sabato 4 marzo 2017
FARE VERDE ONLUS Monte San Giovanni Campano (FR) -: MSGC: Trentasei ore per l'Ambiente, la Natura e la...
FARE VERDE ONLUS Monte San Giovanni Campano (FR) -: MSGC: Trentasei ore per l'Ambiente, la Natura e la...: E' in corso la riunione ad oltranza dello Staff Legale di Fare Verde Gruppo Locale di Monte San Giovanni Campano. La 36 ore sulla l...
venerdì 3 marzo 2017
Gli acquisti verdi portano alla Green Econmy
Da tanto tempo, forse da troppo tempo, Fare
Verde consiglia di adottare il metodo degli acquisti verdi.
Le
persone che hanno a cuore l’ambiente e quindi se stesse hanno la
possibilità di considerare
un prodotto/servizio lungo tutto il suo ciclo di vita (produzione -
distribuzione - uso – smaltimento); stimolare in senso
ambientalmente sostenibile l'innovazione di prodotti e servizi,
possono quindi adottare
comportamenti d'acquisto responsabili e dare il “buon esempio”
nei confronti della
Comunità.
E’
compito dei Cittadini orientare il mercato e dare il buon esempio in
quanto maggiori consumatori di beni e servizi.
Indirizzare
e pretendere anche dalla Pubblica Amministrazione tale potere di
acquisto a minor impatto ambientale determina alcune importanti
conseguenze:
-
minor impatto ambientale dei consumi contribuendo al raggiungimento
di uno
sviluppo
sostenibile locale;
-
incentivo alle imprese a sviluppare tecnologie di processo e prodotti
a minor impatto
ambientale;
-
esempio nei confronti dei concittadini di comportamenti virtuosi
tendenti al risparmio
energetico
e alla riduzione della produzione di rifiuti.
Pertanto
se ci sarà domanda di prodotti e servizi orientata, non solo sulla
loro convenienza
economica,
ma anche sulle loro caratteristiche ambientali si incoraggerà le
imprese a immettere
sul mercato prodotti “verdi” innovativi e quindi competitivi
anche in
termini
di concorrenza e quindi di costi.
In
quest'ottica, assume evidente rilevanza il ruolo di tutti i diversi
attori coinvolti nel mercato
di produzione e scambio e la necessità di “approcci
multistakeholders”: enti locali,
produttori, fornitori, associazioni e soprattutto consumatori.
I
benefici derivanti dagli acquisti verdi sono di tre tipi: diretti,
indiretti e addizionali.
Benefici
diretti
sono
quelli derivanti dalla riduzione degli impatti ambientali , dal
risparmio energetico dalla riduzione dei rifiuti, dalla riduzione
dell’nquinamento associati alle attività per l’acquisto di beni
e servizi e per la realizzazione delle opere.
Benefici
indiretti
sono
quelli derivanti dal “potere di orientamento del mercato” di cui
possono essere protagonisti i Consumatori.
La
popolazione , attraverso la sensibilità ecologica dei propri
acquisti , può indicare al mercato
quali prestazioni richiede ad un bene/servizio e di fatto si arriverà
all’auspoicato sviluppo sostenibile.
Benefici
addizionali
sono
quelli derivanti dall'estensione della responsabilità ambientale
anche ad altri fattori, quali ad esempio quelli collegati alla
qualità sociale (sfruttamento dei minori per la produzione,
discriminazioni di genere, etc.) dei beni e servizi acquistati.
Come
riconoscere i servizi e i prodotti verdi?
