I sindaci della provincia di Frosinone restano in silenzio di fronte ad un piano rifiuti della Regione Lazio con tante incongruenze che penalizzano la provincia di Frosinone.
Nel dibattito sul Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti 2026‑2031 emergono contraddizioni sostanziali che mettono in discussione la coerenza del documento con le direttive europee sull’economia circolare.
Il piano fonda il proprio equilibrio impiantistico sul termovalorizzatore di Roma, un impianto ancora inesistente, la cui costruzione è lontana nel tempo. Basare la strategia regionale su un progetto non operativo significa rinviare di anni la reale chiusura del ciclo dei rifiuti.
Inoltre, i TMB (Trattamenti Meccanico‑Biologici) vengono impropriamente considerati impianti intermedi, mentre la Commissione Europea non li riconosce come tali, poiché non assicurano un effettivo recupero di materia e non contribuiscono alla transizione verso l’economia circolare.
La prevista riapertura della discarica MAD di Roccasecca completerà l'opera dando disponibilità di spazi immediati per conferire rifiuti da ogni dove affossando di nuovo il principio di prossimità. Tutti in silenzio tanto il problema è di chi ce l'ha! Un enorme problema per il Sindaco di Roccasecca: Unico Sindaco della Provincia di Frosinone ad opporsi alla riapertura della discarica MAD.
La riduzione dell'1% dei rifiuti annui fa piangere perchè indica chiaramente che la quantità di rifiuti da smaltire resta quasi invariata, quindi continuano a servire discariche e impianti di incenerimento per gestire gli scarti residui.
Di fatto il flusso verso i TMB e i termovalorizzatori non diminuisce, perché la frazione indifferenziata rimane elevata.
La riduzione dell'1% dei rifiuti consolida un modello basato sul trattamento e non sulla prevenzione, in contrasto con l'Unione europea che privilegia riduzione, riuso e riciclo.
La riduzione dell'1% dei rifiuti annui fa piangere perchè indica chiaramente che la quantità di rifiuti da smaltire resta quasi invariata, quindi continuano a servire discariche e impianti di incenerimento per gestire gli scarti residui.
Di fatto il flusso verso i TMB e i termovalorizzatori non diminuisce, perché la frazione indifferenziata rimane elevata.
La riduzione dell'1% dei rifiuti consolida un modello basato sul trattamento e non sulla prevenzione, in contrasto con l'Unione europea che privilegia riduzione, riuso e riciclo.
A fronte di queste incongruenze, la provincia di Frosinone, dove già insistono tutti gli impianti previsti dal piano, risulta la più penalizzata del Lazio: i nuovi impianti richiederanno anni per essere realizzati, mentre il territorio continuerà a sopportare il peso ambientale e sanitario di un sistema sbilanciato e in ritardo.
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