venerdì 17 febbraio 2017
FARE VERDE ONLUS Monte San Giovanni Campano (FR) -: Fontana Liri - Il Comune e Fare Verde aderiscono a...
FARE VERDE ONLUS Monte San Giovanni Campano (FR) -: Fontana Liri - Il Comune e Fare Verde aderiscono a...: Il Comune di Fontana Liri ha aderito all'azione Nazionale "M'illumino di meno " che si terrà il giorno 24 Febbraio 201...
mercoledì 15 febbraio 2017
Inquinamento dell'aria in Provincia di Frosinone - Mentre il medico studia il malato muore
Nei Comuni della provincia di Frosinone c’è ancora chi si diverte a giocare con i
numeretti mentre la Commissione UE ha
dato il via alla seconda fase della procedura d'infrazione contro
l'Italia e altri Paesi - Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna -
per l'inquinamento eccessivo da biossido d'azoto (NO2) riscontrato
nell'aria di tante città. Ai Paesi finiti nel mirino di Bruxelles (Italia compresa) è
stato quindi inviato un parere motivato nel quale si contesta la
violazione della direttiva UE del 2008 e si chiede di spiegare entro
due mesi come intendono mettersi in regola.
Bruxelles sollecita
quindi l'Italia "ad agire per garantire una
buona qualità dell'aria e salvaguardare la salute pubblica"
ricordando che più di 400 mila cittadini muoiono prematuramente
nell'UE ogni anno a causa della scarsa qualità dell'aria. In Europa milioni
di persone, inoltre, soffrono di malattie cardiovascolari e
respiratorie causate dall'inquinamento atmosferico. La legislazione
dell'UE sulla qualità dell'aria ambiente (direttiva 2008/50/CE)
stabilisce valori limite per gli inquinanti atmosferici, tra cui
l'NO2; in caso avvengano superamenti, gli Stati membri sono tenuti ad
adottare e attuare piani per la qualità dell'aria che stabiliscono
misure adeguate a rimediarvi nel più breve tempo possibile. .
Il problema reale
dell'inquinamento dell'aria che in Provincia di Frosinone è stato trasformato dalla politica in
una questione filosofica nell’interpretazione dei numeri come se
una o più giornate ecologiche programmate con controlli inattuabili
potessero risolvere la situazione. In Ciociaria l’emergenza
ambientale della qualità dell’aria si affronta con esternazioni
trionfalistiche di politici locali supportate dalla stampa che
invece di avere un ruolo determinante nell’informazione si
comporta come sostenitrice sfegatata di chi la spara più grossa.
Fino a questo momento non è stata attuata alcuna soluzione fattiva e
neppure una capillare informazione tanto è vero che la
maggior parte della popolazione è convinta che in Ciociaria si
continui a respirare aria buona.
I giornali per fare
corretta informazione sull’inquinamento dell’aria potrebbero
pubblicare giorno per giorno i dati di rilevamento delle centraline
dell’Arpalazio senza enfatizzare i pensieri
stupendi dei politici locali che tra le altre cose sono
ritenuti , da questa Associazione, corresponsabili dell’emergenza ambientale in corso in quanto non hanno
avuto la capacità di redigere nel passato remoto e recente programmi a medio e lungo termine per
il risanamento dell’aria anche per paura di decisioni impopolari.
Per risolvere il
problema dell’aria in Provincia di Frosinone non si possono aspettare
i provvedimenti a lungo termine decisi dal Ministero dell’Ambiente
con il programma Mobidic , l’installazione di colonnine per la
ricarica elettrica e gli incentivi. Sul nostro territorio ci si ammala ora , si muore e si morirà mentre
verranno attuati i progetti di risanamento della qualità dell’aria. E' per questo motivo che Fare Verde chiede alle Istituzioni locali di abbandonare
le strane soluzioni adottate fino a questo momento e di iniziare a prendere decisioni drastiche in difesa della salute. Si propone quindi nell'immediato: di
sigillare tutte le caldaie per il riscaldamento domestico ad una
temperatura di 19°C; di istituire isole pedonali in tutti i Comuni
della Provincia di Frosinone senza deroghe alla circolazione eccezion
fatta per gli automezzi di emergenza e di polizia; di effettuare
rilevamenti termici dotandosi di ispettori ambientali volontari
dotati di apposita strumentazione per il rilevamento termico, di
permettere il traffico solo nelle ore notturne e a targhe alterne per i
veicoli più inquinanti, di imporre filtri per il riscaldamento
domestico alle caldaie a biomassa entro 15 giorni pena il sequestro
e il sigillo degli impianti termici domestici ed infine di
sospendere le autorizzazioni e le licenze per sessanta giorni a
tutte le attività produttive che ai controlli risulteranno
irrispettose della normativa vigente e di riammetterle alla
produttività solo dopo il loro adeguamento e senza deroghe. Di
spendere il denaro che verrà acquisito, con le multe per
l’inquinamento dell’aria , per incentivare localmente la
produzione di energia pulita nelle scuole in
modo da impartire con l’esempio una corretta educazione ambientale.
