domenica 18 gennaio 2026

Provincia di Frosinone - Inquinamento per tutti.

 Il Lazio e, in particolare, la provincia di Frosinone, da protagonisti consegnano già da ora l’Italia a una nuova infrazione europea per il 2030. Tutte le ottimistiche proiezioni che circolano sul web indicano chiaramente che Frosinone, Ceccano e Cassino non riusciranno entro il in alcun modo a rispettare i valori limite imposti dalla nuova direttiva 2024/2881.

Ma quali sono i valori soglia per il PM10 e il PM2.5 stabiliti dalla nuova direttiva rispetto a quelli attualmente vigenti, per i quali l’Italia è già stata condannata dalla Corte UE?

PM2.5 – Il valore limite per la media annuale è stato più che dimezzato: da 25 µg/m³ a 10 µg/m³. È stato inoltre introdotto un nuovo limite di 25 µg/m³ per la media sulle 24 ore, da non superare per più di 18 giorni l’anno .

PM10 – Il valore limite per la media annuale è stato dimezzato: da 40 µg/m³ a 20 µg/m³. Il limite sulle 24 ore è stato ridotto da 50 µg/m³ a 45 µg/m³ e il numero di superamenti consentiti è stato praticamente dimezzato: da 35 giorni l’anno a 18 giorni l’anno .

Oltre al danno alla salute, che continuerà per tantissimi anni c'è già la beffa dei famigerati Piani per il risanamento della qualità dell’aria. In buona sostanza, la provincia di Frosinone è diventata il sito privilegiato per il trattamento dei rifiuti con tutte le emissioni negative per la qualità dell'aria. A questa nuova tendenza del “me ne frego” della salute dei ciociari contribuisce anche la Pubblica Amministrazione, che si comporta come il marchese del Grillo nel celebre film di Mario Monicelli.




La Regione Lazio, non soddisfatta dei rifiuti già bruciati nell’inceneritore di San Vittore del Lazio – situato in un’area che dovrebbe essere di risanamento dell’aria, – ha già emesso la determina natalizia G 17725 con cui aumenta la quantità di rifiuti trasportati su gomma e conferiti a quell’impianto di incenerimento , che di certo non emette essenze di rose e violette benefiche per la salute umana e per l’ambiente. La stessa Regione ha inoltre annunciato la riapertura della discarica MAD nel primo semestre del 2026, con tutto il traffico e le emissioni nell'aria e nell'ambiente che inevitabilmente ne deriveranno.

Le proiezioni per il risanamento dell’aria, secondo Fare Verde Provincia di Frosinone APS, appartengono più alla fantascienza e alla fantapolitica che alla realtà, poiché gli impianti già realizzati e quelli in progettazione sono troppi: bitumifici, TMB, impianti di biodigestione a non finire, come se in provincia di Frosinone dovessero confluire gli scarti di tutta Italia. Addirittura, alcune amministrazioni comunali intendono realizzare forni crematori in pieno centro abitato e troppo lunga è la lista per scriverla tutta. A ciò si aggiunge il disastro della logistica, che invece di utilizzare gli spazi esistenti prevede mega-strutture destinate a incidere sul consumo di suolo e sulla capacità del terreno di immagazzinare CO₂.

Nel frattempo i dati del 16 Gennaio 2026 (di seguito) sono un oscuro presagio per l'inquinamento dell'aria.




Pian piano si è affermato un teorema afinalistico, inquietante, asociale e crudele:

“Per lavorare si deve correre il serio rischio di contrarre malattie gravissime”.

Invece di elaborare proiezioni fantasiose sulla qualità dell’aria, nessuno sembra essersi mai posto il problema di capire quale sarà l’incidenza delle malattie con l’insediamento dei nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti. e per tutti gli impianti con emissioni nell'aria e nell'acqua.

La sola indicazione che è in circolazione fa parte di uno studio del 2016, che ha riguardato anche la discarica MAD di Roccasecca e pubblicato sull’International Journal of Epidemiology dagli esperti del Dipartimento di Epidemiologia (Dep Lazio) del Servizio Sanitario Regionale del Lazio, certifica che nelle zone entro 5 chilometri da una discarica del Lazio si registra un aumento del 34% delle patologie cancerogene. Un’indicazione allarmante, soprattutto alla luce del fatto che non si conoscono le conseguenze che deriveranno dalle emissioni dal trattamento dei troppi rifiuti destinati ai nuovi impianti in provincia di Frosinone che si cumuleranno con le emissioni nocive già esistenti che sono fuori controllo. Vero è che l'Italia e anche il Sito UE 1217 Valle del Sacco (Da non confondere con il SIN Bacino Idrico del fiume Sacco) è stato condannata dalla Corte Europea per l'inquinamento dell'aria.

Il futuro della provincia di Frosinone è già stato disegnato dalla politica romana e dai loro yes man locali e porta un nome sinistro: DISTRETTO DELLA MONNEZZA.






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