venerdì 26 dicembre 2025

Giornata Nazionale dell'albero 2025 - Salviamo il bosco Morroni

 MSGC - Giornata Nazionale dell’Albero – 21 Novembre 2025 - Salviamo il bosco Morroni candidato al Premio Nazionale del Paesaggio 2026.

Fare Verde Provincia di Frosinone APS insieme ai gruppi di Monte San Giovanni Campano, Morolo, Castelliri e al Comitato L’Avamposto della Valle del Sacco hanno celebrato la ricorrenza con gli alunni dell’Istituto Comprensivo di Monte San Giovanni Campano.
Oggi i bambini delle classi Quinta A e Quinta B di Anitrella hanno piantato con noi l’Albero della Pace donato dal vivaio Universal di Scifelli: un gesto semplice, ma carico di significato, dedicato a tutti i piccoli che hanno perso la vita nelle guerre.
Una voce innocente ha letto la poesia “Dipingo la Pace” di Talil Sorek. La scolaresca ha cantato e condiviso pensieri sinceri su PACE e NATURA, trasformando l'area verde Colle Cipullo in un messaggio universale di speranza.
Il Dott. Marco Belli presidente di Fare Verde Provincia di Frosinone APS, emozionato, ha ricordato:
“Questa è la speranza per il futuro. Non stiamo sbagliando da nessuna parte nel difendere con ostinazione l’Ambiente, la Natura e la Biodiversità.”
Alla presenza del Sindaco Emiliano Cinelli, del Vicesindaco Sabrina Sciucco e del Consigliere Marco Caserra delegato ai Lavori Pubblici, abbiamo annunciato la partecipazione al Premio Nazionale del Paesaggio 2026 con il progetto Salviamo il Bosco Morroni ormai arrivato ad oltre 430 piante messe a dimora nella parte del bosco distrutta dagli incendi.
Un albero piantato oggi è un futuro che cresce domani.
La Pace e la Natura camminano insieme, e i bambini ci hanno insegnato che difenderle è il più grande atto d’amore.

sabato 25 ottobre 2025

Piante illegali che non si possono coltivare in Italia.

 

🌿 Attenzione alle piante vietate: ecco quali sono e cosa si rischia

In Italia esistono diverse specie vegetali la cui coltivazione è vietata per legge. Chi le possiede nel proprio giardino, orto o anche in casa, rischia sanzioni severe. Vediamo insieme quali sono queste piante e perché è importante conoscerle.

🚫 Piante vietate: non solo stupefacenti

Quando si parla di piante proibite, si pensa spesso a quelle da cui si ricavano sostanze stupefacenti. In realtà, il divieto riguarda anche molte specie esotiche invasive, capaci di danneggiare l’ambiente, la biodiversità e persino la salute umana. Il Regolamento europeo n. 1143/2014  Normativa Comunitaria stabilisce precise disposizioni per limitarne la diffusione. Queste piante, spesso introdotte volontariamente o accidentalmente, si sono radicate nel nostro territorio e, secondo gli esperti, vanno monitorate o estirpate per evitare gravi conseguenze ecologiche. La loro elevata capacità di adattamento e propagazione le rende particolarmente pericolose.

📋 Quali sono le piante vietate?

L’Unione Europea ha stilato un elenco di specie vegetali esotiche invasive vietate in tutti i Paesi membri. Queste piante possono:

  • Alterare gli ecosistemi naturali

  • Competere con le specie autoctone

  • Causare danni economici all’agricoltura e alla silvicoltura

  • Rappresentare un rischio per la salute pubblica

In Italia, il riferimento normativo è il Decreto legislativo n. 230/2017, che vieta la detenzione, coltivazione e commercializzazione di tali specie. L’elenco viene aggiornato periodicamente e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. 

Attualmente sono in vigore quattro liste comunitarie, per un totale di 88 specie vietate tra animali e piante. 

Le Regioni possono introdurre ulteriori restrizioni.

Ecco 10 piante vietate tra le più diffuse :

Nome comuneNome scientifico
AmbrosiaAmbrosia artemisiifolia
Balsamina ghiandolosaImpatiens glandulifera
Forbicina frondosaBidens frondosus
Giacinto d’acquaEichhornia crassipes
Panace di MantegazzaHeracleum mantegazzianum
Peste d’acqua di NuttalElodea nuttallii
Porracchia a grandi fioriLudwigia grandiflora
PuerariaPueraria lobata
Rabarbaro giganteGunnera tinctoria
TopinamburHelianthus tuberosus

Chi ne è in possesso deve segnalarlo al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica tramite l’apposito portale al link Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica

Sono previste deroghe solo per scopi scientifici, di ricerca o medici, previa autorizzazione ministeriale. In alcuni casi è consentita la coltivazione in confinamento, con misure di contenimento rigorose.

