MSGC - Giornata Nazionale dell’Albero – 21 Novembre 2025 - Salviamo il bosco Morroni candidato al Premio Nazionale del Paesaggio 2026.
venerdì 26 dicembre 2025
Giornata Nazionale dell'albero 2025 - Salviamo il bosco Morroni
sabato 25 ottobre 2025
Piante illegali che non si possono coltivare in Italia.
🌿 Attenzione alle piante vietate: ecco quali sono e cosa si rischia
In Italia esistono diverse specie vegetali la cui coltivazione è vietata per legge. Chi le possiede nel proprio giardino, orto o anche in casa, rischia sanzioni severe. Vediamo insieme quali sono queste piante e perché è importante conoscerle.
🚫 Piante vietate: non solo stupefacenti
Quando si parla di piante proibite, si pensa spesso a quelle da cui si ricavano sostanze stupefacenti. In realtà, il divieto riguarda anche molte specie esotiche invasive, capaci di danneggiare l’ambiente, la biodiversità e persino la salute umana. Il Regolamento europeo n. 1143/2014 Normativa Comunitaria stabilisce precise disposizioni per limitarne la diffusione. Queste piante, spesso introdotte volontariamente o accidentalmente, si sono radicate nel nostro territorio e, secondo gli esperti, vanno monitorate o estirpate per evitare gravi conseguenze ecologiche. La loro elevata capacità di adattamento e propagazione le rende particolarmente pericolose.
📋 Quali sono le piante vietate?
L’Unione Europea ha stilato un elenco di specie vegetali esotiche invasive vietate in tutti i Paesi membri. Queste piante possono:
Alterare gli ecosistemi naturali
Competere con le specie autoctone
Causare danni economici all’agricoltura e alla silvicoltura
Rappresentare un rischio per la salute pubblica
In Italia, il riferimento normativo è il Decreto legislativo n. 230/2017, che vieta la detenzione, coltivazione e commercializzazione di tali specie. L’elenco viene aggiornato periodicamente e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Attualmente sono in vigore quattro liste comunitarie, per un totale di 88 specie vietate tra animali e piante.
Le Regioni possono introdurre ulteriori restrizioni.
Ecco 10 piante vietate tra le più diffuse :
| Nome comune | Nome scientifico |
|---|---|
| Ambrosia | Ambrosia artemisiifolia |
| Balsamina ghiandolosa | Impatiens glandulifera |
| Forbicina frondosa | Bidens frondosus |
| Giacinto d’acqua | Eichhornia crassipes |
| Panace di Mantegazza | Heracleum mantegazzianum |
| Peste d’acqua di Nuttal | Elodea nuttallii |
| Porracchia a grandi fiori | Ludwigia grandiflora |
| Pueraria | Pueraria lobata |
| Rabarbaro gigante | Gunnera tinctoria |
| Topinambur | Helianthus tuberosus |
Chi ne è in possesso deve segnalarlo al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica tramite l’apposito portale al link Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
Sono previste deroghe solo per scopi scientifici, di ricerca o medici, previa autorizzazione ministeriale. In alcuni casi è consentita la coltivazione in confinamento, con misure di contenimento rigorose.
⚖️ Cosa si rischia
Chi coltiva, vende o introduce nell’ambiente una pianta vietata può incorrere in:
Arresto fino a 3 anni
Ammenda da 10.000 a 150.000 euro
Confisca o distruzione degli esemplari, senza diritto a indennizzo
È prevista una riduzione della pena di un terzo se il fatto è commesso per colpa, ad esempio se il venditore ha ingannato l’acquirente. Tuttavia, non conoscere la legge non è una giustificazione: è responsabilità di tutti informarsi. In genere, queste piante non si trovano nei canali di vendita tradizionali e hanno un prezzo elevato, il che dovrebbe far scattare un campanello d’allarme anche per chi non è esperto di botanica.
Gunnera Tinctoria (Rabarbaro Gigante) |
domenica 12 ottobre 2025
Frosinone Fare Verde Provincia di Frosinone APS denuncia l’abbandono dei rifiuti a Frosinone
L’Associazione Fare Verde Provincia di Frosinone APS esprime profonda indignazione per la grave situazione ambientale che affligge il territorio comunale ddi Frosinone, in particolare in via Selva dei Muli, dove i volontari di Fare Verde Città di Frosinone hanno segnalato ben cinque episodi di abbandono di rifiuti in poche ore.
