparenza verso i cittadini.
La politica, priva degli strumenti normativi per orientare il mercato, finisce per ricorrere a scenografie comunicative che non incidono sulla realtà dei fatti e rischiano di minare la credibilità delle istituzioni.

Quando la politica non può decidere davvero, si rifugia nella retorica:

  • nomi folkloristici

  • simboli identitari

  • narrazioni pseudo-patriottiche

  • richiami alle “eccellenze del territorio”

Sono espedienti comunicativi per coprire l’assenza di potere decisionale reale, ma quando la propaganda supera la realtà, si sfiora il grottesco.

La politica locale parla di “territorio”, “identità”, “made in Italy”, ma negli appalti pubblici con gara :

  • non può imporre prodotti italiani

  • non può tutelare le aziende locali

  • non può controllare gli appalti complessi

  • non conosce le norme europee

  • non ha una strategia industriale

Semplicemente si rifugia nella scenografia, nei nomi folkloristici, nella comunicazione faziosa e nelle inaugurazioni pompose.

Fare Verde Provincia di Frosinone APS richiama le amministrazioni locali alla responsabilità, alla coerenza e al rispetto della verità amministrativa, affinché la promozione del territorio non si riduca a un esercizio di immagine green , ma si traduca in scelte concrete, trasparenti, possibili e utili alla comunità.







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