⚖️ Cosa si rischia

Chi coltiva, vende o introduce nell’ambiente una pianta vietata può incorrere in:

  • Arresto fino a 3 anni

  • Ammenda da 10.000 a 150.000 euro

  • Confisca o distruzione degli esemplari, senza diritto a indennizzo

È prevista una riduzione della pena di un terzo se il fatto è commesso per colpa, ad esempio se il venditore ha ingannato l’acquirente. Tuttavia, non conoscere la legge non è una giustificazione: è responsabilità di tutti informarsi. In genere, queste piante non si trovano nei canali di vendita tradizionali e hanno un prezzo elevato, il che dovrebbe far scattare un campanello d’allarme anche per chi non è esperto di botanica.


Gunnera Tinctoria  (Rabarbaro Gigante)





domenica 12 ottobre 2025

Frosinone Fare Verde Provincia di Frosinone APS denuncia l’abbandono dei rifiuti a Frosinone



L’Associazione Fare Verde Provincia di Frosinone APS esprime profonda indignazione per la grave situazione ambientale che affligge il territorio comunale ddi Frosinone, in particolare in via Selva dei Muli, dove i volontari di Fare Verde Città di Frosinone hanno segnalato ben cinque episodi di abbandono di rifiuti in poche ore.

Questa zona, paradossalmente al centro di ambiziosi progetti di sviluppo logistico, si presenta oggi come simbolo di incuria e degrado, evidenziando una preoccupante mancanza di attenzione da parte dell’Amministrazione Comunale. Mentre per l'areale Selva dei Muli si parla di infrastrutture faraoniche e investimenti milionari, non si riesce nemmeno a garantire la pulizia di una strada.

“L’inciviltà di chi abbandona rifiuti padroneggia, ma il Comune si comporta come se il fatto non lo riguardasse eppure si tratta di atti criminali,” dichiara Fare Verde Provincia di Frosinone APS, ricordando che l’abbandono dei rifiuti è oggi un reato penale, come stabilito dal Parlamento Italiano.

A rendere ancora più grave la situazione è il caso di via Cassiopea, dove rifiuti abbandonati sono stati segnalati da quasi un anno sia al Comune che ad altre Autorità competenti. Le PEC inviate sembrano essere cadute nel vuoto, ignorate o forse mai lette. A tal proposito l'Associazione ironizza amaramente: “Forse i funzionari hanno problemi con la vista.”

L’associazione chiede con forza:Interventi immediati di bonifica nelle aree segnalate
Maggiore controllo del territorio e sanzioni efficaci contro i responsabili
Risposte concrete alle segnalazioni inviate dai cittadini e dalle associazioni.

Fare Verde Provincia di Frosinone APS rinnova il suo impegno per la tutela dell’ambiente e invita la cittadinanza a non rassegnarsi al degrado, ma a denunciare ogni forma di inciviltà. Il rispetto del territorio è il primo passo verso una comunità più giusta e sostenibile.
Fare Verde Provincia di Frosinone APS
Fare Verde Città di Frosinone





















martedì 7 ottobre 2025

Il Governo Meloni rilancia il nucleare: un salto nel passato spacciato per futuro



Il Governo Meloni ha deciso di giocarsi la carta del “nucleare sostenibile” per ridurre la dipendenza energetica dall’estero e favorire la decarbonizzazione. Parlano di svolta, ma è solo un ritorno a una tecnologia fallimentare, pericolosa e costosissima. Più che di innovazione si dovrebbe parlare di greenwashing allo stato puro.

Su proposta del ministro Gilberto Pichetto Fratin, il Consiglio dei Ministri ha approvato una legge delega che riapre le porte al nucleare, puntando sui moduli SMR (Small Modular Reactors), lo smantellamento delle vecchie centrali e la gestione dei rifiuti radioattivi. Tutto questo mentre il Paese non ha ancora individuato un sito per il deposito delle scorie. Per il Governo Italiano è solo un dettaglio insignificante.

Il Governo sogna che il nucleare copra dall’11 al 22% del fabbisogno elettrico nazionale. Ma a quale prezzo? Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia, il nucleare costa tre volte più delle rinnovabili. E l’Italia non ha né uranio né impianti di arricchimento: ci liberiamo dalla dipendenza Russa per finire sotto quella Africana.