Questa zona, paradossalmente al centro di ambiziosi progetti di sviluppo logistico, si presenta oggi come simbolo di incuria e degrado, evidenziando una preoccupante mancanza di attenzione da parte dell’Amministrazione Comunale. Mentre per l'areale Selva dei Muli si parla di infrastrutture faraoniche e investimenti milionari, non si riesce nemmeno a garantire la pulizia di una strada.
“L’inciviltà di chi abbandona rifiuti padroneggia, ma il Comune si comporta come se il fatto non lo riguardasse eppure si tratta di atti criminali,” dichiara Fare Verde Provincia di Frosinone APS, ricordando che l’abbandono dei rifiuti è oggi un reato penale, come stabilito dal Parlamento Italiano.
A rendere ancora più grave la situazione è il caso di via Cassiopea, dove rifiuti abbandonati sono stati segnalati da quasi un anno sia al Comune che ad altre Autorità competenti. Le PEC inviate sembrano essere cadute nel vuoto, ignorate o forse mai lette. A tal proposito l'Associazione ironizza amaramente: “Forse i funzionari hanno problemi con la vista.”
L’associazione chiede con forza:Interventi immediati di bonifica nelle aree segnalate
Maggiore controllo del territorio e sanzioni efficaci contro i responsabili
Risposte concrete alle segnalazioni inviate dai cittadini e dalle associazioni.
Fare Verde Provincia di Frosinone APS rinnova il suo impegno per la tutela dell’ambiente e invita la cittadinanza a non rassegnarsi al degrado, ma a denunciare ogni forma di inciviltà. Il rispetto del territorio è il primo passo verso una comunità più giusta e sostenibile.
Fare Verde Città di Frosinone
martedì 7 ottobre 2025
Il Governo Meloni rilancia il nucleare: un salto nel passato spacciato per futuro
Il Governo Meloni ha deciso di giocarsi la carta del “nucleare sostenibile” per ridurre la dipendenza energetica dall’estero e favorire la decarbonizzazione. Parlano di svolta, ma è solo un ritorno a una tecnologia fallimentare, pericolosa e costosissima. Più che di innovazione si dovrebbe parlare di greenwashing allo stato puro.
Su proposta del ministro Gilberto Pichetto Fratin, il Consiglio dei Ministri ha approvato una legge delega che riapre le porte al nucleare, puntando sui moduli SMR (Small Modular Reactors), lo smantellamento delle vecchie centrali e la gestione dei rifiuti radioattivi. Tutto questo mentre il Paese non ha ancora individuato un sito per il deposito delle scorie. Per il Governo Italiano è solo un dettaglio insignificante.
Il Governo sogna che il nucleare copra dall’11 al 22% del fabbisogno elettrico nazionale. Ma a quale prezzo? Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia, il nucleare costa tre volte più delle rinnovabili. E l’Italia non ha né uranio né impianti di arricchimento: ci liberiamo dalla dipendenza Russa per finire sotto quella Africana.
Fare Verde Provincia di Frosinone APS, insieme a molte altre associazioni ambientaliste, denuncia con forza questa operazione di maquillage politico. Il nucleare a fissione, anche se “miniaturizzato”, resta una tecnologia obsoleta, pericolosa e incapace di rispondere alle vere esigenze del Paese. I rifiuti radioattivi restano attivi per migliaia di anni.
Il Veneto ha già detto NO a un reattore SMR a Marghera. E mentre il Governo accelera, ignorando i rischi e le evidenze scientifiche, noi rilanciamo l’unica vera alternativa: un modello energetico basato esclusivamente sulle fonti rinnovabili. Solare, eolico, idroelettrico e sistemi di accumulo sono già pronti, già funzionanti, già sostenibili.
Il futuro non si costruisce con l’Uranio. Si costruisce con il sole, il vento e il coraggio di cambiare davvero.
domenica 28 settembre 2025
Morolo - Fare Verde Morolo protagonista del World Cleanup Day 2025: un esempio di civismo e impegno ambientale.
Morolo, 28 settembre 2025 – In occasione del World Cleanup Day 2025 , il gruppo d’azione di Fare Verde Morolo, appartenente alla rete provinciale di Fare Verde Provincia di Frosinone APS, ha organizzato una giornata ecologica presso il fontanile della Trolla, trasformando un semplice intervento di pulizia in una vera e propria dimostrazione di civismo e dedizione. Il World Cleanup Day è la più grande iniziativa globale che si svolge ogni anno a settembre, coinvolgendo milioni di volontari in oltre 211 tra Paesi e territori. L'obiettivo è semplice ma potente: ripulire il pianeta dai rifiuti.
