mercoledì 17 febbraio 2016

Fosso Meringo - La pattumiera di Boville Ernica e Veroli

Fosso Meringo tratto di conifne tra i Comuni di Boville Ernica e Veroli. In data 15 Febbraio 2016 il Consigliere Comunale di Boville Ernica Perciballi Enzo e gli iscritti del Nucleo di Fare Verde Boville si sono recati lungo il fosso Meringo nel tratto che va a monte del depuratore di Boville Ernica chiamato Casavitola-Vallepara. Oltre all'odore sgradevole che rende l'aria disgustosa i volontari di Fare Verde si sono ritrovati con l'alveo del Fosso Meringo cementificato per un breve tratto da chi evidentemente ritiene che la fauna locale preferisce una superficie liscia al posto della scomoda sabbia e dei ciottoli levigati dall'acqua. Una sorta di piazzola in cemento colato ora parzialmente coperta dall'acqua che lascia trasparire il basso grado di civiltà . Il malcostume poi non ha risparmiato il fosso Meringo ed infatti nelle sue acque, che una volta erano limpide ed utilizzabili per la coltivazione dei terreni limitrofi, sono presenti stampanti per pc, pneumatici, un decoder per la tv, immondizia urbana, sacchi di plastica pieni di scarti di malta, bottiglie di plastica. Insomma una vera e propria pattumiera e siccome a Boville non si fanno mancare nulla pochi metri più a valle c'è lo sbocco del magnifico depuratore che si fa per dire depuratore tanto oramai se depura o non depura sono solo fatti di chi ha la sfortuna di abitarci o lavorarci vicino. Quello di oggi è solo un piccolo ANTICIPO perchè nei prossimi giorni i ragazzi del Nucleo di Fare Verde Boville Ernica saranno pronti a far scandalizzare anche i peggiori attuatori del mene frego di tutto e di tutti.. Fare Verde, come atto dovuto,ha chiesto al Consigliere Enzo Perciballi che riteneva la cosa già scontata di rappresentare in Consiglio Comunale quanto è in accadimento sul territorio di Boville Ernica con la speranza che venga realizzata al più presto la bonifica del corso  d'acqua che per secoli ha sostenuto la vita nella suddetta frazione della Cittadina Ernica.

Rifiuti urbani


Stampante e decoder


Pneumatico


domenica 14 febbraio 2016

Ceprano - La caccia al cinghiale nel periodo di gravidanza delle scrofe è abominevole - Fare Verde è contro la mattanza -