domenica 12 febbraio 2017
STRANGOLAGALLI (FR) - Via Farnete... ancora una perdita di acqua potabile
Strangolagalli (FR) - Oramai Fare Verde Provincia di Frosinone è
diventata l'unico punto di riferimento per le popolazioni che risiedono
sul territorio Provinciale ed infatti la gente esasperata dalla crisi
idrica trova con la nostra Associazione l'unico modo per avere
riparazioni veloci. Purtroppo, però, la nostra è una Associazione di
volontariato che non percepisce NESSUN FINANZIAMENTO PUBBLICO e quindi
con le poche risorse a disposizione possono essere evase solo poche
richieste perché gli spostamenti per le verifiche delle segnalazioni
vengono sopportati esclusivamente dai nostri volontari per l'Ambiente.
Questa è la volta di via Farnete a Strangolagalli dove da giorni c'è una
copiosa perdita di acqua potabile dall'acquedotto Comunale che come
spesso avviene si è ripresentata puntuale dopo una riparazione avvenuta
da poco tempo. Acqua che invece di andare nei rubinetti delle famiglie
finisce nei fossi seguendo quell'insolito destino che accomuna troppi
fatti del genere sul territorio della Provincia di Frosinone. Ancora una
volta Fare Verde ricorda ad ACEA che il Ministero dell'Ambiente e della
Tutela del Territorio e del Mare le ha dato precise indicazioni per
riferire alla nostra Associazione, portatrice di interesse Collettivo,
su quanto è stato fatto e su quanto è stato programmato per risolvere
l'uso insostenibile delle risorse idriche e per la depurazione delle
acque reflue urbane. Indicazioni decisamente disattese da ACEA Ato5 Spa
che evidentemente non ha nessun argomento se non quello propagandistico
su questioni di rilevante interesse pubblico e ambientale tanto è vero
che è stata capace di trasformare a caro prezzo l'acqua bene comune in
acqua bisogno comune con arroganza e con discriminazione nei confronti
di tutti i Ciociari.
lunedì 6 febbraio 2017
Pulizia della Strada Regionale 214 Ferentino/Sora
Fare Verde
finalmente ha avuto il piacere di constatare il grande intervento di
pulizia che è in corso sullla superstada Regionale Ferentino Sora ed
infatti gli addetti alla manutenzione hanno dovuto ripulire quanto è
stato abbandonato dagli automobilisti incivili lungo gli argini della
superstrada.
La mancanza di senso
civico è stata capace di trasformare l’ingresso della Ciociaria in
un ricettacolo di rifiuti sparsi in ogni dove lungo la strada di
collegamento tra l’autostrada A1 e Sora.
Fare Verde
raccomanda agli automobilisti un maggior senso di responsabilità e
mostra il suo plauso all'ASTRAL Ente gestore del tratto stradale
ricordando a tutti che le risorse usate per l’opera di pulizia
straordinaria alla fine dei conti verranno pagate da tutti a
prescindere dal fatto che si transiti su quella strada oppure no.
La nostra
Associazione suggerisce infine l’installazione di trappole
fotografiche nei luoghi di abbandono dei rifiuti in modo che possano
essere puniti tutti quelli che distruggono il decoro della strada che
oltre a fungere da collegamento rappresenta la vera entrata nella
Provincia di Frosinone. Raccogliere una quantità enorme di rifiuti
solidi urbani non è normale visto che oramai la maggior parte dei
Comuni Ciociari attua la raccolta differenziata e quindi c’è la
volontà di sporcare in una sorta di deviazione che diventa davvero
incomprensibile.
Fare Verde Provincia di Frosinone.
sabato 4 febbraio 2017
Frosinone: La caccia è chiusa.
