giovedì 5 febbraio 2026

Italia - Pacchetto infrazioni : decisioni principali del mese di Gennaio 2026

 

La Commissione europea ha avviato un nuovo pacchetto di procedure di infrazione nei confronti dell’Italia per le violazioni relative al mancato adeguamento alla Direttiva quadro sulle acque, all’assenza di aggiornamento del Piano nazionale per la qualità dell’aria e per l’incompleto recepimento degli obblighi di comunicazione sul rumore ambientale. (Le nuove infrazioni sono sei e tre riguardano l'Ambiente)

1. Direttiva quadro sulle acque: concessioni senza revisione periodica

La Commissione contesta all’Italia la mancata piena attuazione della Direttiva 2000/60/CE, uno dei pilastri della legislazione ambientale europea, che impone agli Stati membri di proteggere e migliorare lo stato qualitativo delle acque superficiali e sotterranee.

Secondo Bruxelles:

  • l’Italia non dispone di un sistema adeguato per registrare i permessi di prelievo e invaso delle risorse idriche;

  • manca un meccanismo di revisione periodica delle concessioni, che possono durare anche 30–40 anni;

  • i programmi di misure non risultano aggiornati e monitorati in modo sistematico.

Queste carenze compromettono una gestione sostenibile delle risorse idriche e ostacolano il raggiungimento del “buono stato ecologico e chimico” previsto dalla normativa europea.

Roma ha ora due mesi per rispondere e adottare le misure correttive richieste. In caso di risposta insoddisfacente, la procedura potrà avanzare fino al deferimento alla Corte di Giustizia dell’UE.

2. Qualità dell’aria: Piano nazionale non aggiornato

Il procedimento riguarda la mancata revisione del Piano Nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico, previsto dalla Direttiva NEC (UE 2016/2284). Il piano non viene aggiornato dal 2016, nonostante la normativa imponga una revisione quadriennale.

La Commissione sottolinea che il documento è essenziale per ridurre le emissioni di:

  • ossidi di azoto,

  • particolato fine,

  • ammoniaca,

e per definire misure di contenimento nei settori più impattanti: trasporti, industria, agricoltura e riscaldamento domestico.

(La contestazione coincide perfettamente con quanto segnalato da Fare Verde Provincia di Frosinone APS alla C.E. riguardo alla pessima qualità dell’aria nel sito UE 1212 “Valle del Sacco”, una delle aree più critiche d’Europa - considerazioni di Fare Verde Provincia di Frosinone APS).

Anche in questo caso, l’Italia dispone di due mesi per fornire chiarimenti e aggiornare il piano.

3. Obblighi di comunicazione e rumore ambientale

L'infrazione riguarda il mancato recepimento della Direttiva (UE) 2024/2839, che semplifica e aggiorna gli obblighi di comunicazione in vari ambiti, tra cui l’emissione acustica ambientale delle macchine e attrezzature destinate all’uso all’aperto (Direttiva 2000/14/CE).

Secondo la Commissione:

  • l’Italia non ha notificato le misure nazionali di recepimento,

  • oppure lo ha fatto solo in modo parziale.

Anche per questa violazione, Roma ha due mesi per conformarsi, evitando il passaggio alla fase successiva della procedura.

Un quadro complessivo preoccupante

Le nuove infrazioni si aggiungono a un numero già elevato di procedimenti aperti. A dicembre 2025 l’Italia risultava coinvolta in 69 procedure di infrazione, di cui 24 in materia ambientale.

Le procedure di infrazione a carico del nostro Paese nel mese di Gennaio 2026 salgono a 75, di cui 59 per violazione del diritto dell'Unione e 16 per mancato recepimento di direttive. Ben 26 sono le infrazioni Europee che riguardano l'Ambiente Dipartimento per gli Affari Europei - Infrazioni, aggiornamento del 30 gennaio 2026 

Negli ultimi anni le violazioni delle norme UE hanno comportato per il nostro Paese oltre 800 milioni di euro di sanzioni, soprattutto per criticità legate alla gestione dei rifiuti e al trattamento delle acque reflue urbane.

Il mancato rispetto delle direttive dell'Unione non incide solo su ambiente e salute pubblica, ma grava anche sulle finanze dello Stato. Si corre anche il rischio di ulteriori costi derivanti dalle nuove contestazioni.

Fonte: Commissione Europea Pacchetto infrazioni di gennaio: decisioni principali


Stato delle procedure di infrazione aggiornato al 30 Gennaio 2026




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