domenica 12 novembre 2017

Tanto la colpa è del cane...

Quello che si è verificato ieri pomeriggio a Monte San Giovanni Campano è un fatto vergognoso che dimostra ancora una volta l’ignoranza e l’incapacità di gestire un animale. Sono state aggredite da un Maremmano Bianco , di solito dalla natura pacifica vista la razza, due adolescenti che stavano facendo una passeggiata. Non si sarebbero mai aspettate di trovarsi di fronte a tanta violenza...un cane incustodito, mal educato e tenuto allo stato brado. Tanti sapevano però del suo comportamento aggressivo, tanti si erano lamentati, tanti avevano chiesto al padrone di tenerlo dentro dove era giusto che fosse. Come mai chi dovrebbe fare il proprio lavoro non ha evitato che un simile fatto potesse accadere? Perché non sono state fatte rispettare le leggi? Perché le leggi ci sono, ma a quanto pare chi dovrebbe conoscerle non le sa. Ovviamente la colpa verrà addossata al cane, ormai identificato come “animale pericoloso” e sicuramente per molti da abbattere, che non potrà rispondere. Nessuno pensa che la vera causa del suo comportamento è l’incuria da parte del padrone e la mancata educazione che avrebbe dovuto ricevere già da cucciolo. Il cane è considerato come animale d’ affezione e quindi anche da educare e da tenere nelle migliori condizioni. 
Proprio ieri mattina ho assistito alla presentazione del Movimento Animalista di Frosinone, e c’erano diverse persone che lamentavano il fatto che in molti paesini limitrofi esiste un’ignoranza tra il Corpo della Polizia Locale mostruosa. Giovani vigili che non sanno come identificare un cane, che non hanno la benché minima idea di cosa sia l’anagrafe canina, che non sanno come gestire un randagio e non sanno intervenire in caso di maltrattamento ai danni degli animali. A questo punto penso proprio che anche questi personaggi debbano affrontare dei corsi di aggiornamento come fanno molti Liberi Professionisti.
Se piaghe come il randagismo e in questo caso aggiungo anche la presenza di un cane non custodito non vengono debellate, non penso andremo molto lontano.. 
Alle mal capitate ragazze auguro una pronta guarigione e chiedo scusa dell’inciviltà di cui sono state vittime.
Al mal capitato cane chiedo scusa se ha trovato un padrone che in realtà non lo ha amato e non ha neanche saputo proteggerlo da questo inesorabile destino.

La Responsabile Provinciale 
per la tutela degli animali 
Fare Verde Frosinone 

Maria Lucia Belli

venerdì 3 novembre 2017

Monte San Giovanni Campano - Il fallimento della raccolta differenziata nel Rapporto Ispra Rifiuti Urbani 2017

L'ISPRA del Governo Italiano ogni anno pubblica il rapporto sui  rifiuti urbani e sul rapporto dei Rifiuti Urbani 2017 si legge chiaramente e senza alcun dubbio che Monte San Giovanni Campano non ha colto gli obiettivi che avrebbe dovuto raggiungere nel lontano 2012 e che sono previsti dalla Legge. Gli obiettivi del riciclaggio sono sconosciuti a Monte San Giovanni Campano come se il Comune esistesse in un'altra Nazione ed infatti dopo 5 anni, come se nulla fosse, dall'applicazione del Dlgs non  hanno ancora raggiunto nessun obiettivo  forse perché qualcuno anche questa volta ci mette i bastoni tra le gambe nell'immaginaria lotta del bene contro il male propinata dai politici locali per occultare i loro fallimenti . Fare Verde ricorda la normativa vigente perché incombono oramai altri obiettivi previsti dalla legge per il 2020 mentre ancora non sono stati raggiunti quelli del 2012 e per questo motivo chiede la RIMOZIONE IMMEDIATA del responsabile dell'Ufficio Tecnico del Comune di Monte San Giovanni Campano per non aver raggiunto gli obiettivi previsti dalla legge dopo ben 5 anni e quindi chiede anche che gli venga comminata la prima segnalazione scritta sul suo curriculum lavorativo. Dopo tanti anni la disciplina del recupero è stata profondamente rinnovata, a partire dalla stessa definizione di recupero, dalla direttiva 2008/98/CE con l’introduzione dei concetti di preparazione per il riutilizzo, e riciclaggio. La direttiva è stata recepita in Italia dal Dlgs 205/2010, correttivo della parte IV del Dlgs 152/2006.L’articolo 181 del Dlgs 152/2006 definisce obiettivi complessivi di recupero e riciclaggio, spostando l’attenzione dalla fase di raccolta a quella della effettiva valorizzazione dei rifiuti.
Pur rimanendo in vigore gli obiettivi quantitativi di raccolta, fissati al 65% nel 2012 (art. 205 del Dlgs 152/06), le politiche di raccolta differenziata vanno orientate a criteri di effettivo riciclo dei materiali raccolti in modo differenziato. La quantità di materia effettivamente recuperata dipende, più che dalla quantità, dalla
qualità della raccolta e quindi dalla percentuale di frazioni estranee presenti nel rifiuto differenziato.Il comma 1 dell’articolo 181 impone alle autorità competenti le misure necessarie per
conseguire i seguenti obiettivi:- entro il 2020, la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti quali, come minimo, carta, metalli, plastica e vetro provenienti dai nuclei domestici, e possibilmente di altra origine, se sono simili a quelli domestici, sarà aumentata complessivamente almeno al 50% in termini
di peso- entro il 2020 la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio e altri tipi di recupero di materiale, incluse operazioni di colmatazione che utilizzano i rifiuti in sostituzione di altri materiali, di rifiuti da costruzione e demolizione non pericolosi, escluso il materiale allo stato naturale definito alla voce 17 05 04 dell’elenco dei rifiuti, sarà aumentata almeno al 70% in termini di peso. La decisione 2011/753/Ue (Guue del 25/11/2011 attua la direttiva quadro sui rifiuti 2008/98/CE (articolo 11, paragrafo 2), ripresa in toto dal sopra citato articolo 181 del Dlgs 152/2006, dettando le regole e le modalità di calcolo per il rispetto degli obiettivi di recupero e riciclaggio dei rifiuti urbani e dei rifiuti da costruzione e da demolizione al 2020. Al Comune di Monte San Giovanni Campano come in altri Comuni, nel mal comune mezzo gaudio, ancora non hanno raggiunto gli obiettivi previsti dalla legge  pero' questa volta la nostra Associazione  trova la forza di dire che nessuno gli punta una pistola alla tempia per restare ad amministrare il Comune o a lavorare nell'Ufficio Tecnico. Questa volta non possono neppure dare la colpa a Fare Verde se l'amata CITTÀ non ha il regolamento per la raccolta differenziata , non ha realizzato l'isola ecologica e non ha raggiunto gli obiettivi del 65% previsti dalla legge ed infatti  la colpa e' da ascrivere totalmente al Comune di Monte San Giovanni Campano per manifesta inettitudine e per arroganza Istituzionale nel rimandare decisioni politiche che evidentemente sono ritenute superflue. Un modo come l'altro di fare scelte politiche sbagliate confidando sul fatto che i loro errori verranno pagati dalla gente con le bollette.
Il Comune non ha raggiunto gli obiettivi previsti per il 2012 e chissà quando raggiungerà gli obiettivi previsti per il 2020 ed e' per questo motivo che Fare Verde chiede le dimissioni del Vicesindaco con delega all'Ambiente e del Tecnico Comunale con incarico specifico per i rifiuti.
Fare Verde Monte San Giovanni Campano







domenica 29 ottobre 2017

Fontana Liri: Operativo presso il Comune lo sportello per la tutela della qualita' dell'aria.

Sportello per la tutela della qualita’ dell’aria presso il Comune di Fontana Liri.
Dalla stretta collaborazione tra l’Amministrazione Comunale di Fontana Liri e Fare Verde e' fruibile  per i Cittadini di Fontana Liri e dei Comuni limitrofi lo sportello per la tutela della qualita’ dell’aria.
Ogni Martedì dalle ore 15.00 alle ore 18.00 ed ogni sabato dalle ore 11.00 alle ore 13.00 il Dott. Commercialista Mariarita Raponi Presidente di Fare Verde Fontana Liri sara’ disponibile per ricevere previo appuntamento tutti i cittadini che vorranno partecipare al bando di finanziamento a fondo perduto indetto dalla Regione Lazio per la tutela della qualita’ dell’aria. A tal proposito Fare Verde e l’Amministrazione Comunale di Fontana Liri, magistralmente condotta dal Sindaco Gianpio Sarracco, hanno il piacere di riassumere quanto segue: Il bando della Regione Lazio per la tutela della qualita’ dell’aria oltre a permettere la rottamazione delle vecchie caldaie a biomassa finanzia a fondo perduto al 60% la spesa degli elettro filtri per qualsiasi tipo di riscaldamento domestico a biomassa. Fare Verde e’ stata l’unica Associazione ad aver presentato un progetto per l’abbattimento delle polveri sottili in provincia di Frosinone realizzato con la societa’ Esco Primiero e con Universita’ di Trento ed e’ quindi notevolmente avanti in questo particolare momento di inquinamento dell'aria  rispetto a chiunque sia per conoscenza che per sensibilita’ Ambientale.
I nostri consulenti di provata esperienza seguiranno l’iter del bando per ogni cittadino che ne fara’ richiesta presso lo sportello ubicato nel palazzo del Municipio di Fontana Liri,  inseriranno i dati nella piattaforma certificata per ottenere il finanziamento e produrranno tutta la certificazione necessaria per la verifica sostanziale  dell’avvenuto abbattimento delle polveri sottili che potra’ quantificarsi fino al 90% .
Le pratiche di finanziamento a fondo perduto potranno essere inoltrate da privati cittadini, da piccole imprese e da Enti Pubblici e sono relative a tutte le tipologie di caldaie e camini che bruciano combustibile definito biomassa.
Chiunque vorra’ usufruire del finanziamento a fondo perduto previsto dalla Regione Lazio per il bando Riduzione delle emissioni inquinanti delle caldaie a biomassa legnosa puo’ prendere appuntamento al seguente numero di telefono 3299740749 o puo’ inviare e mail al seguente indirizzo di posta elettronica: fareverdefrosinoneprovincia@gmail.com
 
Fare Verde Provincia di Frosinone
Fare Verde Fontana Liri




venerdì 6 ottobre 2017

MSGC - Un bosco in citta': Salviamo i nostri boschi.