Il 31 Gennaio 2017 è arrivata la chiusura della stagione venatoria
2016/2017 ma come in tutte le disposizioni all'Italiana maniera è
rimasta aperta nel Lazio fino al 9 Febbraio per il colombaccio, la
cornacchia e la ghiandaia. Fare Verde ogni anno stila l'elenco dei morti
e dei feriti tra gli esseri umani in tutta Italia: Sono 31 le morti accertate tra i
cacciatori colpiti da proietti o deceduti per cause collegate; 42 sono i
cacciatori rimasti feriti durante la stagione venatoria e 6 sono gli
ignari cittadini rimasti feriti. Fare Verde analizza brevemente i dati
rispetto alla passata stagione venatoria: i decessi sono in contrazione
per numero e sono passati da 38 a 31 come è in contrazione il numero
dei feriti che passa da 84 a 48. La caccia si conferma un'attività per
anziani in cerca di emozioni forti che vogliono uscire dalla noia
mortale del declino della vita tanto è vero che attualmente, la maggior
parte dei cacciatori ha un'età compresa tra i 65 e i 78 anni con l'età
media dei cacciatori in aumento. Questo ultimo dato è confortante perché vuol
significare che le aspettative di vita venatoria per i cacciatori è
ridotta e legata agli acciacchi senili. Ciò spiega anche il numero in
contrazione degli incidenti di caccia in quanto la scarsa attitudine
fisica dei cacciatori li ha portati ad una attività venatoria sedentaria
(postazione fissa) che di fatto riduce le possibilità legate al numero
delle probabilità di azioni maldestre e contrarie alla vita in quanto
sono sempre meno i cacciatori che vagano per le campagne per problemi
legati alla deambulazione e al vigore fisico. Fare Verde si augura
infine che lo Stato e le Regioni in attesa di un auspicabile stop
definitivo e perpetuo alla caccia mettano mano al comparto con calendari
di divieto ad anni alterni su tutto i territori regionali per
permettere il ripopolamento naturale degli animali selvatici. Nel
frattempo diventa indispensabile la necessità di disciplinare l'età
massima per la caccia con prove attitudinali per l'uso delle armi da
sostenere anno per anno riservate ai cacciatori con età superiore ai 70
anni. Prove attitudinali che dovrebbero essere a pagamento, e da
sostenere sotto lo stretto controllo dello Stato, per accertare la
conoscenza delle leggi sulle pratiche venatorie e disciplinare
precise limitazioni sul calibro dell'arma da usare rispetto alla
capacità fisica in modo di mettere in condizione i nonnetti di non
essere letali.
domenica 29 gennaio 2017
Il Mare d'Inverno 2017 - Fare Verde Provincia di Frosinone a Fondi (LT).
Domenica 29 Gennaio 2017 in tutta Italia si è tenuta la XXVI Edizione
dell’Azione Nazionale di Fare Verde “Il Mare d’Inverno 2017”ed anche la
Città di Fondi è stata
partecipe
dell’iniziativa, su invito di Fare Verde Onlus - Provincia di Frosinone.
Hanno partecipato come protagoniste all’iniziativa, le Associazioni
Fondane Quadrato Fondi, Associazione Pro-Capratica, Associazione
Articolo Ventiquattro, Associazione Nuove Prospettive, il Vespaclub
Fondi, Omnis Associazione, gli amici della Pagina Facebook Visit Fondi.
Il plauso va ai ragazzi delle Associazioni Fondane che hanno faticato
senza risparmio di energie e fra tutti ai giovanissimi dell'Associazione
Pro Capratica che hanno preferito il volontariato ad una domenica di
svago con gli amici.
Per il Comune di Fondi erano presenti e attivi sulla spiaggia il Sig.
Sindaco Salvatore
De Meo, l'Assessore al Bilancio Daniela De Bonis, l'assessore alle
Attività Produttive Giorgia Salemme, l'Assessore all'Ambiente Muccitelli
e il Corpo degli Ispettori Ambientali volontari del Comune di Fondi. Su
tutti sventolava la bandiera dell'Unione Europea messa a disposizione
dal Sindaco di Fontana Liri Dott. Gianpio Sarracco. Per Fare Verde
Onlus erano presenti i gruppi locali di Monte San Giovanni Campano, di
Fontana Liri con il Presidente Dott. Mariarita Raponi, di Veroli e
Fare Verde per la Provincia di Frosinone. Sono
stati raccolti oltre 35 sacchi di rifiuti, oltre 700 bottiglie di
plastica, una bancarella da ambulante, copertoni, platica, polistirolo e
un freno a disco per auto. Nonostante tutto, però, bisogna specificare
che la situazione è migliorata sensibilmente rispetto agli anni passati
segno che l'educazione ambientale impartita con l'esempio pratico
funziona. La manifestazione Nazionale Il Mare d'Inverno 2017 ha avuto il
patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e
del Mare e della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.