Caccia al Cinghiale a Ceprano. Sono  i cacciatori che  hanno creato il problema cinghiali con reintroduzioni praticate dagli anni '50 al 2016 e ora partecipando alle battutre di caccia vorrebbero apparire come i salvatori della pubblica incolumità. Secondo l’Ispra una misura necessaria per riportare la situazione a una condizione di equilibrio consiste nel vietare i ripopolamenti venatori su tutto il territorio nazionale. Fare Verde  si chiede se ciò sia sufficiente, o se non occorre, a questo punto, prendere in considerazione altre misure, come la forte limitazione degli allevamenti di cinghiali autorizzati , o l’organizzazione di controlli rigorosi sulla compravendita degli animali, sul mercato nero della carne, sulla ristorazione e sugli allevamenti di suidi allo stato brado. In buona sostanza l collegato Ambientale 2016 attua la solita soluzione all'Italiana proibendo la reintroduzione dei cinghiali su tutto il territorio Nazionale eccezion fatta per le Aziende Faunistiche venatorie e gli agrituriismi venatori come se queste strutture fossero provviste di mura tali e quali a quelle di un carcere di massima sicurezza e quindi scevre dalla fuga dei cinghiali e come se non vi fosse un mercato nero per l'allevamento clandestino dei cinghiali e dei loro ibridi.  Non si comprende il motivo per il quale, nonostante siano tutti al corrente dei danni procurati dalla caccia, sia nella normale stagione venatoria sia con la pratica degli abbattimenti selettivi, si debbano nuovamente affidare ai cacciatori compiti di gestione faunistica quando essi  sono all’origine e causa dei presunti squilibri. Fare Verde con  nota del 12 Febbraio 2016  al Sig. Prefetto di Frosinone ha chiesto l'immediata sospensione delle battute al cinghiale perchè prive di fondamento scientifico in quanto in mancanza di un censimento dei cinghiali è plausibile che gli avvistamenti e le segnalazioni possano essere ricondotte quasi sempre agli stessi cinghiali che si spostano e quindi c'è la seria possibilità di un vizio di forma che ha sommato il numero dei capi presenti che si ricorda sono di proprietà dello Stato. Al signor Prefetto di Frosinone è stato rammentato: Premesso che Fare Verde trova abominevole l'ordinanza Sindacale in quanto in questo periodo le scrofe sono gravide, premesso che la stagione venatoria è chiusa, premesso che alla scrivente Associazione non risulta che il Comune di Ceprano abbia realizzato recinzioni di protezione lungo le  strade per evitare l'attraversamento dei cinghiali, premesso che non sono stati realizzati passaggi sicuri per gli animali, premesso che non sono stati installati i catarifrangenti particolari che bloccano per riflesso nervoso il loro ttraversamento stradale notturno all'arrivo degli autoveicoli,premesso che le strade del Comune di Ceprano presentano una insufficiente o nulla segnaletica di preavviso per l'attraversamento stradale degli animali selvatici, premesso che gli incidenti stradali causati dagli animali selvatici non possono essere addebitati agli animali per legge, premesso che la selvaggina è di proprietà dello Stato che la considera per legge come un bene irrinunciabile, premesso che è disdicevole nei confronti dei bambini proporre scene di violenza e l'uso delle armi in prossimità delle case, premesso che l'ISPRA non ha mai segnalato criticità assolute per i cinghiali nel Comune di Ceprano, premesso che la Regione Lazio nel piano venatorio Regionale non ha indicato nessuna criticità relativa al Comune di Ceprano per la specie Sus Scrofa , premesso che la scrivente Associazione non ha mai saputo di cinghiali soccorsi in seguito ad incidenti stradali nel Comune di Ceprano, premesso che sono i cacciatori per il tramite dell'ATC ad eseguire l'ordinanza Sindacale e che essi prenderanno come ricompensa la carne degli animali eventualmente abbattuti e che tale scelta  appare alquanto strana in quanto il Comune di Ceprano è provvisto di Polizia Locale.
Fare Verde Provincia di Frosinone.

martedì 9 febbraio 2016

Fare Verde partecipa a "M'illumino di meno" ma in segno di protesta non chiederà il patrocinio a nessun Comune

L’obiettivo della campagna comunicativa è raccontare best practice in ambito di risparmio energetico da parte di istituzioni, comuni, associazioni, scuole, aziende e singoli cittadini, promuovendo la riflessione sul tema dello spreco di energia, che si può evitare con interventi strutturali ma anche con semplici accorgimenti che ogni singolo individuo può mettere in pratica: la coibentazione, l’uso di fonti rinnovabili, il ricorso a mezzi di trasporto meno impattanti sull’ambiente, l’attenzione a disattivare gli apparecchi elettronici che non si stanno utilizzano, sono un patrimonio a disposizione di tutti.
"M’illumino di meno" culmina nella Giornata del Risparmio Energetico, quest’anno prevista per il 19 febbraio 2016, dedicata all’oramai consueto simbolico “silenzio energetico” per attirare l’attenzione sull’efficienza e sul consumo intelligente di energia: in questa data si chiede infatti lo spegnimento dell’illuminazione di monumenti, piazze, vetrine, uffici, aule e private abitazioni.
 
 