Ricercare
il prodotto ecologico: I consumatori, siano essi persone, enti
pubblici o imprese, possono liberamente acquistare prodotti più o
meno ecologici e, una volta acquistati, decidere come utilizzarli. In
queste scelte di libero mercato diventa fondamentale fornire ai
consumatori un'informazione corretta ed affidabile sulle
caratteristiche ambientali dei prodotti.Per acquistare verde è
particolarmente importante che i
Consumatori
dispongano di una buona conoscenza del mercato, tenuto conto che le
offerte alternative ai prodotti tradizionali non sempre sono
conosciute e ben pubblicizzate.In fase di acquisto di beni, servizi o
lavori una considerazione fondamentale deve riguardare: l'efficienza
energetica poiché un minor utilizzo di energia comporta un risparmio
di denaro e minori emissioni; lo smaltimento dei rifiuti a fine uso
per il quale vanno considerati: la durabilità del prodotto; il
volume e l'eterogeneità di rifiuti; la nocività ambientale dei
rifiuti; il
grado
di riciclabilità. Riconoscere
il prodotto ecologico: cosa sono le etichette ecologiche
Le
etichette ecologiche riguardano le caratteristiche ambientali dei
prodotti e dei
servizi ed
hanno lo scopo di informare e aiutare i consumatori a scegliere
prodotti e
servizi
a minor impatto ambientale. A tale scopo le etichette ecologiche
sono
in grado di divulgare, secondo precise norme, delle informazioni
utili, non ingannevoli e scientificamente valide che riguardano
l'intero ciclo di vita dei prodotti con particolare riferimento
all'utilizzo di materie prime, all'utilizzo di energia e allo
smaltimento finale sotto forma di rifiuti.
DIVERSE
CATEGORIE DI ETICHETTE ECOLOGICHE
Le
etichette ambientali si distinguono in pubbliche e private seconda
che facciano capo, rispettivamente a organismi pubblici
internazionali o nazionali, oppure a ONG, gruppi industriali o
associazioni di categoria, come ad esempio
l'etichetta
FSC (Forest Stewardship Council, gestita da una ONG) e a loro volta
possono essere relative ad un solo fattore ambientale (per esempio il
consumo energetico - come nel caso dell'etichetta
Energy
Star - o ai livelli di emissione di inquinanti) o essere
multi criterio cioè relative ad un certo numero (una pluralità) di
prestazioni ambientali (Tipo I, ISO 14024).
Le
eco etichette possono essere inoltre obbligatorie oppure volontarie
Sono
obbligatorie quando vincolano i produttori, gli utilizzatori, i
distributori e/o altre parti in causa ad attenersi alle prescrizioni
normative.Le etichette obbligatorie riguardano, ad esempio, i
seguenti gruppi di prodotti:- Sostanze tossiche pericolose:
forniscono all'utilizzatore/consumatore informazioni relative alla
sicurezza e alla salute;
-
Elettrodomestici:l'etichetta energetica (Energy Label) fornisce
informazioni al momento dell'acquisto sul consumo energetico
dell'apparecchio;
-
Imballaggi: il Packaging Label, finalizzato alla raccolta, il
recupero e il riciclo dei materiali da imballaggio a fine vita.
Le
etichette volontarie si riferiscono a marchi ecologici (o
dichiarazioni ambientali di prodotto) del tutto volontari,
certificati da enti terzi (a seguito della verifica della rispondenza
dei prodotti ai criteri ecologici prestabiliti) oppure possono
costituire semplicemente uno strumento di informazione sulle
caratteristiche ambientali dei prodotti. Sono etichette volontarie
certificate da
enti
terzi quelle rispondenti alla norma tecnica ISO 14024 (dette Tipo I)
e ISO 14025 (dette Tipo III). Alla serie ISO 14024 appartiene anche
il marchio europeo ECOLABEL (istituito nel 1992) che attualmente può
essere assegnato ad oltre 20 gruppi di prodotti (rientranti, ad
esempio, nei settori: pulizia, elettrodomestici, tessile,
apparecchiature elettroniche, carta, servizio di ricettività
turistica), nonché l'etichetta nazionale tedesca BLAUER ENGEL
(istituita nel 1978), l'etichetta dei paesi scandinavi NORDIC SWAN
(creata nel 1988) ed il marchio giapponese ECO MARK.
Sono
invece auto dichiarazioni non certificate da enti terzi le asserzioni
ambientali rispondenti alla norma tecnica ISO 14021 (dette Tipo II).
Esse includono tutte le dichiarazioni, etichette e simboli di valenza
ambientale presenti sulle confezioni dei prodotti e degli imballaggi
o nella pubblicità. Di norma riguardano un solo aspetto ambientale
come ad esempio la riciclabilità, il contenuto di materiale
riciclato, l'assenza di sostanze dannose per l'ambiente,
l'atossicità.
Cosa
dovrebbe pretendere la popolazione?