Localmente la manifestazione ha avuto il patrocinio del Comune di Fondi e
del Parco Regionale dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi.
Fare Verde Provincia di Frosinone
giovedì 26 gennaio 2017
SAF (Società Ambiente Frosinone) sotto sequestro.
Dopo tanto penare è arrivato anche il momento della SAF che si trova in una bufera giudiziaria che non ha precedenti storici. Fare Verde si è interessata da tempo alla struttura che nonostante le richieste non ha mai concesso di essere visitata e alla luce delle vicende giudiziarie non si può fare altro che pensare a male. Oltre all'impegno diretto di Fare Verde Cassino e le battaglie per gli odori nauseabondi la nostra Associazione a più riprese ha espresso le sue perplessità sul destino della porzione umida dei rifiuti. Situazioni mai potute verificare in icto oculi perchè l'azienda non ha mai risposto alle richieste di visita di Fare Verde. Da quanto si è appreso c'è un filone d’indagine che riguarda il recupero dei Rifiuti Solidi
Urbani da parte della società pubblica SAF SPA, alla quale vengono
conferiti tutti i rifiuti provenienti dai comuni della Provincia di
Frosinone. Le verifiche della P.G., in base alle conclusioni dei
consulenti nominati dalla Procura di Roma, ipotizzano uno scarso e/o inefficace trattamento dei rifiuti urbani, sia indifferenziati che differenziati.
Proprio lo scarso trattamento avrebbe determinato una maggiore quantità di
rifiuti conferiti alla discarica (con conseguenti maggiori costi di
smaltimento da parte della società pubblica), nonché l’emanazione di
cattivi odori derivanti dalla scarsa bio-stabilizzazione e, infine, una
maggiore produzione di percolato. Ciò ha determinato anche
l’attribuzione di errati codici CER ai rifiuti gestiti.
In riferimento alla produzione di compost, i consulenti della Procura di Roma ritengono che la SAF abbia recuperato una parte insignificante dei rifiuti organici (Frazione Umida dei rifiuti urbani) provenienti dai comuni della provincia di Frosinone, che invece hanno pagato un corrispettivo alla SAF proprio affinchè tali rifiuti venissero recuperati. (Circostanza intuita da Fare Verde tanto è vero che è stato chiesto al Comune di Monte San Giovanni Campano di realizzare il compostaggio domestico viste le grandi somme versate alla SAF per la frazione umida dei rifiuti). Quanto premesso ha procurato di conseguenza le ipotesi dei reati di truffa aggravata e frode in pubbliche forniture a danno degli stessi comuni conferenti.
Il profitto conseguito attraverso le presunte attività illecite è stato oggetto di sequestro con i decreti in corso di esecuzione.
Le società sequestrate sono state affidate ad amministratori giudiziari, deputati alla gestione delle aziende, assicurando che il ciclo di smaltimento dei rifiuti solidi urbani non si interrompa.
Fare Verde si augura che al più presto venga fatta piena luce su tutta la vicenda nell'interesse supremo della popolazione e dell'Ambiente.
In riferimento alla produzione di compost, i consulenti della Procura di Roma ritengono che la SAF abbia recuperato una parte insignificante dei rifiuti organici (Frazione Umida dei rifiuti urbani) provenienti dai comuni della provincia di Frosinone, che invece hanno pagato un corrispettivo alla SAF proprio affinchè tali rifiuti venissero recuperati. (Circostanza intuita da Fare Verde tanto è vero che è stato chiesto al Comune di Monte San Giovanni Campano di realizzare il compostaggio domestico viste le grandi somme versate alla SAF per la frazione umida dei rifiuti). Quanto premesso ha procurato di conseguenza le ipotesi dei reati di truffa aggravata e frode in pubbliche forniture a danno degli stessi comuni conferenti.
Il profitto conseguito attraverso le presunte attività illecite è stato oggetto di sequestro con i decreti in corso di esecuzione.
Le società sequestrate sono state affidate ad amministratori giudiziari, deputati alla gestione delle aziende, assicurando che il ciclo di smaltimento dei rifiuti solidi urbani non si interrompa.
Fare Verde si augura che al più presto venga fatta piena luce su tutta la vicenda nell'interesse supremo della popolazione e dell'Ambiente.