L’evento di Morolo del 28 Settembre 2025 , annunciato sui canali social e comunicato al Comune di Morolo per la gestione dei rifiuti raccolti, ha visto i volontari all’opera fin dalle prime ore del mattino. Con il consueto spirito operativo che contraddistingue l’associazione, sono stati raccolti quindici sacchi di rifiuti, pneumatici fuori uso e persino un televisore abbandonato, restituendo decoro all'area.
Guidati da Verusca Corvia, i volontari di Morolo hanno accolto con entusiasmo due nuovi membri, tra cui il giovanissimo Vittorio, accompagnato dal padre. Il suo debutto nell’attivismo ambientale ha colpito tutti per il senso civico dimostrato, nonostante la giovane età.
A conclusione della giornata, il presidente Dott. Marco Belli ha ringraziato personalmente i partecipanti, sottolineando l’importanza di queste iniziative non solo per la tutela del territorio, ma soprattutto per sensibilizzare la cittadinanza contro l’abbandono dei rifiuti, ricordando che tale pratica costituisce oggi un reato penale.
Il presidente ha infine salutato i volontari presso L’Altro Bar, annunciando la passeggiata ecologica che si farà a Santa Serena, Supino, in collaborazione con il Comitato Civico L’Avamposto della Valle del Sacco, a conferma dell’impegno costante di Fare Verde Provincia di Frosinone APS ha nel promuovere una cultura ambientale attiva e partecipata
martedì 9 settembre 2025
Patrica, il paradosso ambientale: progetti green da milioni e rifiuti abbandonati.
domenica 7 settembre 2025
Morolo - 🌿 “L’Anima Verde della Valle d Sacco: Sapori e Paesaggi” Un successo di partecipazione e valori condivisi
🌿 “L’Anima Verde della Valle d Sacco: Sapori e Paesaggi”
Un successo di partecipazione e valori condivisi
Si è svolto il 6 settembre, presso L’Altro Bar di Morolo, l’eco evento “L’Anima Verde della Valle del Sacco: Sapori e Paesaggi”, promosso da Fare Verde Provincia di Frosinone APS in collaborazione con il Comitato Avamposto della Valle del Sacco e il Comitato Sant’Antonio Abate. L’iniziativa ha saputo coniugare ambiente, cultura e gastronomia, offrendo ai partecipanti un’esperienza autentica e profondamente radicata nel territorio ciociaro.
Il Dott. Marco Belli, presidente di Fare Verde Provincia di Frosinone APS, ha espresso sincera gratitudine ai volontari e in particolare alla Sig.ra Verusca Corvia, presidente del gruppo d'azione Fare Verde Morolo, per l’organizzazione impeccabile. Un ringraziamento speciale è stato rivolto ai Medici Giovanni Martino e Teresa Petricca, che hanno illustrato con competenza la gravità dell’inquinamento atmosferico e le sue conseguenze sulla salute pubblica.
Durante l’evento sono state presentate due centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria, che verranno installate a San Vittore del Lazio, segnando un passo concreto verso la tutela ambientale.
🌾 Difendere l’agricoltura locale: una priorità
L’iniziativa ha posto l’accento sulla necessità di sostenere le produzioni agricole locali, spesso penalizzate dalla presenza del sito SIN (Sito di Interesse Nazionale), pur essendo estranee alle cause dell’inquinamento. Fare Verde Provincia di Frosinone APS ha lanciato un appello alle Autorità competenti affinché si proceda alla bonifica dei siti contaminati e si restituiscano all’agricoltura i terreni non inquinati, come dimostrano le analisi di caratterizzazione.
“Nessun territorio deve essere considerato già compromesso” — ha dichiarato il Dott. Belli.
🛡️ Un marchio per la qualità e la rinascita
Tra le proposte emerse, la creazione di un marchio di qualità per i prodotti agricoli e zootecnici genuini rappresenta un’opportunità concreta per rilanciare l’economia locale. Come sottolineato dal Dott. Belli:
“L’economia di un territorio deve seguire la sua vocazione, che non può essere sradicata per gli interessi di pochi.”
🌍 Una terra da riscoprire
La Valle del Sacco, un tempo ricca di colture, allevamenti e biodiversità, oggi appare segnata da capannoni industriali dismessi, inquinamento e distese di impianti fotovoltaici. L’acqua del fiume, un tempo fonte di vita, è ora simbolo di degrado. La popolazione, testimone di questa trasformazione, esprime profondo disagio per la perdita di identità territoriale.
L’evento ha rappresentato un atto di amore verso la terra, un invito alla consapevolezza e un segnale forte per costruire un futuro sostenibile, fondato sulla verità, la tradizione e il rispetto della natura.