La
Comunità dovrebbe pretendere:
Promuovere presso i cittadini gli acquisti verdi come strumento di
sviluppo sostenibile attraverso la comunicazione, la formazione e
l'educazione ambientale. Obiettivi che per essere raggiunti
dovrebbero prevedere le seguenti attività:
Gli
acquisti verdi non sono ancora conosciuti bene dalla popolazione e
non sono ancora attuati in
modo diffuso e sistematico presso le amministrazioni locali, per cui
è opportuno divulgarne le potenzialità relative tanto alla tutela
ambientale quanto al risparmio in termini economici.
Sensibilizzare
la scuola ad attuare programmi specifici per lo sviluppo di una
migliore coscienza ambientale fin dalla più tenera età anche con
visite scolastiche presso aziende virtuose per lo sviluppo
sostenibile.
Istituire corsi per la formazione degli amministratori e dipendenti degli
enti pubblici sui
temi delle Politiche Integrate di Prodotto e in particolare del GPP e
della sua pratica attuazione
al fine di facilitare l'applicazione degli acquisti verdi per quanto
attiene gli
aspetti normativi di obbligatorietà da parte della P.A. con
l'obiettivo finale di sviluppare nei partecipanti conoscenze,
competenze e capacità per impostare procedure di acquisto integratecon
criteri ecologici.
Promuovere ed incentivare la partecipazione mista
tra pubblico e privato a
Gruppi
di “Acquisti Verdi” in
modo da far aumentare più velocemente la domanda di prodotti/servizi
eco sostenibili e quindi per farne scendere il prezzo . Esempi
calzanti sono gli acquisti programmabili per la carta riciclata
(stampanti , fotocopiatrici, carta igienica, tovaglioli ecc ecc); per
i pneumatici ecologici o ricostruiti; per il materiale di utilizzo
nella bioedilizia; per l’acquisto di energia elettrica verde; per
la produzione diffusa di energia verde (cooperative di produzione).
E' per questi motivi che Fare Verde ricorda ai Cittadini che sono loro i veri protagonisti per un futuro più pulito e sostenibile ed è per questo motivo che sta inviando ai Comuni della Provincia di Frosinone un progetto tipo per gli acquisti verdi (GPP) quale misura adottata per la Green Economy con la speranza che il territorio della Provincia di Frosinone non perda di vista l'obiettivo finale dell'economia verde fonte di ogni finanziamento presente e futuro da parte dell'Unione Europea per produzioni e opere sempre più rispettose dell'Ambiente e della Biodiversità.
martedì 28 febbraio 2017
Gruppo Locale Fare Verde Valle di Comino.
Fare Verde in provincia di Frosinone si arricchisce di un
nuovo Gruppo Locale ed infatti alla presenza del Presidente Provinciale è
stata legittimata la nascita di Fare Verde Valle di Comino che è rappresentata da Piero Mancini.
Il nuovo Gruppo Locale è già impegnato nella tutela del territorio
prestissimo farà parlare di se per due temi cari alla nostra
Associazione: Energia e acqua.
La legittimazione del nuovo
gruppo è stata perfezionata il 28 Febbraio 2017 dal Presidente
Provinciale di Fare Verde Dott. Marco Belli e contemporaneamente sono
arrivati i saluti di benvenuto dal Presidente Nazionale Avv. Francesco
Greco e dal Presidente di Fare Verde Lazio Dott. Silvano Olmi.
Fare Verde Provincia di Frosinone
| Piero Mancini |
Fare Verde ONLUS è Associazione di Protezione Ambientale riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente ai sensi Art.13 L.349/86 – Decreto di riconoscimento n. 2080/SvS/DEC/2003 del 26 febbraio 2003 iscritta al registro delle organizzazioni di volontariato della Regione Lazio – sezione Ambiente, Natura, Animali dal 21/03/1994 ai sensi della Legge Regionale n.29/93 ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale) ai sensi del Dlgs 460/97
venerdì 17 febbraio 2017
FARE VERDE ONLUS Monte San Giovanni Campano (FR) -: Fontana Liri - Il Comune e Fare Verde aderiscono a...