Un bosco in citta': Progetto salviamo i nostri boschi. Aggiornamenti. Sono diventati oltre 100 i Monticiani che hanno aderito liberamente al nostro progetto di educazione Ambientale e il giorno 6 ottobre hanno aderito la Scuola e il Parco dei Monti Aurunci. Per la prima volta una scuola Monticiana sperimentera' il compostaggio di "COMUNITÀ " tanto caro al nostro compianto Paolo Colli e alla nostra Associazione che per primi fra tutti capirono l'importanza di questa azione per la riduzione dei rifiuti. Il progetto Salviamo i nostri boschi scaturito nell'ambito del programma nazionale Un bosco in città di Fare Verde Onlus prende una piega decisamente epocale per Monte San Giovanni Campano per il numero dei Cittadini coinvolti e per il numero delle piante che verranno messe a dimora sul nostro territorio. La scuola e' stata coinvolta in iniziative che non hanno nessun precedente sul nostro territorio e ci saranno persino incontri all'aperto e nei boschi che purtroppo sono stati percorsi dalle fiamme. Verra' festeggiata la Giornata Nazionale dell'Albero il 21 Novembre e gli scolari avranno occasione di mettere a dimora alcune piante di varietà autoctone. I bambini che saranno battezzati in tutte le parrocchie Monticiane riceveranno una pianta e l'Enciclica di Papa Francesco in regalo ed infine tutte le nuove piante che verranno messe a dimora nell'ambito del nostro progetto verranno geo localizzate su una pianta topografica digitale online con nome e cognome di chi ha aderito al nostro progetto. Il vero "miracolo" di questa azione civica sta nel fatto che e' iniziata e terminerà senza nessun contributo di denaro pubblico. Per la prima volta la Società Civile Monticiana diventa artefice di se stessa nel tutelare l'ambiente, la Natura e la Biodiversità e per Fare Verde c' e' il compenso morale di aver agito benissimo nel sensibilizzare l'opinione pubblica rispetto alle grandi criticità che sono presenti sul nostro territorio. Da ieri le problematiche gravissime della qualità dell'aria, dell'approssimativa depurazione delle acque reflue, del consumo del suolo, del dissesto idrogeologico, della deforestazione attuata dagli incendi e dai tagli abusivi, della crisi idrica, del fenomeno dei rifiuti abbandonati e di quelli seppelliti non saranno più le criticità che vedeva solo Fare Verde. Da ieri e in futuro la popolazione Monticiana acquisirà la consapevolezza che tutto e' collegato in un unico grande problema che e' responsabile del peggioramento della qualità della vita e che nella quotidianità diventa la causa di malattie, del mancato decoro, dell'inquinamento e per la qualità dell'aria persino della causa che procura la morte precoce di un numero al momento imprecisato di Monticiani.


Pineta Morroni 26 Agosto 2017




mercoledì 4 ottobre 2017

Giornata degli animali.


Il 4 Ottobre è la giornata in cui si celebrano i festeggiamenti in onore del patrono d’Italia, San Francesco d’Assisi, considerato il protettore di poeti, commercianti, ecologisti e animali. In questa giornata è stata indetta anche la Giornata degli  Animali, non a caso ovviamene; San Francesco viene ricordato soprattutto per la sua carità, per la sua vicinanza ai lebbrosi, ai poveri, ai meno fortunati, insomma per la sua “febbre d’amore” verso il prossimo. Tra le sue vicende alcune di esse narrano anche di un poverello d’Assisi vicino alla natura, al mondo creato da Dio e quindi agli animali. Basta ricordare il famigerato Lupo di Gubbio che terrorizzava la città e con quelle parole dolci e un compromesso fatto dal Santo, recatosi nel bosco, si è subito risolto, avvicinando a se quello che poteva sembrare il nemico numero uno degli uomini è diventato invece amico di Francesco concedendosi alle sue carezze. Tanto che quando il povero lupo morì i cittadini ne furono addolorati dopo aver imparato a trattare con lui. Un altro episodio è quello della “Predica agli uccelli” rappresentata in varie opere pittoriche (la più famosa quella di Giotto) che ritraggono un Santo capace di parlare con naturalezza predicando a molti uccelli; e quelli esultanti stendevano i colli, protendevano le ali, aprivano i becchi, gli toccavano la tunica. Per non parlare di altre vicende legate ad un leprotto, un’anatra, un fagiano, un coniglio che gli saltavano in grembo; di un pesce che rimise in acqua per ridonarlo alla vita, di due agnelli che salvò dal macello barattando il suo mantello, un corvo che visto di cattivo auspicio dai suoi fratelli, amava dialogare con lui. Ecco gli esempi sono i più disparati e mostrano tutti una sensibilità innata verso la natura creata e messa al pari dell’uomo. Una persona che portava rispetto verso il mondo animale, verso essere viventi indifesi... Sicuramente sotto questi racconti ci sono significati allegorici, forse alcuni non saranno avvenuti, un lupo potrebbe rappresentare un brigante, due agnelli due bambini, un corvo nero il simbolo della sfortuna una pura credenza popolare, etc...
Per capire meglio il pensiero de San Francesco basta leggere attentamente il suo Cantico delle creature dove così recitava :”Laudato sie, mi' Signore, cum tucte le tue creature...” qui ovviamente si riferiva al sole, alla luna, al vento, al tempo,all’acqua, al fuoco, alla madre terra, alla pace e alla morte. Tutti elementi e fenomeni senza i quali la vita non esisterebbe, senza i quali l’uomo non avrebbe avuto la possibilità di ammirare un mondo ricco di bellezze naturali che però non è in grado di conservare perché le deturpa, si evolve senza intelligenza, calpesta e non rispetta la natura e gli animali che vanno sempre di più a scomparire e cioè ad estinguersi. Non può passare inosservato, tutti facciamo parte della catena biologica, ognuno ha un ruolo e tutti ne devono fare parte. Parliamo di più con la natura, non c’è niente di meglio che avere un sano dialogo con la purezza! Buana Giornata degli Animali e auguri a tutti i Francesco nella speranza di rendere onore al Santo e quindi alla sua spiccata sensibilità.

Responsabile Provinciale
per la tutela degli animali
Maria Lucia Belli
Frosinone 

sabato 16 settembre 2017

La stagione venatoria è iniziata

17 Settembre 2017 Apertura ufficiale della stagione venatoria.
La data temuta è arrivata e i poveri animali sopravvissuti agli incendi di questa estate torrida e infuocata, si troveranno nuovamente di fronte alla morte. Non è bastato il mio appello il 25 agosto in cui invitavo il buon senso dei cacciatori a sospendere di propria volontà la caccia. Non è bastato l'appello delle altre associazioni che hanno seguito la mia voce in questa battaglia. Non sono bastate le parole di Michela Vittoria Brambilla con il suo #stopcaccia nella giornata della prima direzione nazionale del Movimento Animalista e della prima assemblea pubblica. Purtroppo la voce dei più deboli data da noi animalisti non è ascoltata dal Governo e neanche da questi "rispettosi della natura e dei suoi abitanti " o almeno così si spacciano i cacciatori! Fino a febbraio (giorni di posticipo) la caccia sarà aperta a più specie, ecco il calendario:
Caccia nella Regione Lazio: il calendario venatorio dal 17 settembre 2017 al 31 gennaio 2018
Le specie potranno esser cacciate secondo il seguente calendario: dal 17 settembre al 30 ottobre la quaglia; dal 17 settembre al 10 dicembre la lepre europea; dal 17 settembre al 31 dicembre il coniglio selvatico e fagiano; dal 17 settembre al 31 gennaio 2018: alzavola, beccaccino, canapiglia, codone, fischione, folaga, frullino, gallinella d'acqua, germano reale, marzaiola, mestolone, moriglione, pavoncella, porciglione, volpe; dal 20 settembre al 31 dicembre il merlo; dal 1 ottobre al 30 novembre la starna; dal 1 ottobre al 31 dicembre l’allodola; dal 1 ottobre al 20 gennaio 2018: beccaccia, cesena, tordo bottaccio e tordo sassello; dal 1 ottobre al 31 gennaio 2018: colombaccio, cornacchia grigia, gazza, ghiandaia; dal 1 ottobre al 31 gennaio il cinghiale (unica caccia, sia in modalità singola che collettiva, per cui è consentito l’ausilio del cane).
Nessuno controllerà i capi cacciati e la quantità, nessuno fermerà la mano dei "bracconieri" sul grilletto del fucile.
Potrebbe interessarti: http://www.romatoday.it/politica/calendario-venatorio-2017-2018-lazio.html
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 Udiremo dalla campagna le detonazioni dei colpi ognuno dei quali porrà fine alla vita di un povero animaletto, sarà il suo ultimo grido di dolore. 