Le prescrizioni di Fare Verde per le pubbliche amministrazioni e per la popolazione:
1. Non c’è efficienza energetica senza un programma energetico Comunale.
2. Deve essere vietato sprecare energia di qualsiasi tipo
3. E' di primaria importanza ristrutturare le abitazioni e costruirle in modalità eco-sostenibile
4. La città deve diventare intelligente e interattiva con la popolazionei (Total Smart City per i trasporti pubblici, per la pubblica illuminazione, per le informazioni, per i trasporti privati, per la produzione di enegia diffusa, per il car sharing, per il car pooling per un sistema integrato di parcheggi pubblici e privati, ecc ecc)
5. Si debbono spegnere le luci quando non servono
6. Si debbono spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici
7. Si deve sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria
8. Se si ha troppo caldo si deve abbassare la temperatura ai termosifoni invece di aprire le finestre
9. Si debbono installare doppi e tripli vetri alle finestre e alle porte
10. Bisogna inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni
11. Si deve utilizzare l’automobile il meno possibile
12. Bisogna favorire e incentivare localmente la mobilità privata e pubblica elettrica con energia proveniente dalle rinnovabili -
13. La produzione di energia deve essere diffusa tra la popolazione e deve essere previsto lo scambio energetico anche con altri beni o servizi.
14. La pubblica illuminazione deve essere intelligente e abbassarsi di intensità luminosa quando non serve a nessuno. (Smart City partial low cost).
15. Si debbono spegnere le luci ai monumenti alle ore 01.00 della notte dalla metà dell'autunno alla metà della stagione primaverile.
 
 

venerdì 5 febbraio 2016

Monte S. Giov. Campano - La discarica di Monte Castellone è illegale. Lo dice chiaramente la Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea

La Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea con nota del 3 Febbraio 2016 protocollo ENV.D.2/MC/vf/ARES(2016 ha risposto al Dott. Marco Belli Presidente di Fare Verde Provincia di Frosinone nel merito della discarica di Monte Castellone. Nella missiva il responsabile della Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea Ivan Codescu  oltre a definire illegale la discarica di Monte Castellone la dichiara inclusa nella sentenza della Corte di Giustizia del 2 Dicembre 2014 che "ha imposto alla Repubblica Italiana il pagamento di sanzioni pecuniarie corrispondenti ad una somma forfettaria di EUR 40 milioni per non aver dato attuazione alla sentenza del 26 Aprile 2007, e di penalità per ogni semestre di ritardo nell'attuazione delle misure necessarie per rendere conformi alla normativa UE in materia di rifiuti ciascuna delle discariche oggetto della sentenza, tra cui quella di Monte San Giovanni Campano, in località Monte Castellone." Fare Verde alla luce del documento ufficiale della Commissione Europea e dopo gli interventi fatti dal Comune di Monte San Giovanni Campano per la messa in sicurezza e caratterizzazione della discarica di Monte Castellone per una cifra di circa 1.600.000 euro chiede lumi su questa incresciosa vicenda che di fatto aggrava la situazione Ambientale dell'intero  territorio Comunale come inficia le percentuali della raccolta differenziata.
Fare Verde esorta tutte le forze politiche a chiedere un Consiglio Comunale Straordinario per le novità relative alla discarica illegale di Monte Castellone ricevute ufficialmente dalla Commissione Europea ai sensi del Trattato di Amsterdam sottoscritto dall'Italia che prevede risposte anche a singole interrogazioni di ciascun Cittadino dell'Unione.
Monte San Giovanni Campano il 5 Febbraio 2016

La Missiva della Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea




martedì 26 gennaio 2016

No allo sterminio dei cinghiali a Ceprano.