Fare Verde Provincia di Frosinone APS, insieme a molte altre associazioni ambientaliste, denuncia con forza questa operazione di maquillage politico. Il nucleare a fissione, anche se “miniaturizzato”, resta una tecnologia obsoleta, pericolosa e incapace di rispondere alle vere esigenze del Paese. I rifiuti radioattivi restano attivi per migliaia di anni.

Il Veneto ha già detto NO a un reattore SMR a Marghera. E mentre il Governo accelera, ignorando i rischi e le evidenze scientifiche, noi rilanciamo l’unica vera alternativa: un modello energetico basato esclusivamente sulle fonti rinnovabili. Solare, eolico, idroelettrico e sistemi di accumulo sono già pronti, già funzionanti, già sostenibili.

Il futuro non si costruisce con l’Uranio. Si costruisce con il sole, il vento e il coraggio di cambiare davvero.





Kawauchi , sacchi di terra contaminata, Disastro nucleare di Fukushima. foto di Alessandro Tesei 
10 anni dopo.


domenica 28 settembre 2025

Morolo - Fare Verde Morolo protagonista del World Cleanup Day 2025: un esempio di civismo e impegno ambientale.

 



Morolo, 28 settembre 2025 – In occasione del World Cleanup Day 2025 , il gruppo d’azione di Fare Verde Morolo, appartenente alla rete provinciale di Fare Verde Provincia di Frosinone APS, ha organizzato una giornata ecologica presso il fontanile della Trolla, trasformando un semplice intervento di pulizia in una vera e propria dimostrazione di civismo e dedizione. Il World Cleanup Day è la più grande iniziativa globale che si svolge ogni anno a settembre, coinvolgendo milioni di volontari in oltre 211 tra Paesi e territori. L'obiettivo è semplice ma potente: ripulire il pianeta dai rifiuti.

L’evento di Morolo del 28 Settembre 2025 , annunciato sui canali social e comunicato al Comune di Morolo per la gestione dei rifiuti raccolti, ha visto i volontari all’opera fin dalle prime ore del mattino. Con il consueto spirito operativo che contraddistingue l’associazione, sono stati raccolti quindici sacchi di rifiuti, pneumatici fuori uso e persino un televisore abbandonato, restituendo decoro all'area.

Guidati da Verusca Corvia, i volontari di Morolo hanno accolto con entusiasmo due nuovi membri, tra cui il giovanissimo Vittorio, accompagnato dal padre. Il suo debutto nell’attivismo ambientale ha colpito tutti per il senso civico dimostrato, nonostante la giovane età.

A conclusione della giornata, il presidente Dott. Marco Belli ha ringraziato personalmente i partecipanti, sottolineando l’importanza di queste iniziative non solo per la tutela del territorio, ma soprattutto per sensibilizzare la cittadinanza contro l’abbandono dei rifiuti, ricordando che tale pratica costituisce oggi un reato penale.

Il presidente ha infine salutato i volontari presso L’Altro Bar, annunciando la passeggiata ecologica che si farà a Santa Serena, Supino, in collaborazione con il Comitato Civico L’Avamposto della Valle del Sacco, a conferma dell’impegno costante di Fare Verde Provincia di Frosinone APS ha nel promuovere una cultura ambientale attiva e partecipata







































martedì 9 settembre 2025

Patrica, il paradosso ambientale: progetti green da milioni e rifiuti abbandonati.

 


Patrica (FR) – Mentre si moltiplicano i progetti “green” da milioni di euro per la Valle del Sacco, la realtà quotidiana racconta tutt’altro. Lungo la strada ASI, accanto al muro di cinta dell’ex stabilimento Siporex, si estende una vera e propria discarica abusiva: materassi, frigoriferi, pneumatici fuori uso, pezzi di auto e rifiuti di ogni genere giacciono indisturbati da anni.

La contraddizione è evidente. Da un lato, si parla di biodigestori, del progetto idrogeno, di sostenibilità e di impianti per il trattamento dei rifiuti; dall’altro, non si riesce nemmeno a garantire la bonifica di un tratto stradale visibile e noto a tutti. L’area, già oggetto di attenzione da parte della Rai3 , è stata più volte denunciata dalla locale Associazione Fare Verde Patrica, ma senza risultati concreti.