Responsabile Provinciale
della tutela degli animali 
Maria Lucia Belli

martedì 29 agosto 2017

Chiesti controlli a tappeto sulla commercializzazione, lavorazione e trasformazione della carne di Cinghiale

 Fare Verde  Provincia di Frosinone il 29 agosto 2017 ha depositato la specifica richiesta di controlli su tutto il territorio provinciale per la commercializzazione , per la lavorazione e la trasformazione della carne della specie Sus Scrofa non sottoposta al regime d’ispezione da parte dei Servizi Veterinari nell’interesse supremo dei propri iscritti e degli animali. La richiesta specifica e’ indirizzata ai Carabinieri del N.A.S. ed e’ rivolta ad ottenere controlli sanitari e amministrativi per ristoranti, trattorie, agriturismi, laboratori di trasformazione, sagre ed eventi presenti in provincia di Frosinone ove avviene cessione, lavorazione e trasformazione delle carni di Cinghiale. Fare Verde ricorda ai propri iscritti consumatori finali che le carni di qualsiasi specie per essere commercializzate devono essere sottoposte all’ispezione sanitaria da parte dei Servizi Veterinari e in particolare per la carne di cinghiale ceduta direttamente dai cacciatori si ritiene insufficiente il semplice esame Trichinoscopico. Ci sono molti altri motivi legati all’igiene , ad altre malattie trasmissibili all’uomo e agli animali come la Brucellosi e la Tubercolosi, forme di insudiciamento, forme di contaminazione, proliferazione batterica, presenza di farmaci, presenza di sostanze ormonali, presenza di metalli pesanti oltre la soglia prevista dalla normativa vigente, mancata tracciabilita’ ecc ecc che possono essere la causa dell’esclusione delle carni dal circuito della trasformazione, lavorazione e vendita in quanto potrebbero essere pericolose per il consumatore e per gli animali.

venerdì 25 agosto 2017

CIOCIARIA ANCORA IN FIAMME ED ANIMALI MORTI

Ciociaria ancora in fiamme.

Quando la stupidità umana non ha un limite, la terra brucia in estate.

Non sono bastati gli incendi ripetuti e dannosi dei giorni passati che hanno provocato distruzioni di aree verdi e per cui ci vorrà tempo per ripristinarle; proprio il 24 agosto la terra ciociara ha continuato ad ardere e l’area interessanta è Pineta Bagnara.
Nonostante le fiamme dilaniassero la natura, c'è chi ha pensato bene di far detonare i fuochi pirotecnici per le festività locali prossime. Ha ragione il Dott. Marco Belli quando dice che i santi non chiedono di sparare in loro onore; aggiungo io, ma di pregarli per implorare delle grazie e in questo caso l’unica cosa che mi verrebbe in mente di chiedere è di far cessare i comportamenti scorretti di molti personaggi.
Grazie all’intervento tempestivo dei Vigili del Fuoco e di Civilmonte l'area verde Colle Cipullo non è bruciata, mentre Pineta Bagnara ancora fuma. Se sono raccapriccianti le immagini delle fiamme rosse che si spandono velocemente osservate durante la notte, date un’occhiata alle foto di una natura scheletrica che non pullula più dei suoi abitanti. Le persone sono rimaste, per fortuna, salve e non sono state cotte a puntino come gli animali, ad esempio: volpi, ricci, serpenti, lucertole, istrici, lepri. Tutti importanti per la sopravvivenza del pianeta e della nostra terra ciociara. Provate ad immaginare la loro sofferenza mentre le fiamme li avvolgevano!
Quanto tempo ci vorrà a ripristinare la biodiversità di questa zona? Tra quanti anni osserveremo di nascosto una volpe che ci attraverserà la strada e curiosi  vorremmo almeno immortalare quel momento? Vi rispondo io… molto tempo! 
Voglio approfittare per invitare i signori cacciatori a sospendere di propria volontà la stagione venatoria, di imbracciare i fucili scarichi e di lasciarli in macchina, di uscire con i loro cani e andare a passeggiare in aree verdi che non esistono più. Cosa volete cacciare? Animali morti? 
Ripopolare i nostri boschi non sarà semplice ma non impossibile se già venissero puniti i responsabili. 

Fare Verde 
Frosinone
La Responsabile Provinciale
per la tutela degli animali

Maria Lucia Belli

mercoledì 23 agosto 2017

Il Parco dei Monti Ernici non e' una soluzione...E' LA SOLUZIONE!

Parco dei Monti Ernici per meglio organizzare il territorio e distoglierlo dagli interessi deviati che hanno colpito il nostro patrimonio boschivo e la nostra fauna che rappresentano i beni irrinunciabili dello Stato. Il Parco dei Monti Ernici e' diventato una necessità per la popolazione visto che tutte le aree Parco se ben gestite rappresentano fonte di ricchezza e occupazione come e' ampiamente dimostrato da tutti i rapporti statistici. La nostra Associazione di protezione Ambientale resta critica nei confronti dei tanti Sindaci che da sempre si sono schierati contro la realizzazione dell'area Protetta Parco dei Monti Ernici in quanto secondo loro l'area Parco inibirebbe lo sviluppo dei loro territori. Accadrebbe invece l'esatto contrario e finalmente la Provincia di Frosinone entrerebbe nel circuito virtuoso dello sviluppo sostenibile con la rivalutazione economica dei centri storici abbandonati lasciando alle future generazioni un territorio integro da gestire in modo corretto e con una migliore qualità della vita. Bisogna abbandonare le vecchie concezioni relative alle aree Parco che le vedono come luoghi desolati dove la Natura e' l'indiscussa e unica protagonista. L'area Parco dei Monti Ernici che Fare Verde concepisce e' un territorio circoscritto da un confine reale solo sulle carte geografiche nel quale si dovrà realizzare l'armoniosa convivenza tra l'uomo con le sua attività produttive sostenibili, la Natura e gli animali. I Sindaci che da sempre si sono detti contrari al Parco dei Monti Ernici riflettano sul valore aggiunto e non sugli impedimenti anche perché il loro modello di sviluppo si e' miseramente infranto e non ha avuto alcun risultato utile. Abbandonare il modello di sviluppo insostenibile per approdare ad un nuovo modello di utilizzo sostenibile del territorio sarà la vera rivoluzione di questo Secolo per la Ciociaria e sarà molto piu' redditizio e pulito creare il Parco dei Monti Ernici che non inceneritori e discariche che imbrattano e deteriorano la nostra esistenza. Con il Parco ne trarra' giovamento il paesaggio che non conoscerà più il fenomeno dell'abusivismo edilizio catalogato di necessità dai provvidi politici pro voto loro rendendo il patrimonio edile già costruito più prezioso e questo non lo dice Fare Verde ma la legge del mercato che e' meglio conosciuta come la legge della domanda e dell'offerta. Se ci sono tante case in più rispetto al fabbisogno della popolazione il loro valore inevitabilmente scende. Come un cane che si morde la coda il nostro territorio e' stato devastato dallo scellerato impatto antropico ma ora e' arrivato il momento della riflessione per capire quali sono i risultati ottenuti. Se la popolazione della provincia di Frosinone non inizierà a riflettere si troverà in mano un pugno di mosche e sarà testimone dello sviluppo di altre popolazioni più lungimiranti che non vedono lo sfruttamento del territorio come fonte inesauribile di interesse economico. Bisogna trovare la forza di dire basta al consumo del suolo, all'imbrattamento, allo sfruttamento sistematico del nostro territorio e concepire una nuova forma di approccio tra uomo e Natura diventandone CUSTODI creando occupazione e ricchezza. Il Parco dei Monti Ernici non e' una soluzione ed infatti e' la soluzione! Chi e' contrario porti una soluzione per il futuro del nostro territorio e se sarà migliore della nostra e non sarà utopistica staremo zitti per sempre.




mercoledì 5 luglio 2017

Provincia di Frosinone - Firmato lo stato di calamita' naturale per la carenza di acqua potabile.

