lunedì 5 febbraio 2018

L'APPELLO: INTRODURRE IL REATO DI OMICIDIO VENATORIO

Sono anni che Fare Verde in Provincia di Frosinone si batte per risolvere le criticita’ procurate durante le campagne venatorie. Morti, feriti, animali domestici impallinati, colpi detonati vicino alle case e gente che imperterrita gira per le strade ostentando le armi in bella vista. Altri effetti che sono stati sempre considerati sono l’inquinamento della terra dai residui delle cartucce, dal piombo , l’abbandono dei cani da caccia e l'eccessivo prelievo venatorio. Alla luce dell’ennesima vittima che e’ deceduta ieri ad Arpino la nostra Associazione si rivolge ai candidati di tutte le forze politiche per includere gli incidenti di caccia in un nuovo tipo di reato specifico.
L’OMICIDIO VENATORIO per dare la certezza della pena a chi non ha usato tutti gli accorgimenti per rispettare l’esistenza in vita altrui. Parallelamente all’introduzione del reato per l’Omicidio Venatorio sara’ proposta la possibilita’ di fare l’alccool test e il droga test durante e dopo le battute di caccia. La revisione delle autorizzazioni per la caccia dovrebbe essere eseguita con le stesse modalita’ attuate per la patente di guida in modo da garantire la sicurezza della popolazione e anche quella dei cacciatori. Nulla di personale con nessuno ma e’ arrivata l’ora di aggiornare le punizioni per i cacciatori che si sentono un po’ troppo liberi di fare come gli pare.


domenica 4 febbraio 2018

Provincia di Frosinone - Depurazione alla carlona e razionamento dell'acqua potabile.

La normativa di riferimento in materia di trattamento dei reflui è la Direttiva 91/271/CEE recepita dall’Italia con il D. Lgs. 152/2006 (e ss.mm.ii, cosiddetto Codice dell’Ambiente). La Direttiva prevede che tutti gli agglomerati con carico generato maggiore di 2.000 abitanti equivalenti (a.e.) siano forniti di adeguati sistemi di reti fognarie e trattamento delle acque reflue, secondo precise scadenze temporali, ormai già passate, in funzione del numero degli abitanti equivalenti e dell’area di scarico delle acque (area normale o area sensibile).
Per le inadempienze nell’attuazione della Direttiva l’Italia ha già subito due condanne da parte della Corte di Giustizia Europea, la C565-10 (Procedura 2004-2034) e la C85-13 (Procedura 2009-2034) e l’avvio di una nuova procedura di infrazione (Procedura 2014-2059). Nella procedura di infrazione 2014-2059 e' inclusa anche la depurazione delle acque reflue di Monte San Giovanni Campano e di tanti altri Comuni della Provincia di Frosinone in più a quelli già compresi nelle altre procedure e relative condanne già emesse. Nonostante ciò la nostra Associazione conscia della gravità della situazione più volte e' dovuta ricorrere alle Forze dell'Ordine per far sanzionare i depuratori presenti che oltre ad essere insufficienti per la quantità degli abitanti equivalenti, sono risultati senza le autorizzazioni allo scarico e in diversi casi con emissioni nell'ambiente per le acque reflue con titoli di sostanze inquinanti superiori a quelle consentite dalla legge. In questi giorni si legge sui network di fantomatiche associazioni in difesa dei consumatori che accusano parte della popolazione di essersi allacciata abusivamente alla rete, parlano di perdite occulte mai riferendosi all'uso insostenibile delle risorse idriche da parte del gestore del servizio idrico integrato. In buona sostanza e' emerso dalla lettura di magnifici articoli pro gestore che la colpa e' dei consumatori che non pagano e non di chi li vessa con il razionamento dell'acqua facendosi pagare anche l'aria inquinata della nostra provincia che e' sempre presente nelle condutture. Mai da nessuna parte si legge che molti depuratori in Provincia di Frosinone sono sotto infrazione da parte dell'UE. Per una questione di onesta' intellettuale le associazioni in difesa dei consumatori dovrebbero iniziare ad essere meno sbadate perché la depurazione delle acque reflue urbane e' pagata dai consumatori in quanto non e' un servizio gratuito. Le associazioni per la tutela dei consumatori  per garantire la popolazione come dicono di fare avrebbero dovuto includere nelle loro argomentazioni la depurazione delle acque reflue,  in quanto il servizio idrico e' integrato, e verificare se vengono realmente depurate in modo da   capire chi deve pagare sulla bolletta il servizio. Servizio per la depurazione delle acque reflue urbane  che l'Unione Europea ha definito insufficiente sottoponendo l'Italia a multa forfettaria per oltre 60.000.0000 di euro più una gabella da 350.000 euro al giorno. Fare Verde Provincia di Frosinone specifica infine che TUTTI i depuratori dei tanti  segnalati fino a questo momento alle Forze dell'Ordine sono stati sanzionati perché non in regola con le leggi dello Stato e della Regione Lazio. In alcuni casi la nostra Associazione e' stata costretta a rivolgersi anche alle due Magistrature presenti in Provincia di Frosinone. Fare Verde infine si auspica che le associazioni di tutela dei Consumatori abbiano la correttezza di verificare quanto e' stato ricordato in questo post invece di fare sterile polemca sui network nei confronti della popolazione che e' libera di organizzarsi, come crede,per protestare. 