Un
secondo filone d’indagine, invece, riguarda il recupero dei Rifiuti
Solidi Urbani da parte della società pubblica SAF SPA, alla quale
vengono conferiti tutti i rifiuti provenienti dai comuni della Provincia
di Frosinone.
Le verifiche della P.G., in base alle conclusioni dei consulenti nominati dalla Procura di Roma, ipotizzano un presunto scarso e/o inefficace trattamento dei rifiuti urbani, sia indifferenziati che differenziati. A causa di ciò si sarebbe determinata una maggiore quantità di rifiuti conferiti alla discarica (con conseguenti maggiori costi di smaltimento da parte della società pubblica), nonché l’emanazione di cattivi odori derivanti dalla scarsa bio-stabilizzazione e, infine, una maggiore produzione di percolato. Ciò ha determinato anche l’attribuzione di errati codici CER ai rifiuti gestiti. In riferimento alla produzione di compost, i consulenti della Procura di Roma ritengono che la SAF avrebbe recuperato una parte insignificante dei rifiuti organici provenienti dai comuni della provincia di Frosinone, che invece avrebbero pagato un corrispettivo alla SAF proprio affinchè tali rifiuti venissero recuperati. Per tale motivo si ipotizzano, di conseguenza, i reati di truffa aggravata e frode in pubbliche forniture a danno degli stessi comuni conferenti. Il profitto conseguito dalle citate società attraverso le presunte attività illecite ammonterebbe a più di 26 milioni di euro, ed è stato oggetto di sequestro con i decreti in corso di esecuzione.
Le società sequestrate sono state affidate ad amministratori giudiziari, deputati alla gestione delle aziende, assicurando che il ciclo di smaltimento dei rifiuti solidi urbani non si interrompa.
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Le verifiche della P.G., in base alle conclusioni dei consulenti nominati dalla Procura di Roma, ipotizzano un presunto scarso e/o inefficace trattamento dei rifiuti urbani, sia indifferenziati che differenziati. A causa di ciò si sarebbe determinata una maggiore quantità di rifiuti conferiti alla discarica (con conseguenti maggiori costi di smaltimento da parte della società pubblica), nonché l’emanazione di cattivi odori derivanti dalla scarsa bio-stabilizzazione e, infine, una maggiore produzione di percolato. Ciò ha determinato anche l’attribuzione di errati codici CER ai rifiuti gestiti. In riferimento alla produzione di compost, i consulenti della Procura di Roma ritengono che la SAF avrebbe recuperato una parte insignificante dei rifiuti organici provenienti dai comuni della provincia di Frosinone, che invece avrebbero pagato un corrispettivo alla SAF proprio affinchè tali rifiuti venissero recuperati. Per tale motivo si ipotizzano, di conseguenza, i reati di truffa aggravata e frode in pubbliche forniture a danno degli stessi comuni conferenti. Il profitto conseguito dalle citate società attraverso le presunte attività illecite ammonterebbe a più di 26 milioni di euro, ed è stato oggetto di sequestro con i decreti in corso di esecuzione.
Le società sequestrate sono state affidate ad amministratori giudiziari, deputati alla gestione delle aziende, assicurando che il ciclo di smaltimento dei rifiuti solidi urbani non si interrompa.
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ma
- alle società di smaltire ingenti quantità degli stessi presso la
discarica, non abilitata alla gestione di rifiuti pericolosi, con il
conseguimento di enorme profitto derivante dalla differenza dei costi di
smaltimento, ben superiore relativamente ai rifiuti pericolosi. Un
apporto significativo e determinante sarebbe stato dato dai responsabili
dei laboratori di analisi che avrebbero stilato i rapporti di prova non
esaustivi, necessari per declassificare i rifiuti. Un secondo
filone d’indagine, invece, riguarda il recupero dei Rifiuti Solidi
Urbani da parte della società pubblica SAF SPA, alla quale vengono
conferiti tutti i rifiuti provenienti dai comuni della Provincia di
Frosinone.
Le verifiche della P.G., in base alle conclusioni dei consulenti nominati dalla Procura di Roma, ipotizzano un presunto scarso e/o inefficace trattamento dei rifiuti urbani, sia indifferenziati che differenziati. A causa di ciò si sarebbe determinata una maggiore quantità di rifiuti conferiti alla discarica (con conseguenti maggiori costi di smaltimento da parte della società pubblica), nonché l’emanazione di cattivi odori derivanti dalla scarsa bio-stabilizzazione e, infine, una maggiore produzione di percolato. Ciò ha determinato anche l’attribuzione di errati codici CER ai rifiuti gestiti. In riferimento alla produzione di compost, i consulenti della Procura di Roma ritengono che la SAF avrebbe recuperato una parte insignificante dei rifiuti organici provenienti dai comuni della provincia di Frosinone, che invece avrebbero pagato un corrispettivo alla SAF proprio affinchè tali rifiuti venissero recuperati. Per tale motivo si ipotizzano, di conseguenza, i reati di truffa aggravata e frode in pubbliche forniture a danno degli stessi comuni conferenti.