Fare Verde Provincia di Frosinone e' stata profetica ma ha sempre avuto il dono di Cassandra supportato da una parte di quella stampa poco attenta alle questioni Ambientali. Il 5.7.2017 il Presidente della Regione Lazio ha firmato lo stato di calamita' per la crisi idrica anche per la Provincia di Frosinone.
Si è infatti determinata una diffusa e generalizzata criticità, connessa alla scarsità di risorsa idrica, dovuta alla mancanza di piogge autunnali. Con il mese di giugno, questa criticità ha assunto livelli eccezionali. Diversi comuni hanno trasmesso all'Agenzia Regionale di Protezione Civile richieste di approvvigionamento di acqua ad uso potabile e zootecnico, causa carenza delle relative sorgenti. Al contempo, i gestori del servizio idrico integrato hanno prelevato oltre misura dai siti affidatigli in concessione. Nell'ambito dell'Ato 4 e dell'Ato 5, che insieme comprendono i Comuni della provincia di Latina e Frosinone ed alcuni Comuni della provincia di Roma, si sono quindi registrate situazioni di particolare gravità, evidenze che hanno indotto i presidenti degli stessi A.T.O. a richiedere l'attivazione dello stato di emergenza idrica. Questo scenario ha dunque reso indispensabile procedere all'adozione di interventi immediati, urgenti e straordinari, a sostegno della popolazione e delle attività colpite. Resteranno agli atti le doglianze di Fare Verde al Ministero dell'Ambiente, il nostro ricorso all'Autorita' Garante e tutte le segnalazioni inviate per le perdite di acqua potabile. Si spera che ora di fronte all'inequivocabile stato di calamita' naturale per l'acqua potabile  tutte le Istituzioni della  Provincia di Frosinone prendano in considerazione quanto aveva ordinato il Ministero dell'Ambiente in seguito alle richieste di Fare Verde. Per ricordarlo: La nostra Associazione aveva chiesto e ottenuto dal Ministero che venisse attuato il censimento di tutti i punti di captazione di acqua potabile sul territorio della Provincia di Frosinone e di redigere un piano per l'uso sostenibile delle risorse idriche fatto di investimenti per gli acquedotti in modo da ridurre le perdite che ora sono cosi' copiose da aver procurato l'eccessivo sfruttamento dei siti dati in concessione al gestore del servizio idrico integrato.


FARE VERDE ONLUS Monte San Giovanni Campano (FR) -: La Ciociaria sotto attacco di forze ostili fianche...

FARE VERDE ONLUS Monte San Giovanni Campano (FR) -: La Ciociaria sotto attacco di forze ostili fianche...: Il Comune di Roma con le sue forze ostili dopo aver circondato la Provincia di Frosinone con provvidi inceneritori pro incasso proprio e m...

domenica 25 giugno 2017

FONTANA LIRI (FR) – FARE VERDE, ELETTO IL NUOVO DIRETTIVO NAZIONALE. FRANCESCO GRECO RICONFERMATO PRESIDENTE.

L’assemblea nazionale degli iscritti all’associazione ambientalista Fare Verde Onlus, riunita il 24 e 25 giugno 2017 a Fontana Liri (FR), ha eletto il nuovo direttivo nazionale e ha riconfermato nella carica di Presidente l’avvocato Francesco Greco.
Il nuovo direttivo nazionale del sodalizio ecologista risulta così composto: presidente nazionale Francesco Greco, vice presidente Massimo De Maio, consiglieri Silvano Olmi, Assunta Grippo, Marco Belli, Cristian Perruzza, Ilaria Tagliavia, Giuseppe Cazzolla e Domenico De Prisco.
Il Consiglio dei Garanti sarà composto da Sandro Marano, Salvatore Avella e Agostino Bottoni, e il Collegio dei Revisori dei Conti da Fabio Montefiore, Maria Rita Raponi e Federica Bussetti.
“Dopo due giorni di intenso confronto e dibattito – dichiara il riconfermato presidente nazionale Francesco Greco – incentrati sulla tutela dell’ambiente e della qualità della vita, sia nelle aule giudiziarie sia nei vari territori, Fare Verde rinnova il suo impegno di dedizione e attenzione contro tutti gli attacchi alla Natura e alle generazioni future, nonché a coloro, come gli animali, le piante, il mare e l’aria, non votano e per questo sono spesso oltraggiati.”
Fare Verde Provincia di Frosinone entra nel Consiglio Direttivo Nazionale con il Presidente Provinciale Dott. Marco Belli.  Mariarita Raponi viene eletta tra i revisori dei Conti. Agostino Bottoni di Fare Verde Monte San Giovanni Campano e Salvatore Avella di Fare Verde Cassino sono i nuovi Consiglieri Garanti dell'Associazione. Durante il Congresso sono  state illustrate anche tutte le criticità presenti in Provincia di Frosinone e quelle che l'uomo vorrebbe procurare incurante delle tragiche conseguenze. Inquinamento della Valle del Sacco, rifiuti seppelliti al Nocione, depurazione di fantasia delle acque reflue urbane, discariche abusive già sanzionate dalla Corte di Giustizia Europea, crisi idrica, Emergenza Ambientale per l'inquinamento dell'Aria, Raccolta differenziata che non ha raggiunto gli obiettivi previsti dalla Normativa Vigente, il revamping dell' inceneritore di San Vittore del Lazio, l' abbandono dei rifiuti anche speciali pericolosi, i forni crematori  e le centrali a biomasse per pirolisi contrastate efficacemente da Fare Verde nella Valle di Comino. L'Avv. Santaroni Emiliano di Fare Verde Monte San Giovanni Campano ha illustrato con maestria gli strumenti vecchi e nuovi che le leggi dello Stato mettono a disposizione per l'accesso agli atti in quanto la perfetta conoscenza degli atti  è l'unico modo per rendere consapevole la popolazione su quanto accade e fornisce gli strumenti utili per il contrasto Giudiziario.

mercoledì 21 giugno 2017

FONTANA LIRI - CONGRESSO NAZIONALE DI FARE VERDE ONLUS - 24 e 25 GIUGNO 2017

Il Comune di Fontana Liri il 24 e 25 Giugno 2017 ospiterà il Congresso Nazionale di Fare Verde Onlus presso l'Eco Centro Polifunzionale di via Fiume.
Il giorno 24 Giugno alle ore 10.00 si terrà il convegno "La difficoltà della tutela Giudiziaria nella tutela dell'Ambiente". Il punto cardine del convegno sarà l'illustrazione del "decreto Madia" sulla trasparenza degli atti. L'Avvocato Emiliano Santaroni di Fare Verde produrrà la modalità perfetta per esercitare il diritto dell'accesso agli atti e spiegherà per filo e per segno le azioni da intraprendere  in caso di inerzia della Pubblica Amministrazione.
Sempre il giorno 24 Giugno alle ore 12.00 circa il Sindaco di Fontana Liri presenterà la De. C.O. di Fontana Liri (Denominazione Comunale di Origine) e ci sarà la degustazione dei prodotti locali con l'esplicito intento di informare i Consumatori che le produzioni a km zero oltre a rispettare la Natura con specifici disciplinari sono anche virtuosi per l'Ambiente in quanto procurano risparmio certo per la produzione di CO2 e un minor consumo di carburante fossile.
I lavori del Congresso Nazionale termineranno Domenica 25 Giugno 2017 con le elezioni per il rinnovo delle cariche nazionali.
Fontana Liri per due giorni sarà al centro dell'attenzione visto che la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea ha concesso il proprio patrocinio ai lavori del Congresso e quindi sarà premura di Fare Verde produrre specifiche riflessioni sulla Direttiva Europea 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti e sulla Sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (Causa C - 196/13) che constata un inadempimento da parte del'Itlaia in materia di gestione di rifiuti.   
La Provincia di Frosinone ha fatto la sua parte con la concessione del proprio patrocinio ed ha fornito materiale divulgativo che ben rappresenta la Ciociaria. Interverrà il  Presidente del Consiglio Provinciale Luigi Vacana che ha aderito con entusiasmo al convegno .
Fare Verde Provincia di Frosinone,   ha organizzato il Congresso su delega del Presidente Nazionale Avv. Francesco Greco, ringrazia l'Amministrazione Comunale di  Fontana Liri e il Sindaco Gianpio Sarracco per la gentilezza e la grande ospitalità.



mercoledì 14 giugno 2017

MSGC: I cercatori dell'acqua perduta.