Fare Verde Proivincia di Frosinone prende una netta posizione contro l'ordinanza del Sig. Sindaco di Ceprano ed ha trovato la presenza al tavolo tecnico del presidente dell'ATC 2 alquanto inopportuna perchè in buona sostanza egli poteva essere incline solo all'abbattimento dei cinghiali in quanto è noto i che l'Ambito Territoriale della caccia fa riferimento ai cacciatori. Fare Verde inoltre trova alquanto strano che al tavolo tecnico non siano state invitate Associazioni Riconosciute dalla Regione Lazio e dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che tutelano gli animali e non accetta il prolungamento della stagione venatoria che si concluderà entro il 31 Gennaio 2016 come ha imposto la Regione Lazio. Il principio con cui il Sindaco di Ceprano vuole sterminare i cinghiali rei di procurare incidenti e devastazioni non è valido scientificamente perchè non rappresenta la quota base di cinghiali che comunque ci dovranno essere e rimanere sul territorio in quanto bene dello Stato e non del Comune di Ceprano come è stabilito dalla Legge del 27/12/1977 n. 968 ’che all'art.1, stabilisce il principio fondamentale dell’appartenenza della fauna selvatica  al patrimonio indisponibile dello Stato, che la tutela nell’interesse della comunità nazionale. Fatto è che la Regione Lazio quando ha stabilito il calendario venatorio lo ha fatto seguendo il parere dell'ISPRA da cui non è emersa la gravità della situazione che appare paradossale in quanto i cinghiali possono vagare e quindi spostarsi da un comune confinante all'altro. Fare Verde consiglia vivamente al Sig. Sindaco di Ceprano di attuare opere di prevenzione diretta e indiretta per i sinistri stradali e di  realizzare il censimento dei cinghiali esistenti sul suo territorio magari in concomitanza con quello dei comuni confinanti e nel frattempo di ripensare alla sua ordinanza. Resta inteso che questa Associazione di Protezione Ambientale legalmente riconosciuta dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nonchè dalla Regione Lazio  comunicherà le proprie doglianze per la situazione di Ceprano a tutte le Autorità che disciplinano l'attività venatoria compresa l'Unione Europea. Per ultimo si chiede pubblicamente quanti segnali stradali relativi all'attraversamento di animali vaganti selvatici sono stati apposti sul territorio del Comune di Ceprano dall'inizio di questa vicenda e quanta segnaletica stradale è stata installata per disciplinare la velocità degli autoveicoli. Si fa presente inoltre che nel caso della fauna selvatica è diretta responsabilità degli enti che gestiscono le strade di predisporre in modo diretto interventi idonei a scongiurare la maggior parte dei sinistri, quali, ad esempio: l’utilizzo di sottopassaggi o sovrapassaggi (i cd. “ecodotti”); l’utilizzo di recinzioni lungo i tratti stradali sui quali è frequente questo tipo di incidenti; l’utilizzo di catarifrangenti, a riflesso direzionale, posti a bordo strada a distanza di 10-25 metri uno dall’altro (in questo caso si sfrutta il riflesso dell’immobilizzazione indotto dal fascio luminoso dei fari sull’animale: se il fascio di luce, deviato dai catarifrangenti, investe l’ungulato ai lati della carreggiata, blocca l’animale e gli impedisce di invadere improvvisamente la sede stradale). Esistono, peraltro, anche misure di prevenzione indirette, come la predisposizione di adeguata e specifica segnaletica stradale di pericolo quali i segnali di pericolo  ANIMALI VAGANTI SELVATICI (fig. II.25); essi devono essere usati per presegnalare la vicinanza di un tratto di strada con probabile attraversamento di animali previsti dal Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada - Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 (in Suppl. ord. alla Gazz. Uff., 28 dicembre 1992, n. 303) e successive modificazioni.ovvero la diffusione di campagne di educazione volte a modificare l’atteggiamento degli automobilisti al volante.
Fare Verde resta in atesa del divenire degli eventi promettendo battaglia su ogni fronte.
Fare Verde Provincia di Frosinone

lunedì 25 gennaio 2016

Basta con le vittime della caccia.

  Manca poco alla fine della stagione venatoria. Ecco tutte le vittime, tra adulti, bambini, animali e ambiente

La stagione venatoria sta finalmente finendo. Con due dati inconfutabili: 1) le vittime e  2)  secondo l'Eurispes 8 italiani su 10 sono contrari alla caccia.
Tra chiusure anticipate della caccia a diverse specie nel Lazio,in Umbria, in Toscana, in Veneto, in Puglia e quasi in Friuli Venezia Giulia e un bollettino di guerra – 16 morti e 64 feriti, tra cui tre minori, da settembre dello scorso anno a gennaio – sta per concludersi la stagione venatoria  e secondo l’Eurispes 8 italiani su dieci sono contrari alla caccia.

Le vittime umane: cacciatori e bambini

Una cifra riservata ai bambini chiarisce  che dal 2007 a dicembre 2015 sono stati uccisi undici minori, 23 i bambini feriti, secondo l’Associazione vittime della caccia.