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Le verifiche della P.G., in base alle conclusioni dei consulenti nominati dalla Procura di Roma, ipotizzano un presunto scarso e/o inefficace trattamento dei rifiuti urbani, sia indifferenziati che differenziati. A causa di ciò si sarebbe determinata una maggiore quantità di rifiuti conferiti alla discarica (con conseguenti maggiori costi di smaltimento da parte della società pubblica), nonché l’emanazione di cattivi odori derivanti dalla scarsa bio-stabilizzazione e, infine, una maggiore produzione di percolato. Ciò ha determinato anche l’attribuzione di errati codici CER ai rifiuti gestiti. In riferimento alla produzione di compost, i consulenti della Procura di Roma ritengono che la SAF avrebbe recuperato una parte insignificante dei rifiuti organici provenienti dai comuni della provincia di Frosinone, che invece avrebbero pagato un corrispettivo alla SAF proprio affinchè tali rifiuti venissero recuperati. Per tale motivo si ipotizzano, di conseguenza, i reati di truffa aggravata e frode in pubbliche forniture a danno degli stessi comuni conferenti.
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ma
- alle società di smaltire ingenti quantità degli stessi presso la
discarica, non abilitata alla gestione di rifiuti pericolosi, con il
conseguimento di enorme profitto derivante dalla differenza dei costi di
smaltimento, ben superiore relativamente ai rifiuti pericolosi. Un
apporto significativo e determinante sarebbe stato dato dai responsabili
dei laboratori di analisi che avrebbero stilato i rapporti di prova non
esaustivi, necessari per declassificare i rifiuti. Un secondo
filone d’indagine, invece, riguarda il recupero dei Rifiuti Solidi
Urbani da parte della società pubblica SAF SPA, alla quale vengono
conferiti tutti i rifiuti provenienti dai comuni della Provincia di
Frosinone.
Le verifiche della P.G., in base alle conclusioni dei consulenti nominati dalla Procura di Roma, ipotizzano un presunto scarso e/o inefficace trattamento dei rifiuti urbani, sia indifferenziati che differenziati. A causa di ciò si sarebbe determinata una maggiore quantità di rifiuti conferiti alla discarica (con conseguenti maggiori costi di smaltimento da parte della società pubblica), nonché l’emanazione di cattivi odori derivanti dalla scarsa bio-stabilizzazione e, infine, una maggiore produzione di percolato. Ciò ha determinato anche l’attribuzione di errati codici CER ai rifiuti gestiti. In riferimento alla produzione di compost, i consulenti della Procura di Roma ritengono che la SAF avrebbe recuperato una parte insignificante dei rifiuti organici provenienti dai comuni della provincia di Frosinone, che invece avrebbero pagato un corrispettivo alla SAF proprio affinchè tali rifiuti venissero recuperati. Per tale motivo si ipotizzano, di conseguenza, i reati di truffa aggravata e frode in pubbliche forniture a danno degli stessi comuni conferenti.
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Le verifiche della P.G., in base alle conclusioni dei consulenti nominati dalla Procura di Roma, ipotizzano un presunto scarso e/o inefficace trattamento dei rifiuti urbani, sia indifferenziati che differenziati. A causa di ciò si sarebbe determinata una maggiore quantità di rifiuti conferiti alla discarica (con conseguenti maggiori costi di smaltimento da parte della società pubblica), nonché l’emanazione di cattivi odori derivanti dalla scarsa bio-stabilizzazione e, infine, una maggiore produzione di percolato. Ciò ha determinato anche l’attribuzione di errati codici CER ai rifiuti gestiti. In riferimento alla produzione di compost, i consulenti della Procura di Roma ritengono che la SAF avrebbe recuperato una parte insignificante dei rifiuti organici provenienti dai comuni della provincia di Frosinone, che invece avrebbero pagato un corrispettivo alla SAF proprio affinchè tali rifiuti venissero recuperati. Per tale motivo si ipotizzano, di conseguenza, i reati di truffa aggravata e frode in pubbliche forniture a danno degli stessi comuni conferenti.
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