Da qualche tempo la sorgente Carbonaro era in secca e correva voce che la colpa fosse imputabile alla siccità. Quando oramai quasi tutti si erano rassegnati è arrivato il nostro Bruno Mastrantoni ex capo fontaniere del Comune che ha risolto la situazione insieme ad altri volontari di Carbonaro. In buona sostanza i volontari hanno ripulito la conduttura e tutto il fontanile e ora la sorgente Carbonaro è tornata allo splendore di sempre con l'acqua che sgorga fresca e limpida. L'uso sostenibile delle risorse idriche in questo caso è stato messo in pratica dai Cittadini e finalmente l'acqua è tornata a scorrere anche nel Fosso Carbonaro ricreando il micro habitat di sempre per le specie anfibie. Il Comune di Monte San Giovanni Campano e il gestore del servizio idrico integrato dovrebbero meditare sull'azione dei Monticiani di Carbonaro perchè l'essere umano quando ha l'acqua razionata trova il modo di trovarla e questo accade dall'inizio dei tempi.
Fare Verde Monte San Giovanni Campano





domenica 11 giugno 2017

Qualità dell'aria migliorabile con il TPL elettrico

TECNOBUS è un'azienda d'eccellenza presente in Provincia di Frosinone che produce bus elettrici ma che non è presa nella giusta considerazione dagli Enti Locali per il TPL (Trasporto Pubblico Locale) nonostante la gravissima criticità ambientale della qualità dell'aria. Eppure l'azienda presente in via Pietrarotonda al km 1.100 a FROSINONE produce bus elettrici famosi nel mondo (perfino in Canada) come ad esempio il GULLIVER. Viaggiare sui mezzi pubblici elettrici migliora anzitutto il traffico, perché riduce la congestione e permette quindi di immettere meno sostanze inquinanti nell’aria. Il TPL elettrico permette il risparmio di emissioni di CO2 , la riduzione dei consumi di carburante, in particolare di gasolio, con sensibili benefici anche per la diminuzione dell’inquinamento acustico, permette poi di viaggiare in modo più sicuro in quanto un autobus è considerato 79 volte più sicuro di un’auto. I punti a favore sono numerosi ma purtroppo il TPL elettrico si scontra con un modello culturale fortemente individualista, orientato da abitudini d’acquisto deviate, ma anche da una parziale sfiducia nei confronti delle reti pubbliche di trasporti, che i fatti mostrano non sempre efficienti e adeguate. E’ in questa direzione che devono muoversi gli sforzi e gli investimenti degli enti di gestione: gli abitanti della Provincia di Frosinone chiedono un servizio capillare, versatile, moderno,  razionale e pulito.
Una mobilità intelligente, pulita e senza sprechi, che le autorità hanno il compito di sponsorizzare tra i cittadini, con la sensibilizzazione fin dalle scuole e con iniziative promozionali. Purtroppo però la mobilità elettrica non viene presa in considerazione per mancanza di informazioni corrette e ancor oggi si crede che un bus elettrico possa avere pochi km di autonomia. A tal proposito Fare Verde finalmente cancella questo luogo comune sull'autonomia limitata del bus elettrico e spiega che il Gulliver prodotto in provincia di Frosinone oltre ad avere un'autonomia di oltre 130 Km nella attuazione pratica in esercizio, tale fondamentale parametro può considerarsi pressochè illimitato visto l’esclusivo sistema di sostituzione del pacco batterie che già consente, anche ad un solo operatore ( e in un tempo irrisorio di pochi minuti, senza necessitare di alcuna attrezzatura particolare a parte un comune transpallet anche manuale), di provvedere alla semplicissima operazione di sostituzione delle batterie scariche. Di fatto il bus elettrico Gulliver ha già superato qualsiasi immaginabile problema di autonomia e si pone come mezzo di trasporto competitivo con i bus tradizionali a gasolio con il vantaggio delle emissioni ZERO. Cari Sindaci della Provincia di Frosinone iniziate a convertire il TPL in elettrico se volete città con l'aria più pulita.


giovedì 1 giugno 2017

MSGC: Nuove multe dall'Unione Europea per la discarica ABUSIVA Monte Castellone

E' il caso di dire che le Istituzioni Europee risplendono di luce propria per trasparenza e gentilezza tanto è vero che lo stesso Commissario all'Ambiente Dott. Karmenu Vella   dispone per rispondere  puntualmente  alle richieste di Fare Verde per ogni questione ambientale. La Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea infatti ha fugato qualsiasi dubbio per la discarica ABUSIVA Monte Castellone ubicata sul territorio di Monte San Giovanni Campano.  Premesso il doveroso ringraziamento di Fare Verde alle Istituzioni Europee è arrivato il momento di mettere in chiaro un pò di cose che non sono mai state limpide a Monte San Giovanni Campano. Alla data del 30 Maggio 2017 la Discarica ABUSIVA  Monte Castellone non è stata ancora messa a norma. La Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea con nota del 30. 5 .2017 Ref. ARES (2017)2728087 - 31.5.2017 precisa senza ombra di ragionevole dubbio che "La discarica di Monte Castellone risulta tuttora compresa nella lista delle discariche abusive e tale resterà fino a quando non saranno forniti elementi comprovanti che è stata messa a norma". In buona sostanza il Sig. Commissario all'Ambiente per il tramite del Direttore Ion Codescu ci ha mandato a dire che la discarica è ancora non è stata sistemata come prevede la normativa vigente. La Direzione Ambiente della Commissione Europea poi precisa l'entità delle multe già pagate dal Governo Italiano per la discarica illegale di Monte Castellone che ammontano a 600.000 euro per i tre semestri trascorsi ed aggiunge che una nuova multa relativa al quarto semestre è stata inviata recentemente alle Autorità Italiane. La Commissione Europea poi non è interessata minimamente per quanto riguarda la questione del soggetto tenuto al pagamento della penalità e specifica che il riparto delle penalità è di esclusiva competenza del Governo Centrale Italiano. Fare Verde nel merito vuole ricordare che il MEF (Ministero dell'Economia e delle Finanze) ha già chiesto oltre 380.000,oo euro al Comune di Monte San Giovanni Campano per la penalità comminata dalla Corte di Giustizia per la discarica illegale di Monte Castellone. Fare Verde nel recente incontro con il responsabile dell'Ufficio Tecnico del Comune di Monte San Giovanni Campano ha promesso di non mettersi di traverso e di collaborare per la sistemazione della discarica illegale di Monte Castellone ma se le Istituzioni Locali continueranno a nascondere le penalità vorrà dire che Fare Verde cesserà qualsiasi rapporto e non manterrà nessuna promessa attuando il proprio diritto di protezione ambientale. Il Presidente Provinciale di Fare Verde ha dato il più ampio mandato a ben tre legali per iniziare l'iter dell'istanza alla Corte dei Conti perché gli iscritti di Fare Verde di Monte San Giovanni Campano non hanno nessuna intenzione di pagare le multe comminate al Comune tramite le tasse nazionali o in quelle locali dopo aver aver lamentato più volte negli anni gli errori e le lungaggini burocratiche. Pertanto  chiederà alla Magistratura Contabile di individuare gli eventuali responsabili visto che oramai le multe comminate superano abbondantemente la spesa che l'Ente Comune dice di aver sostenuto per eseguire i lavori nella discarica Monte Castellone. Lavori di messa a norma  che l'Italia  non ha ancora potuto dimostrare  di aver eseguito tanto è vero che in continuazione arrivano penalità dall'Unione Europea in attuazione della Sentenza della Corte di Giustizia per la Causa C- 196/13.




sabato 27 maggio 2017

San Donato Valle di Comino - Ha vinto il buonsenso.

E' con immenso piacere che Fare Verde annuncia alla popolazione della Valle di Comino che il Consiglio Comunale del Comune di S. Donato Valle di Comino ha RIGETTATO all'unanimità l'intento di costruire il " Tempio Crematorio". L'intervento appassionato del Consigliere Comunale Mario Antonellis nostro coordinatore in seno al Comitato contro le biomasse sostenuto dalla popolazione coinvolta dall'opera d'informazione messa in atto da Fare Verde ha fatto prevalere il buonsenso. Fare Verde logicamente ringrazia il Sindaco di San Donato Valle di Comino e tutti i Consiglieri Comunali per aver compreso i bisogni della popolazione ed esprime quindi la più grande soddisfazione per l'obiettivo raggiunto in difesa del territorio, dell'Ambiente, della Biodiversità e della Natura. Coglie il momento favorevole per anticipare che le riunioni del Comitato di Valle non termineranno fino a quando non sarà realizzata la "coscienza" di appartenenza di Valle e fino alla piena consapevolezza del concetto di eco cittadinanza. Il successo di oggi che ha visto rigettare all'unanimità il "Tempio Crematorio" e quello quasi totale per le centrali a biomassa devono essere da insegnamento per un futuro luminoso della Valle fondato sul rispetto dell'Ambiente e della Natura con lo strumento dell'agricoltura e del turismo sostenibile meglio immaginato come Bio Distretto . Un futuro che in parte è già presente con l'impegno delle aziende che hanno ottenuto riconoscimenti importantissimi per le produzioni biologiche e per i marchi Europei di tutela. Fare Verde resta impegnata sul territorio con il Gruppo Locale Fare Verde Valle di Comino e chiede alle aziende di associarsi e sostenere la nostra Associazione perché se la loro esperienza è vasta per l'agricoltura sostenibile o per l'ospitalità la nostra Associazione non ha mai perso lo smalto per difenderle da oltre 30 anni. Infine il Presidente Provinciale di Fare Verde ringrazia tutti i Cittadini che hanno sostenuto l'iniziativa e raccomanda a tutti di amare la Natura a prescindere dal colore politico e da qualsiasi altra etichetta di appartenenza.

San Donato Valle di Comino

venerdì 26 maggio 2017

San Donato Valle di Comino: La popolazione dice NO alla costruzione del forno crematorio.