FARE VERDE ONLUS Monte San Giovanni Campano (FR) -: Fontana Liri - Il Comune e Fare Verde aderiscono a...: Il Comune di Fontana Liri ha aderito all'azione Nazionale "M'illumino di meno " che si terrà il giorno 24 Febbraio 201...
mercoledì 15 febbraio 2017
Inquinamento dell'aria in Provincia di Frosinone - Mentre il medico studia il malato muore
Nei Comuni della provincia di Frosinone c’è ancora chi si diverte a giocare con i
numeretti mentre la Commissione UE ha
dato il via alla seconda fase della procedura d'infrazione contro
l'Italia e altri Paesi - Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna -
per l'inquinamento eccessivo da biossido d'azoto (NO2) riscontrato
nell'aria di tante città. Ai Paesi finiti nel mirino di Bruxelles (Italia compresa) è
stato quindi inviato un parere motivato nel quale si contesta la
violazione della direttiva UE del 2008 e si chiede di spiegare entro
due mesi come intendono mettersi in regola.
Bruxelles sollecita
quindi l'Italia "ad agire per garantire una
buona qualità dell'aria e salvaguardare la salute pubblica"
ricordando che più di 400 mila cittadini muoiono prematuramente
nell'UE ogni anno a causa della scarsa qualità dell'aria. In Europa milioni
di persone, inoltre, soffrono di malattie cardiovascolari e
respiratorie causate dall'inquinamento atmosferico. La legislazione
dell'UE sulla qualità dell'aria ambiente (direttiva 2008/50/CE)
stabilisce valori limite per gli inquinanti atmosferici, tra cui
l'NO2; in caso avvengano superamenti, gli Stati membri sono tenuti ad
adottare e attuare piani per la qualità dell'aria che stabiliscono
misure adeguate a rimediarvi nel più breve tempo possibile. .
Il problema reale
dell'inquinamento dell'aria che in Provincia di Frosinone è stato trasformato dalla politica in
una questione filosofica nell’interpretazione dei numeri come se
una o più giornate ecologiche programmate con controlli inattuabili
potessero risolvere la situazione. In Ciociaria l’emergenza
ambientale della qualità dell’aria si affronta con esternazioni
trionfalistiche di politici locali supportate dalla stampa che
invece di avere un ruolo determinante nell’informazione si
comporta come sostenitrice sfegatata di chi la spara più grossa.
Fino a questo momento non è stata attuata alcuna soluzione fattiva e
neppure una capillare informazione tanto è vero che la
maggior parte della popolazione è convinta che in Ciociaria si
continui a respirare aria buona.
I giornali per fare
corretta informazione sull’inquinamento dell’aria potrebbero
pubblicare giorno per giorno i dati di rilevamento delle centraline
dell’Arpalazio senza enfatizzare i pensieri
stupendi dei politici locali che tra le altre cose sono
ritenuti , da questa Associazione, corresponsabili dell’emergenza ambientale in corso in quanto non hanno
avuto la capacità di redigere nel passato remoto e recente programmi a medio e lungo termine per
il risanamento dell’aria anche per paura di decisioni impopolari.
Per risolvere il
problema dell’aria in Provincia di Frosinone non si possono aspettare
i provvedimenti a lungo termine decisi dal Ministero dell’Ambiente
con il programma Mobidic , l’installazione di colonnine per la
ricarica elettrica e gli incentivi. Sul nostro territorio ci si ammala ora , si muore e si morirà mentre
verranno attuati i progetti di risanamento della qualità dell’aria. E' per questo motivo che Fare Verde chiede alle Istituzioni locali di abbandonare
le strane soluzioni adottate fino a questo momento e di iniziare a prendere decisioni drastiche in difesa della salute. Si propone quindi nell'immediato: di
sigillare tutte le caldaie per il riscaldamento domestico ad una
temperatura di 19°C; di istituire isole pedonali in tutti i Comuni
della Provincia di Frosinone senza deroghe alla circolazione eccezion
fatta per gli automezzi di emergenza e di polizia; di effettuare
rilevamenti termici dotandosi di ispettori ambientali volontari
dotati di apposita strumentazione per il rilevamento termico, di
permettere il traffico solo nelle ore notturne e a targhe alterne per i
veicoli più inquinanti, di imporre filtri per il riscaldamento
domestico alle caldaie a biomassa entro 15 giorni pena il sequestro
e il sigillo degli impianti termici domestici ed infine di
sospendere le autorizzazioni e le licenze per sessanta giorni a
tutte le attività produttive che ai controlli risulteranno
irrispettose della normativa vigente e di riammetterle alla
produttività solo dopo il loro adeguamento e senza deroghe. Di
spendere il denaro che verrà acquisito, con le multe per
l’inquinamento dell’aria , per incentivare localmente la
produzione di energia pulita nelle scuole in
modo da impartire con l’esempio una corretta educazione ambientale.