Le vittime non umane: in un anno uccisi oltre 154 milioni di animali

Fare una stima degli animali uccisi è difficile. Ogni stagione venatoria prevede un massimo numero di animali che possono essere abbattuti, che naturalmente nessuno controlla né fa rispettare. Proiettando i dati del numero massimo di animali che possono essere uccisi ogni anno in Veneto, Lombardia, Sicilia e Toscana si arriva a 154 milioni di esseri viventi.


La vittima ambiente

Secondo un calcolo basato sul numero medio di colpi esplosi annualmente da ciascun cacciatore, si è stimato che nel 1980 in Italia venissero utilizzate 1.100.000.000 cartucce, scese a circa 700.000.000 alla fine degli anni ’80 a seguito della diminuzione del numero delle licenze; sulla base di questi conteggi, la caccia regala al nostro paese qualcosa come 25mila tonnellate di piombo. Sarebbero 500 milioni le cartucce sparate in un anno, e a raccoglierle tutte se ne farebbe un mucchio di 11mila metri cubi. Numerose ricerche hanno dimostrato come il munizionamento da caccia rappresenti una fonte non trascurabile di inquinamento da piombo, in grado di avvelenare gli uccelli selvatici, contaminare il terreno e determinare un rischio sanitario per l’uomo. Il piombo avvelena il terreno e le acque, facendo ammalare di saturnismo gli animali. Fare Verde Provincia di Frosinone difende la Vita , l'Ambiente e la Natura a prescindere ed è contraria a qualsiasi forma di attività venatoria.

giovedì 7 gennaio 2016

STRATEGIA CONTRO l'INQUINAMENTO per le Città in Provincia di Frosinone.


Fare Verde Provincia di Frosinone ha voluto capire l'origine dell'inquinamento dell'aria sul territorio Provinciale ed ha chiesto lumi per una  Strategia contro l'inquinamento al Prof. Livio De Santoli della Sapienza Università di Roma.
Il Professore  responsabile per l'Energia della Sapienza ha risposto immediatamente come è uso per gli uomini di scienza con la
 "STRATEGIA CONTRO l'INQUINAMENTO."
"Quando si affronta un problema solo al momento dell'emergenza, come nel caso dell'inquinamento delle città, spesso lo si fa in modo non organico, con una superficialità che rende difficile trovare la soluzione. Il fenomeno dell'inquinamento dell'aria presenta alcune caratteristiche che devono essere considerate contestualmente. L'inquinamento non è formato solo dal particolato sottile (Pm10 o Pm 2,5), anche se il dato è significativo. In Italia l'andamento delle emissioni Pm 2,5 del trasporto su strada mostra una drastica diminuzione negli ultimi 20 anni (più che dimezzato, secondo i dati Ispra), mentre quello degli impianti di riscaldamento delle nostre case è andato significativamente aumentando, di fatto vanificando tutte le politiche Euro3, 4, 5 e 6 relative al nuovo parco automobilistico. La parte più significativa (anche in termini di particolato ) dell'inquinamento è assegnato quindi agli impianti di riscaldamento e mentre viene incentivato anche economicamente l'uso di auto sempre più ecologiche, si fa poco per il settore più importante, quello del riscaldamento residenziale. L'inquinamento non è solo particolato ma anche Anidride Carbonica, Ossidi di Azoto, Biossido di Zolfo, Ossido di Carbonio, inquinanti che dipendono dai combustibili utilizzati. E' interessante analizzare l'evoluzione della distribuzione degli impianti di riscaldamento in funzione del combustibile: ci sono ancora molte caldaie a gasolio e l'aumento progressivo dell'utilizzo del Metano (tutto sommato il meno inquinante tra i fossili) non è stato capace di neutralizzare, in termini di particolato, l'uso delle biomasse (legna e pellet). Queste valutazioni ci dicono che per la lotta all'inquinamento (leggasi cambiamento climatico) si deve partire dalle città , ma con una strategia energetica complessiva, che preveda ovviamente un piano per potenziare il trasporto pubblico locale e la mobilità elettrica (e quella a Metano), ma anche misure per i condomini per ristrutturazioni energetiche in edilizia con l'eliminazione degli impianti più inefficienti e più inquinanti , inclusi in un programma di rigenerazione urbana organicamente attento al tema dell'energia."

Livio de Santoli Sapienza Università di Roma


Prof. Livio De Santoli