Valle di Comino: Fare Verde ha incontrato la popolazione di San Donato Valle di Comino il giorno 26.5.2017 presso il Bowling di Atina in quanto la ridente Valle non trova pace per le questioni ambientali. L'incontro questa volta è stato partecipato principalmente dalla popolazione di San Donato Valle di Comino perché l'Amministrazione Comunale oggi deciderà sulla fattibilità e sulla opinabile pubblica utilità per la realizzazione di un "tempio crematorio" di grandezza spettacolare che servirà per incenerire migliaia di salme ma che non ha alcun senso per una popolazione di circa 2100 abitanti. L'incontro è servito per stilare un documento, scritto dagli abitanti di San Donato Valle di Comino e sottoscritto da Fare Verde nell'interesse collettivo , in cui la popolazione rivolgendosi al Sindaco oltre a ribadire il no al Tempio Crematorio per incenerire le salme ribadisce il mancato coinvolgimento della popolazione per questa opera di grande criticità ambientale già ritenuta scellerata per l'intera Valle di Comino. La vocazione agricola della Valle di Comino è meglio rappresentata dalle proposte in itinere per il riconoscimento del Bio Distretto e opere come il Tempio Crematorio oltre a non avere nessun senso rappresentano un potenziale danno all'ambiente ed infatti è già accaduto in altri forni crematori che siano state rilevate troppe diossine emesse o la ricaduta di metalli pesanti. Al potenziale e grave danno all'ambiente si aggiunge il danno all'immagine per tutte quelle aziende che hanno investito nelle produzioni agricole biologiche o che hanno ricevuto prestigiosi riconoscimenti Europei con i marchi di produzione D.O.C e D.O.P. La mancanza di informazione e il mancato coinvolgimento della popolazione per le questioni ambientali raccomandate e previste persino dall'Unione Europea hanno procurato scompiglio nell'opinione pubblica tanto è vero che l'incontro di ieri sera più volte è stato animato da interventi dei Cittadini che sono stufi di subire decisioni sulla propria pelle. Fare Verde con un documento, sottoscritto a latere da tutti i partecipanti, ha chiesto al Sindaco di San Donato Valle di Comino di usare buonsenso e quindi di non decidere per la realizzazione del Tempio Crematorio in modo da poter analizzare al meglio le criticità ambientali e il danno d'immagine per l'intera Valle di Comino.


giovedì 11 maggio 2017

Ambiente Lazio - Fare Verde assegna il Premio Gnomo 2017 a Buschini e Raggi.

Frosinone – L’associazione ambientalista Fare Verde Onlus, presidenza provinciale di Frosinone, ha ideato l’anno scorso un riconoscimento, denominato “Premio Gnomo per l’Ambiente”, un premio ironico, una sorta di “Gabibbo verde” che viene conferito a chi si distingue in negativo nel settore ambientale.
Quest’anno, gli iscritti di Fare Verde Frosinone hanno deciso di conferire il premio all’assessore regionale all’ambiente e ai rifiuti Mauro Buschini e al Sindaco di Roma Virginia Raggi, vista la grande quantità di immondizia della Capitale che viene inviata e bruciata in Ciociaria.
LA MOTIVAZIONE UFFICIALE DEL PREMIO GNOMO 2017
 
PREMESSO che il 2017 è iniziato con l’emergenza per la qualità dell’aria che ha colpito l’intera Provincia di Frosinone ed infatti la Regione Lazio ha predisposto il Piano d’Intervento Operativo con una serie di restrizioni alla circolazione stradale, al riscaldamento degli edifici pubblici e privati, allo sport all’aria aperta, ai giochi dei bambini negli spazi pubblici, ha ordinato le giornate di blocco del traffico, il divieto di accendere i fuochi nelle campagne, il divieto di detonare i fuochi pirotecnici e tanto altro che lo scibile umano neppure immaginava esistere.
VISTO l’impegno profuso dall’Assessore all’Ambiente  della Regione Lazio e dal Sindaco di Roma nel contribuire all’inquinamento in Provincia di Frosinone;
VISTO che risulta significativa la ricaduta occupazionale procurata dall’inquinamento per i medici, e alle attività delle pompe funebri e alle ditte edili che costruiscono loculi cimiteriali;
VISTO
– l’incremento ponderale di lavoro per le case farmaceutiche;
– che è indubbia la ricaduta economica per chi è nel cerchio magico del sistema rifiuti;
– che per la popolazione Ciociara è applicato alla lettera il detto “per aspera ad astra”;
 
FARE VERDE ASSEGNA IL PREMIO GNOMO PER L’AMBIENTE 2017
 
– all’Assessore della Regione Lazio Mauro Buschini che dopo aver emesso le restrizioni per la popolazione dovute all’emergenza ambientale per la pessima qualità dell’aria, ha autorizzato con determina n.  G04787 l’aumento dei rifiuti bruciabili in provincia di Frosinone e non contento ha autorizzato in tempi record con determina n. G04789  la riapertura della linea 1 dell’inceneritore di San Vittore del Lazio (FR) ferma per problemi di revamping.
– al Sindaco di ROMA Virginia Raggi, che in perfetta continuità con le linee politiche del passato, prosegue ad inviare rifiuti in provincia di Frosinone per decine di migliaia di tonnellate l’anno, dove per ironia della sorte buona parte di essi é  bruciata sempre nell’inceneritore di San Vittore del Lazio (FR).


martedì 9 maggio 2017

IL TURISMO IN CIOCIARIA. NUOVE OPPORTUNITA' DI SVILUPPO/2


A distanza di un mese continuiamo la ricerca dei territori ciociari ricchi di storia e cultura. In questo secondo articolo vogliamo proporre un comune davvero particolare: Cassino. 



L'ambito di territorio che si estende intorno al polo di Cassino è piuttosto differente dagli altri ambiti della provincia, in quanto non si distingue per un patrimonio di beni diffuso, ma piuttosto per un grande polo di livello nazionale che allo stato attuale non riesce ad interagire con il resto del territorio e nemmeno con il centro urbano di Cassino, caratterizzandosi piuttosto per flussi di escursionisti. Cassino ha le potenzialità, grazie alla presenza dell'Abbazia e dell'Università, di proporsi, insieme al Paese Ernico, come uno dei due poli della provincia strettamente connotati in termini culturali, ma perché questo avvenga è necessario riqualificare fortemente le attività culturali, attivare strategie di cooperazione fra le istituzioni e coinvolgere le risorse diffuse sul territorio. L'Abbazia di Montecassino costituisce uno dei poli di attrazione turistica, storica e culturale di maggiore impatto di tutta la provincia.
Capoluogo storico del Lazio meridionale, nodo geografico, economico e culturale tra le regioni di Lazio, Campania e Molise e Abruzzo, sorge sulle propaggini sud orientali del monte che ha il suo nome ed è bagnata dai fiumi Rapido e Gari; quest’ultimo ha le sorgenti nel cuore antico della città; nelle vicinanze dello stesso fiume Marco Terenzio Varrone costruì la sua villa. La città fu fiorente in epoca romana col nome di Casinum, ebbe un anfiteatro, diversi templi, terme nella villa di Varrone, due fori per il commercio e gli affari, un imponente acquedotto di oltre 22 km.
Nonostante i feroci bombardamenti del 1944, che distrussero completamente l’abitato di Cassino e la celebre abbazia, ancora oggi è possibile ammirare l’area archeologica dell’antica Casinum romana.
In località Crocifisso, lungo la via strada che sale all’Abbazia, troviamo l’ingresso al Museo Archeologico Nazionale, nelle cui sale sono conservati  numerosi reperti, che testimoniano il passaggio dalla cultura volsca a quella romana. Fu in età imperiale che Casinum conobbe il periodo di massima floridezza economica con la presenza di numerose famiglie patrizie, che trasformarono questo territorio da terra agreste a terra degli “otia”. E, in particolare, si ricorda la matrona romana Ummidia Qjuadratilla, che fece edificare, a proprie spese, il Teatro, l’Anfiteatro ed il Mausoleo, posti in prossimità della antica via latina e ancora oggi visitabili attraversando la Porta Campana.


sabato 29 aprile 2017

RIFIUTI - Senza i fessi Ciociari non campano i dritti Romani.