domenica 12 febbraio 2017
STRANGOLAGALLI (FR) - Via Farnete... ancora una perdita di acqua potabile
Strangolagalli (FR) - Oramai Fare Verde Provincia di Frosinone è
diventata l'unico punto di riferimento per le popolazioni che risiedono
sul territorio Provinciale ed infatti la gente esasperata dalla crisi
idrica trova con la nostra Associazione l'unico modo per avere
riparazioni veloci. Purtroppo, però, la nostra è una Associazione di
volontariato che non percepisce NESSUN FINANZIAMENTO PUBBLICO e quindi
con le poche risorse a disposizione possono essere evase solo poche
richieste perché gli spostamenti per le verifiche delle segnalazioni
vengono sopportati esclusivamente dai nostri volontari per l'Ambiente.
Questa è la volta di via Farnete a Strangolagalli dove da giorni c'è una
copiosa perdita di acqua potabile dall'acquedotto Comunale che come
spesso avviene si è ripresentata puntuale dopo una riparazione avvenuta
da poco tempo. Acqua che invece di andare nei rubinetti delle famiglie
finisce nei fossi seguendo quell'insolito destino che accomuna troppi
fatti del genere sul territorio della Provincia di Frosinone. Ancora una
volta Fare Verde ricorda ad ACEA che il Ministero dell'Ambiente e della
Tutela del Territorio e del Mare le ha dato precise indicazioni per
riferire alla nostra Associazione, portatrice di interesse Collettivo,
su quanto è stato fatto e su quanto è stato programmato per risolvere
l'uso insostenibile delle risorse idriche e per la depurazione delle
acque reflue urbane. Indicazioni decisamente disattese da ACEA Ato5 Spa
che evidentemente non ha nessun argomento se non quello propagandistico
su questioni di rilevante interesse pubblico e ambientale tanto è vero
che è stata capace di trasformare a caro prezzo l'acqua bene comune in
acqua bisogno comune con arroganza e con discriminazione nei confronti
di tutti i Ciociari.
lunedì 6 febbraio 2017
Pulizia della Strada Regionale 214 Ferentino/Sora
Fare Verde
finalmente ha avuto il piacere di constatare il grande intervento di
pulizia che è in corso sullla superstada Regionale Ferentino Sora ed
infatti gli addetti alla manutenzione hanno dovuto ripulire quanto è
stato abbandonato dagli automobilisti incivili lungo gli argini della
superstrada.
La mancanza di senso
civico è stata capace di trasformare l’ingresso della Ciociaria in
un ricettacolo di rifiuti sparsi in ogni dove lungo la strada di
collegamento tra l’autostrada A1 e Sora.
Fare Verde
raccomanda agli automobilisti un maggior senso di responsabilità e
mostra il suo plauso all'ASTRAL Ente gestore del tratto stradale
ricordando a tutti che le risorse usate per l’opera di pulizia
straordinaria alla fine dei conti verranno pagate da tutti a
prescindere dal fatto che si transiti su quella strada oppure no.
La nostra
Associazione suggerisce infine l’installazione di trappole
fotografiche nei luoghi di abbandono dei rifiuti in modo che possano
essere puniti tutti quelli che distruggono il decoro della strada che
oltre a fungere da collegamento rappresenta la vera entrata nella
Provincia di Frosinone. Raccogliere una quantità enorme di rifiuti
solidi urbani non è normale visto che oramai la maggior parte dei
Comuni Ciociari attua la raccolta differenziata e quindi c’è la
volontà di sporcare in una sorta di deviazione che diventa davvero
incomprensibile.
Fare Verde Provincia di Frosinone.
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