Crisi idrica in Provincia di Frosinone: Fare Verde Provincia di Frosinone APS che denuncia anni di razionamenti, inefficienze e silenzi istituzionali risponde al provvedimento del Presidente della Regione Lazio per la crisi idrica.
Frosinone, 24 agosto 2025 — L’associazione ambientalista, attiva sul territorio dal 2014, torna a denunciare con forza la gestione insostenibile delle risorse idriche nella provincia di Frosinone. A distanza di oltre un decennio, la situazione resta drammatica: razionamenti cronici, acquedotti comunali fatiscenti e depurazione assente in molti comuni continuano a compromettere la salute ambientale e il benessere dei cittadini.
Numerosi comuni del Frusinate sono ancora privi di impianti di depurazione e scaricano direttamente i reflui urbani nei corsi d’acqua superficiali, in violazione delle normative ambientali nazionali ed europee. Il razionamento idrico, definito con filosofia “turnazione” dal gestore del servizio, colpisce sistematicamente le stesse località dal 2004, senza alcuna soluzione strutturale.
Nel Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n. 68 del 19 agosto 2025, il Presidente della Regione Lazio ha riconosciuto una “diffusa criticità connessa alla scarsità di risorsa idrica”, aggravata dalla siccità e dall’aumento delle temperature. Tuttavia, Fare Verde Provincia di Frosinone APS sottolinea come la crisi non sia solo climatica, ma anche gestionale: gli acquedotti comunali sono dei veri e propri colabrodo, e gli interventi di contenimento della dispersione idrica risultano inefficaci, inadeguati e poco trasparenti.
L’associazione sottolinea la carenza di trasparenza nei dati ufficiali: si annuncia ogni anno la diminuzione della dispersione idrica, ma in alcuni casi questa sembrerebbe figlia solo di una modifica dei parametri di calcolo. Si veda il caso dell’Ato 5 di Frosinone. Qui il gestore, qualche anno fa, ha annunciato il calo delle perdite idriche di circa il 10% (dal 76,2 al 68,4!). Il tutto semplicemente con un piccolo magheggio matematico: l’acqua computata quale consumo “autorizzato ma non fatturato e non misurato” (come l’acqua erogata dalle fontane comunali; l’acqua persa durante le riparazioni e i lavaggi; l’acqua che trabocca dei serbatoi e partitori pieni; l’acqua per l’antincendio e l’acqua prelevata dalle autobotti, che non va conteggiata come perdite) è improvvisamente passata da 0,6 milioni di metri cubi annui (così come era sempre stato in passato) a 6,8 milioni. Un aumento di 11 volte, senza giustificazione alcuna, che ha tolto 6,2 milioni di metri cubi d’acqua dalla voce perdite, le quali sono magicamente scese del 10%!.
«Non si può continuare a riparare acquedotti obsoleti evitando di costruirne di nuovi, sapendo che le riparazioni dureranno poco. Non si può continuare a chiedere ai cittadini di limitare l’uso dell’acqua per farsi la doccia, mentre si spreca la risorsa con infrastrutture inadeguate e una gestione che ha già portato a quattro infrazioni europee alla direttiva 1991/271 », dichiara il Dott. Marco Belli presidente dell’associazione.
Fare Verde Provincia di Frosinone APS chiede alla Regione Lazio di assumersi la responsabilità politica e amministrativa di quanto accade nel Frusinate, e di intervenire con urgenza e non in emergenza per garantire il diritto all’acqua, alla salute e alla dignità dei cittadini.
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