«È una vergogna – dichiara Flavio Piroli, presidente di Fare Verde Patrica–. Abbiamo segnalato, documentato, coinvolto i media, ma l’inciviltà continua indisturbata. E chi dovrebbe intervenire resta in silenzio.»

Il sito dell’ex Siporex è da tempo al centro di polemiche per il progetto di realizzazione di un biodigestore per il trattamento dei rifiuti organici, per gli impianti fotovoltaici a terra, per il progetto idrogeno che hanno sollevato forti opposizioni da parte della popolazione residente. Mentre si discute di impianti milionari per il trattamento di centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti, la bonifica del suolo e la rimozione dei rifiuti esistenti restano ferme al palo.

La Legge Regionale 13/2019, che disciplina le aree ad elevato rischio ambientale, è stata invocata da più parti per tutelare il territorio e la salute dei cittadini. Ma l’attuazione concreta resta mera illusione.

Il Dott. Marco Belli presidente di Fare Verde Provincia di Frosinone APS: "Come si può parlare di transizione ecologica, di sostenibilità e di innovazione ambientale, quando non si riesce nemmeno a rimuovere i rifiuti da una strada? La Valle del Sacco merita rispetto, non solo nei convegni e nei progetti su carta, ma nella realtà quotidiana. E Patrica, simbolo di questa contraddizione, chiede risposte. Non domani. Oggi" .











domenica 7 settembre 2025

Morolo - 🌿 “L’Anima Verde della Valle d Sacco: Sapori e Paesaggi” Un successo di partecipazione e valori condivisi


🌿 “L’Anima Verde della Valle d Sacco: Sapori e Paesaggi”

Un successo di partecipazione e valori condivisi

Si è svolto il 6 settembre, presso L’Altro Bar di Morolo, l’eco evento “L’Anima Verde della Valle del Sacco: Sapori e Paesaggi”, promosso da Fare Verde Provincia di Frosinone APS in collaborazione con il Comitato Avamposto della Valle del Sacco e il Comitato Sant’Antonio Abate. L’iniziativa ha saputo coniugare ambiente, cultura e gastronomia, offrendo ai partecipanti un’esperienza autentica e profondamente radicata nel territorio ciociaro.

Il Dott. Marco Belli, presidente di Fare Verde Provincia di Frosinone APS, ha espresso sincera gratitudine ai volontari e in particolare alla Sig.ra Verusca Corvia, presidente del gruppo d'azione Fare Verde Morolo, per l’organizzazione impeccabile. Un ringraziamento speciale è stato rivolto ai Medici Giovanni Martino e Teresa Petricca, che hanno illustrato con competenza la gravità dell’inquinamento atmosferico e le sue conseguenze sulla salute pubblica.

Durante l’evento sono state presentate due centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria, che verranno installate a San Vittore del Lazio, segnando un passo concreto verso la tutela ambientale.
🌾 Difendere l’agricoltura locale: una priorità

L’iniziativa ha posto l’accento sulla necessità di sostenere le produzioni agricole locali, spesso penalizzate dalla presenza del sito SIN (Sito di Interesse Nazionale), pur essendo estranee alle cause dell’inquinamento. Fare Verde Provincia di Frosinone APS ha lanciato un appello alle Autorità competenti affinché si proceda alla bonifica dei siti contaminati e si restituiscano all’agricoltura i terreni non inquinati, come dimostrano le analisi di caratterizzazione.

“Nessun territorio deve essere considerato già compromesso” — ha dichiarato il Dott. Belli.

🛡️ Un marchio per la qualità e la rinascita

Tra le proposte emerse, la creazione di un marchio di qualità per i prodotti agricoli e zootecnici genuini rappresenta un’opportunità concreta per rilanciare l’economia locale. Come sottolineato dal Dott. Belli:

“L’economia di un territorio deve seguire la sua vocazione, che non può essere sradicata per gli interessi di pochi.”

🌍 Una terra da riscoprire

La Valle del Sacco, un tempo ricca di colture, allevamenti e biodiversità, oggi appare segnata da capannoni industriali dismessi, inquinamento e distese di impianti fotovoltaici. L’acqua del fiume, un tempo fonte di vita, è ora simbolo di degrado. La popolazione, testimone di questa trasformazione, esprime profondo disagio per la perdita di identità territoriale.

L’evento ha rappresentato un atto di amore verso la terra, un invito alla consapevolezza e un segnale forte per costruire un futuro sostenibile, fondato sulla verità, la tradizione e il rispetto della natura.