Quello che non dice mai nessuno per mistificare le nefandezze nei confronti della Ciociaria: La Provincia di Frosinone produce circa 177.000 Tonnellate di rifiuti l'anno pari a 357 kg/abitante l'anno. Ebbene solo dal Comune di Roma arrivano 300.000 Tonnellate di rifiuti che finiscono alla SAF da lì in discarica e all'inceneritore di San Vittore del Lazio mentre solo una piccola percentuale viene recuperta dal trattamento. Cosa è cambiato dallo scorso anno? La Regione Lazio e il Comune di Roma forse hanno preso la popolazione della Provincia di Frosinone come cavie da laboratorio e quindi l'un per l'altro hanno aumentato prima la quantità di rifiuti bruciabili di 34.000 Tonnellate annue e poi sempre l'un per l'altro hanno autorizzato la linea 1 dell'inceneritore di San Vittore del Lazio che era ferma per obsolescenza dei macchinari. Il Comune di Roma imperterrito continua ad inviare in Ciociaria 300.000 Tonnellate di rifiuti l'anno. In buona sostanza se prima in Provincia di Frosinone c'erano 357 kg di rifiuti per abitante ora ci sono 941 kg di rifiuti per abitante. Fare Verde dichiara apertamente e senza alcun dubbio che la situazione è INSOSTENIBILE per il territorio Provinciale che ha già subito gravissime criticità ambientali come ad esempio quella della Valle del Sacco e per l'inquinamento dell'aria. Le soluzioni adottate dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma sono a dir poco nefaste per la popolazione Ciociara che paga e pagherà un debito con l'Ambiente che non ha mai contratto. La nostra Associazione di protezione Ambientale chiede che venga ridistribuita in ambito regionale la quantità di rifiuti che vengono conferiti in Provincia di Frosinone in tutte le altre provincie del Lazio perché una piccola provincia non può sopportare il peso del danno ambientale procurato dalla Capitale d'Italia. Il principio di chi inquina paga non può essere riportato solo in termini economici perché la salute degli abitanti della Provincia di Frosinone non ha prezzo. In termini di democrazia: siccome la Provincia di Frosinone non è significativa per numeri si chiede il rispetto della minoranza etnica Ciociara residente che non può morire d'inquinamento solo perché chi vive altrove attua il principio che recita: SENZA I FESSI I DRITTI NON CAMPANO

Inceneritore di San Vittorie del Lazio riconducibile alla proprietà maggioritaria del Comune di Roma

sabato 22 aprile 2017

MSGC: OPERAZIONE "BARBAROSCIA"

Fare Verde Monte San Giovanni Campano è diventata un'arma letale per chi ha sconvolto il territorio con azioni imperdonabili e in questo caso è per la depurazione delle acque reflue urbane. L'Operazione "BARBAROSCIA" è solo un "momento significativo" della più ampia azione di contrasto rivolta contro il gestore del servizio idrico integrato e contro il Comune di Monte San Giovanni Campano che avrebbe dovuto tutelare il territorio e la popolazione dalle conseguenze procurate dalla cattiva gestione di tutti i depuratori.
Il depuratore sito nella frazione Porrino di Monte San Giovanni Campano è stato il primo ad essere preso di mira dalla nostra Associazione di Protezione Ambientale in quanto ubicato al confine con l'Area Verde BARBAROSCIA destinata all'infanzia.
E' noto a tutti gli abitanti dell'area che il depuratore non funzionava in quanto l'olezzo che disperdeva nell'aria era sentito in tutta la frazione ma nonostante ciò, e Fare Verde non ne comprende il motivo, non sono mai state inoltrate doglianze per le puzze nauseabonde che in taluni casi "appestavano" persino il bucato messo ad asciugare all'aria aperta che inevitabilmente assorbiva il fetore di fogna.
Fare Verde iniziò quindi l'OPERAZIONE BARBAROSCIA perché riteneva intollerabile che i bambini dovessero giocare alla presenza degli effluvi fognari e iniziò a presentare una serie di richieste al Comune di Monte San Giovanni Campano (che non ha mai dato alcuna risposta), all'Arpalazio e al Corpo Forestale dello Stato (Ora Carabinieri Forestali) ottenendo contravvenzioni per ACEA Ato 5 Spa e per il Comune di Monte San Giovanni Campano nonchè la sistemazione del depuratore che è in corso d'opeera. L'OPERAZIONE BARBAROSCIA non termina con la sistemazione del depuratore ed infatti come è suo solito Fare Verde annuncia la richiesta di verifiche per l'elettrodotto che sorvola l'Area Verde BARBAROSCIA ai sensi del DPCM 8 Luglio 2003 Art.3 Comma 2 che disciplina misure di cautela nelle aree gioco per l'infanzia. E' per questo motivo subito dopo la festa dedicata  alla Madonna del Suffragio verranno affissi i manifesti su tutto il territorio Comunale con la finalità di informare la popolazione sulle questioni ambientali che la riguardano direttamente e indirettamente. I manifesti saranno affissi per rendere consapevole la popolazione che non è difesa da NESSUNO ma ciò non vuol dire che Fare Verde chiede aiuto perché è conscia che manca ancora il concetto di eco cittadinanza in troppi Monticiani e solo un miracolo potrà indurre la popolazione a protestare per il proprio diritto di vivere in un ambiente sano. In buona sostanza Fare Verde agisce per i piccoli Monticiani che non hanno voce e non considera minimamente gli adulti che li costringono a vivere una qualità della vita che è sicuramente volta ad una valutazione pessima con aspettative pari allo zero assoluto per la qualità delle acque sorgive tutte inquinate, per la qualità dell'aria, per i rifiuti abbandonati , per la depurazione delle acque reflue urbane, per le frane che non vengono sistemate, per la gestione del servizio della raccolta differenziata, per il fenomeno dell'abusivismo edilizio, per l'inquinamento luminoso e appunto per gli elettrodotti che non dovrebbero passare su un'area verde destinata ai bambini.


venerdì 21 aprile 2017

Fare Verde Provincia di Frosinone non festeggia l'Earth Day

Il 22 di Aprile di ogni anno il mondo torna in campo per difendere l'Ambiente. La tutela delle risorse naturali, sempre più sovrasfruttate, e le minacce al Pianeta sempre più concrete a causa dei cambiamenti climatici, sono protagoniste indiscusse di questa 47/a Giornata della terra (Earth Day). L’obiettivo di Fare Verde Provincia di Frosinone è quello di colmare le lacune dell’informazione Ambientale perché tutti hanno diritto a un ambiente sano e sostenibile, ma occorre anche responsabilizzare tutti alla tutela delle risorse. Oltre un miliardo di persone in 193 Paesi partecipa all'evento, una voce unica contro l'inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, di migliaia di piante e specie animali, e l'esaurimento delle risorse non rinnovabili. La Provincia di Frosinone è un piccolo puntino se paragonata all’intera umanità ma anche da noi si vivono momenti terribili per le criticità Ambientali che sono gravissime e che già hanno alterato lo stile di vita della popolazione. Ad esempio la crisi idrica che attanaglia la Provincia di Frosinone ha già costretto numerose attività produttive ad abbandonare i Centri storici che sono ubicati nelle zone collinari per la penuria di acqua e ciò dovrebbe far riflettere ma la mancanza di una libera informazione Ambientale rende questo problema marginale se non addirittura ininfluente. L’inquinamento della Valle del Sacco ha sconvolto la vita nei Comuni dell’intera Valle con ripercussioni sulla salute della popolazione. Nonostante gli avvisi l’essere umano non comprende i pericoli e cerca di strafare con escamotage per realizzare strutture che inquinano come ad esempio nella Valcomino dove alcuni imprenditori senza scrupoli si stanno impegnando per avidità a costruire centrali a biogas per pirolisi tanto per distruggere una porzione rimasta pulita del nostro territorio provinciale. C’è stata l’emergenza per la qualità dell’aria e solo la mancanza di informazione non ha fatto capire alla popolazione che mentre gli venivano chiesti sacrifici gli stessi politici aumentavano la quantità dei rifiuti bruciabili in Provincia di Frosinone.
Se la popolazione non farà rete e non riuscirà a colmare le lacune della mancata informazione ambientale prestissimo si troverà ad affrontare l’emergenza sanitaria che ha già fatto capolino e Fare Verde questa volta avvisa: Mobilitatevi in difesa del territorio, della Natura e della Biodiversità perché se ci sarà emergenza sanitaria pesante collegata alle criticità Ambientali per molti sarà un’avventura senza ritorno. Fare Verde non riesce a festeggiare perché ci sono troppe brutture in Provincia di Frosinone ma comunque augura Buona Giornata della Terra a tutte quelle persone che si impegnano per proteggere il nostro territorio, la Natura e la Biodivesità dagli attacchi di gente che per avidità inquina e distrugge con auto lesionismo la terra in cui vive.


martedì 18 aprile 2017

Cari Ciociari fate vero SPIONAGGIO in favore della vostra terra e dei vostri cari.