Nella foto l'obsoleto depuratore SIONE . Ultimo in cronologia per essere stato segnalato alle Forze dell'Ordine con gli accertamenti ancora in corso.

sabato 3 febbraio 2018

MSGC - Gli acquisti verdi non servono neppure per gli ortaggi.

Riscattereste una vettura che deve essere demolita perché non e' più a norma con il Codice della Strada? Ovviamente no! Non vi sfiorerera' neppure l'idea di farlo perché siete consapevoli  che se vi fermerà la Stradale vi sequestrerà il libretto di circolazione, vi mandera' a casa a piedi e in caso di sinistro l'assicurazione non risarcirà alcun danno. Ebbene a Monte San Giovanni Campano il Comune che ha pensato di fare? Voleva riscattare gli impianti di illuminazione pubblica che NON sono a norma con le leggi anti inquinamento e che inconfutabilmente sono anche lesivi per la salute pubblica. Per fortuna c'è stato un intervento che non aveva nulla a che fare con l'inquinamento che ha fatto aggiornare la discussione del punto all'ordine del giorno. In buona sostanza il Comune voleva pagare l'ENEL per prendersi gli obsoleti e inquinanti impianti della pubblica illuminazione, che di fatto sono solo ferro vecchio senza alcun valore economico, per gestirli in proprio nell'apoteosi dell'approssimazione per il cattivo uso del denaro pubblico. Monte San Giovanni Campano e' il paese dei GAMBERI dove ad ogni passo in avanti se ne fanno due dietro giusto per non perdere di vista l'obbiettivo finale dell'essere un paese RETRIVO. Ancor peggio sta accadendo  agli impianti della pubblica illuminazione che erano stati modificati con i led in quanto  pian pianino li stanno riconvertendo a lampade che non creano risparmio energetico. Spesso accade che quando un led si fulmina viene sostituito con le lampade tradizionali. Impianti che negli ultimi anni si sono trasformati in MISTI, che hanno perso la funzione rispettosa  per l'ambiente e di risparmio energetico per cui sono stati progettati.Una gestione alla CARLONA della cosa pubblica fatta senza rispettare il Green Pubblic Procuremet imposto dalle leggi dello Stato. Allo stesso identico modo pochi giorni fa sono state consegnate le buste per la raccolta dei rifiuti e ancora una volta nessuno si e' preso l'ardire di ordinare buste che provengono dalla plastica riciclata. E ancora l'appalto della refezione scolastica che non tiene conto delle produzioni a km zero e permette l'uso della posateria usa e getta come se non vi fosse un domani con la complicità della scuola che in questo caso si comporta da matrigna diseducativa nei confronti degli alunni e studenti; in perfetta disarmonia con le direttive Europee che proprio in questi giorni sono state all'attenzione dell'opinione pubblica Mondiale. Una domanda a questo punto ci vuole: Monte San Giovanni Campano e' stato escluso dalla legge sugli acquisti verdi? Sembra che Monte San Giovanni Campano oltre a non aver recepito le leggi dello Stato sugli acquisti verdi non ha ancora recepito che l'economia lineare dell'usa e getta e' stata  trasformata  in economia circolare e che l'essere un paese RETRIVO non porterà alcun giovamento allo sviluppo del territorio. Ciò e' dimostrato anche dalla mancata attenzione che il Comune ha a riguardo della manutenzione dei veicoli ed infatti non vengono usati bio carburante, l'olio motore riciclato, i pneumatici riciclati e  i pezzi meccanici non provengono dalla rigenerazione. Un modo come un altro per "scialare" e sperperare il denaro quando ci sono leggi dello STATO che danno la possibilità di poter risparmiare.


 Questo e' il tipo di lanterna che il Comune vuole riscattare all'ENEL. Questo tipo di lanterna non e' a norma ed e' solo ferro vecchio.