Fare Verde Provincia di Frosinone APS ha inoltrato alla Procura della Repubblica di Cassino, alla Prefettura di Frosinone, alla ASL, al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e al Comune di San Giorgio a Liri una richiesta formale per accertamenti sull’impianto di recupero rifiuti gestito da RE.MAT. Lazio S.p.A., alla luce di elementi documentali che sembrerebbero evidenziare criticità rilevanti.
L’associazione ha sottolineato come la Regione Lazio abbia qualificato come modifica non sostanziale un intervento che ha comportato un ampliamento dell’impianto del 53%, l’estensione delle aree di stoccaggio, nuove opere civili, modifiche al sistema di gestione delle acque meteoriche e l’introduzione di un’area destinata al deposito temporaneo di rifiuti radioattivi. Una valutazione che, secondo Fare Verde Provincia di Frosinone APS, avrebbe richiesto un’analisi più approfondita degli effetti cumulativi.
Nell'esposto è stata posta particolare attenzione sull’incendio del 6 aprile 2025, verificatosi durante il procedimento autorizzativo, senza che nel nuovo provvedimento regionale emergesse una rivalutazione delle misure antincendio o del Piano di Emergenza Interno. Il successivo incendio del 12 luglio 2026 renderebbe inquietante questa specifica circostanza .
Fare Verde Provincia di Frosinone APS ha inoltre evidenziato che una prescrizione del rinnovo autorizzativo – la rimozione dei rifiuti accumulati all’esterno – risultava adempiuta solo al 60%, con una quota rilevante di materiali ancora presente al momento dell’autorizzazione del 2025.
Ulteriori verifiche sono state richieste sul dimensionamento del nuovo sistema di gestione delle acque meteoriche, sulla capacità dei serbatoi, sul rischio di tracimazioni e sulla conformità alle prescrizioni tecniche, soprattutto in relazione all’aumento delle superfici impermeabili.
L’associazione ha chiesto infine accertamenti sulla nuova area destinata ai rifiuti radioattivi intercettati dai sistemi radiometrici, richiamando la necessità di protocolli operativi conformi al D.Lgs. 101/2020 e di un aggiornamento del Piano di Emergenza Interno.
Alla luce di tali elementi, Fare Verde ha sollecitato gli enti competenti a verificare la completezza dell’istruttoria, la conformità delle valutazioni ambientali e l’adeguatezza delle misure di prevenzione, nel rispetto dei principi di precauzione e di tutela dell’ambiente sanciti dal D.Lgs. 152/2006.
Soi precisa che con altra nota è stata chiesta la revoca dell'AIA emessa dalla Regione Lazio con la determinazione n. G11754 del 16 settembre 2025