Provincia di Frosinone: Qualità dell'aria. L'inverno 2017 è stato caratterizzato dall'emergenza Ambientale per la qualità dell'aria, c'è stato l'intervento della Regione Lazio con il P.I.O. (Piano d'intervento Operativo),della Magistratura, la classificazione del territorio con i vari interventi da realizzare, il divieto per tanti Cittadini di fare sport all'aria aperta, il divieto di portare i bambini a passeggio, il divieto assoluto del traffico veicolare, le targhe alterne, la chiusura delle scuole a Frosinone, il divieto di appiccare il fuoco in campagna, il divieto di detonare i fuochi di artificio, l'abbassamento del riscaldamento domestico ecc ecc. Come d'incanto l'emergenza Ambientale per la pessima qualità dell'aria non c'è più tanto che la Regione Lazio ha autorizzato l'inceneritore di San Vittore  del Lazio a riattivare la linea 1 che era ferma per questioni di revamping. Non finisce quì perchè la Regione Lazio è sicura di aver risolto il problema delle polveri sottili tanto è vero che ha autorizzato l'inceneritore a bruciare 24.000 tonnellate di rifiuti in più dopo che lo aveva già autorizzato ad un aumento di 10.000 tonnelate. In buona sostanza la Regione Lazio in pochi mesi ha autorizzato la combustione di ben 34.000 Tonnellate di rifiuti in più rispetto alla situazione che era antecedente all'emergenza Ambientale della qualità dell'aria. In tutto questo "traffico" di autorizzazioni c'è da precisare che la normativa Italiana rappresenta un compromesso tra causa ed effetto per le emissioni nell'aria in quanto i valori studiati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità sono di molto inferiori a quelli permessi nella nostra Nazione. Due sono le cose: 1) Quelli dell'O.M.S. non capiscono un amato cavolo e sono dei ciarlatani da non prendere nella minima considerazione; 2) Alla Regione Lazio ci sono scienziati dotati di risorse scientifiche tali da oscurare il costrutto scientifico Internazionale. Fatto è che la Provincia di Frosinone è diventata una pattumiera con immondizia che arriva da ogni dove, vive problemi di approvvigionamento idrico che non ha precedenti in un Paese Civile, presenta criticità disastrose per la depurazione delle acque reflue urbane, ha tante discariche legali di rifiuti sotterrati, ha subito l'insulto delle eco mafie con i rifiuti tossici seppelliti, ha un problema gravissimo di inquinamento nella Valle del Sacco, non gestisce i rifiuti in modo corretto, ha problemi gravissimi per la qualità dell'aria, ha tante e forse troppe sorgenti di superficie inquinate con acque non potabili ecc ecc. Nonostante ciò sia laparte della  popolazione colpevole che i rappresentanti politici si ostinano ad inquinare di più con il silenzio tombale su questioni gravissime che già hanno ripercussioni letali sulle aspettative di vita della popolazione incolpevole. La Provincia di Frosinone si conferma SERVA dell'area metropolitana di Roma con politici asserviti che per loro tornaconto di potere agiscono fregandosene della salute della popolazione tanto per azzittire il populismo dei luoghi comuni dei loro antagonisti. In buona sostanza se a Roma milioni di abitanti creano criticità ambientali gravissime per i politici il modo migliore per risolverle è quello di trasferire tali criticità ai 500.000 schiavi abitanti della Provincia di Frosinone e al loro freddo cinismo non importa minimamente se ci saranno disumane sofferenze. Il brutto della faccenda? Gli pseudo politici della Provincia di Frosinone asserviti per numeri  avallano qualsiasi angheria rivolta alla popolazione pur di mantenere il loro status . I populisti opportunisti della politica stanno zitti perché anche i loro compagni di merende  procurano tante criticità. Chi ci va di mezzo? La popolazione  incolpevole che paga in ogni modo possibile e immaginabile le criticità procurate dalle cattive gestione altrui. Comunque tutti tranquilli tanto le criticità si risolvono con la semplice apposizione di una firma e i problemi svaniscono come per magia con il costrutto di fantasia del vivere quasi tutti felici e contenti nel nome dello sviluppo eccezion fatta per quelli che muoiono o si ammalano di malattie gravissime ma tanto questi ultimi non danno nessuna preoccupazione perché inevitabilmente si troveranno in situazione di bisogno e saranno costretti a svendere la loro dignità. Fare Verde Provincia di Frosinone lancia un appello alla parte sana dei politici, ai dirigenti di tutti i partiti, agli impiegati corretti degli enti pubblici e agli uomini e donne della Provincia di Frosinone: Inviateci documenti, dati, fate vero spionaggio per la vostra terra e per i vostri cari fornendo a questa Associazione informazioni preziose perché rimanere in silenzio significa concorrere alla distruzione del nostro territorio, del nostro ambiente, della nostra società e della nostra biodiversità.

lunedì 17 aprile 2017

L'incapacità del Comune di ROMA è ai danni della Provincia di Frosinone

Sono più di TRENTA ANNI che Fare Verde si batte contro l'incenerimento dei rifiuti ed ancora oggi la Regione Lazio si ostina a continuare la sua avventura senza ritorno autorizzando l'aumento dei rifiuti bruciabili. Caso emblematico è quello della Provincia di Frosinone che incolpevolmente si ritrova a bruciare anche i rifiuti di Roma che è palesemente INCAPACE. Per questo motivo Fare Verde Provincia di Frosinone dedica questo argomento al Sindaco di Roma Virginia Raggi e all'Assessore all'Ambiente della Regione Lazio Mauro Buschini che predicano bene mentre razzolano malissimo ai danni della Ciociaria che subisce il danno ambientale e alla salute. Da tanto tempo  esistono modalità di gestione dei rifiuti, alternative a quella dell'incenerimento. Soluzioni che sono già una realtà in molte nazioni europee, così come nel resto del mondo. Fare Verde per memoria del Sindaco Virginia Raggi e per quella dell'Assessore Buschini Mauro elenca le alternative all'incenerimento dei rifiuti  anche se sono TRENTA ANNI che le predica:

Alternativa 1 all’incenerimento dei rifiuti: riduzione e decostruzione

I rifiuti che possono essere smaltiti con più facilità sono quelli che non vengono prodotti. Un’ovvietà, sicuramente, ma anche una grande verità.
La prima soluzione alternativa all’incenerimento risulta essere quindi una riduzione dei rifiuti. Come ha fatto Berlino, che in sei mesi ha tagliato la sua produzione del 50%.
Come fare? Riducendo gli imballaggi e l’utilizzo di prodotti usa e getta.
Con la decostruzione si intende il metodo per separare e  i rifiuti composti da  beni durevoli, mobili, porte, finestre, materiali in legno, in ceramica e manufatti edilizi vengono riparati, riutilizzati e venduti. Questa tipologia di materiali che costituisce circa il 3% del totale degli scarti riveste però un grande valore economico che può essere valorizzato attraverso la costituzione di imprese locali a significativa resa occupazionale come molte esperienze del nord America ed in Australia ci dimostrano

Alternative all’incenerimento dei rifiuti  2: riuso

La seconda alternativa all’incenerimento è costituita dal riuso. Come ha fatto la Regione Piemonte che ha promosso l’utilizzo di prodotti alla spina. Dai generi alimentari, ai prodotti per la pulizia della casa.
Incentivare il vuoto-a-rendere, come avviene in molte città  dell’Europa, potrebbe essere la strada giusta da percorrere. E si può fare non solo con il vetro, ma anche con vari altri materiali.

Alternative all’incenerimento dei rifiuti  3: il compostaggio

Il compostaggio consente di trattare le parti di rifiuto umido (che rappresentano da sole il 30-40% dei rifiuti totali) e di riutilizzarle come concime biologico in agricoltura.
Un’alternativa intelligente che potrebbe essere incentivata attraverso il compostaggio domestico e di prossimità.

Alternativa all’incenerimento dei rifiuti  4: porta a porta

Il porta a porta, unito al compostaggio, ha permesso ad alcune città italiane , a un riciclo totale dei rifiuti dell’80%.
Il porta a porta, però, prevede un’educazione dei cittadini al riciclaggio. Questo consente di gestire in maniera intelligente i rifiuti e di eliminare i cassonetti dalle strade.
Gli impianti di incenerimento esistenti andrebbero dunque convertiti al riciclo dei rifiuti e ad impianti di compostaggio. Ed è proprio in questa direzione che dovrebbero essere spesi i nuovi investimenti per evitare l'inquinamento dell'aria e per evitare di costruire nuove discariche per i rifiuti speciali prodotti dagli inceneritori.

Alternative all’incenerimento 5: TMB a freddo

La parte non riciclata ( che può così variare dal 20% al 30% ) può essere trattata con il TMB (Trattamento Meccanico Biologico) a freddo e quindi non produrrà CDR ( Combustibile Derivato dai Rifiuti).
Il TMB si compone di due fasi distinte.
La prima fase consiste nel trattamento "meccanico" che permette di differenziare ulteriormente i rifiuti.
La parte secca del rifiuto viene quindi separata, depurando la frazione organica da sostanze estranee alla sua stessa natura.
La seconda fase prende il nome di “biologica” ed ha lo scopo di stabilizzare la frazione organica e renderla impiegabile per usi non agricoli  o come materiale per il recupero paesaggistico di aree degradate, riempimento dei manti stradali o delle vecchie cave. Lo scopo finale è quello di rendere inerti i materiali organici attivi in modo da ridurre del 90% il loro impatto ambientale.

Corollario all'incenerimento dei rifiuti: 
Fungono da volano, contro l'incenerimento dei rifiuti, a favore dell'economia circolare  i Consorzi obbligatori per il recupero delle materie prime seconde, gli Acquisti Verdi (GPP) per le pubbliche amministrazioni, l'educazione Ambientale e l'amor proprio dei Cittadini che dovrebbero avere a cuore l'Ambiente in cui vivono e la loro salute.

Fare Verde spera infine che sia il Sindaco di Roma Virginia Raggi che l'Assessore all'Ambiente per una questione di ONESTA' intellettuale prendano la saggia decisione di andare ad abitare nel Comune di San Vittore del Lazio per condividere con la popolazione l'aria respirata.
La Provincia di Frosinone non può morire di mal d'aria per il menefreghismo di chi è INCAPACE di gestire la filiera dei rifiuti.