domenica 28 giugno 2015

Incontro dei Gruppi Locali della Provincia di Frosinone con il Presidente Nazionale - Segnalazioni e Doglianze infinite -


Si sono conclusi questa mattina i lavori di Fare Verde Provincia di Frosinone che sono stati coordinati dal Presidente Nazionale Avv. Francesco Greco e dal Commissario per la Provincia di Frosinone  Dott. Marco Belli. La riunione tenutasi presso la magnifica cornice di Villa S. Marco a Monte San Giovanni Campano ha incassato i saluti provenienti dalla Regione Lazio ed esternati dall'On. Daniela Bianchi firmataria della proposta di legge per il Parco dei Monti Ernici  "La vostra partecipazione attiva e solidale è un bene prezioso da sostenere perché permette di arrivare lì dove la politica molte volte non sa o non può arrivare. Siete delle sentinelle sul territorio, delle antenne tese, nel vostro caso, in difesa dell’ambiente e del benessere dei cittadini".







 Le strategie riguardanti tutte le problematiche di inquinamento e di prevenzione all'inquinamento restano finalizzate anche al miglioramento della Normativa Nazionale, di quella Regionale in linea con le Direttive dell'Unione Europea mentre le tattiche attuative vengono riassunte brevemente con azioni di segnalazione, di denuncia , di  proposta alternativa e/o risolutiva che verranno presentate dai Gruppi Locali a chiunque sia la controparte (pubblica o privata). Durante la riunione sono state consegnate le firme raccolte in difesa del Corpo Forestale dello Stato  che potrebbe essere sciolto. Le Doglianze di Fare Verde per il territorio Provinciale: Mancanza di programmazione per le problematiche Ambientali presenti troppo legata alla burocrazia; Incuria del territorio ; Scarsa o nulla la presenza di rilevamenti per le cause degli inquinanti dell'aria, dell'acqua  e della terra; Scarsa attenzione alle Biodiversità ; Mancato contrasto al fenomeno dell'abbandono dei rifiuti; Mancanza di decisioni certe per la depurazione delle acque reflue e Spreco delle risorse idriche.Questi i punti strategici trattati ma restano ancora da trattare  problematiche legate al randagismo, all'economia circolare , al turismo sostenibile e al riciclo dei rifiuti per la mancanza in tanti Comuni dell'isola ecologica o dei centri di riuso, riparazione e decostruzione previsti dal D.L. 152 del 2006.
Nella mattinata del 28.6.2015 il Presidente di Fare Verde Onlus accompagnato dal Gruppo Locale di Monte San Giovanni Campano ha dato il GOOD MORNING a Monte San Giovanni Campano recandosi sui luoghi di segnalazione ritenuti di gravità assoluta per i danni arrecati all'Ambiente.
Depuratore di Chiaiamari che sversa su un terreno privato in località Pantanelle: Fare Verde lagna l'assenza dei rilevamenti da parte dell'Arpa Lazio nonostante i due solleciti scritti dopo l'intervento del Corpo Forestale dello Stato.







Discarica in località Mastrazze piena di rifiuti speciali su terreno di pertinenza Comunale: Fare Verde lagna il mancato sequestro e l'apposizione di sigilli




Non poteva mancare l'ennesima perdita al Perdidotto Comunale in località Le Gotte di Monte San Giovanni Campano e a tal proposito il Presidente Nazionale di Fare Verde Onlus ricorda all'amministratoire delegato di ACEA che l'acqua è un bene prezioso che non va sprecata nei frossi.






​ Da ricordare infine l'intervento di Salvatore Avella  responsabile di Fare Verde Cassino: Le Associazioni non debbono fare "comunella" con i politici poco attenti all'Ambiente, alle Biodiversità e al Territorio perchè inevitabilomente diventano complici con il loro silenzio reverenziale.
Fare Verde Onlus

venerdì 26 giugno 2015

Gruppo Locale Fare Verde Sora


Il giorno 25 di Giugno 2015 si è costituito il Gruppo Locale Fare Verde Sora. La compagine della nostra Associazione rivolgerà il suo sguardo attento alle problematiche rurali che derivano dalle criticità  Ambientali del territorio e seguirà quelle che sono le direttive dello Statuto in difesa dell'Ambiente e delle Biodiversità. Il nuovo  gruppo  di Fare Verde Sora, guidato dal Presidente Stefano Caschera, farà molta attenzione all'agricoltura e al suo sviluppo sostenibile proponendo nuovi metodi di lotta alle parassitosi che hanno flagellato il territorio e l'utilizzo dell'energia alternativa in linea con la direttiva UE che ha per obiettivo la riduzione della Co2 per il 2030 meglio conosciuta con la sigla 40/27/27


Con la visita del Presidente Nazionale di Fare Verde Onlus del 27.6.2015 a Monte San Giovanni Campano verranno omologati i nuovi gruppi di Sora e Campoli Appennino. Presso l'incantevole cornice del ristorante Villa San Marco a Monte San Giovanni Campano il Presidente di Fare Verde Avv. Francesco Greco e il Commissario per la Provincia di FR Dott. Marco Belli spiegheranno le strategie in difesa dell'Ambiente da sviluppare fino a Maggio 2016. Verranno introdotti i seguenti argomenti: lotta agli ecoreati, No agli inceneritori, Caccia di selezione, Valle del Sacco, Bacino del Liri,  Energia alternativa, polveri sottili, Campagna strade pulite e sicure Fare Verde Lazio, Parco dei Monti Ernici, bonifica discariche, Acqua bene comune, difesa degli animal e nuova classificazione dei rifiuti speciali in vigore dal 1.6.2015. La riunione di carattere tecnico e strategico è dedicata ai responsabili dei Gruppi Locali presenti in provincia di Frosinone.

lunedì 22 giugno 2015

Aprire una discarica abusiva per il materiale edile di risulta è REATO PENALE


Aprire una discarica abusiva di materiale edile è un reato penale ai sensi della nuova legge sulla tutela Ambientale bisogna fare estrema attenzione perchè ci possono scappare le manette.
LEGISLAZIONE AMBIENTALE

Il D.Lgs. 152/2006 :

Valutazioni e autorizzazioni ambientali (VIA, VAS, IPPC)
Difesa del suolo e tutela delle acque
Gestione dei rifiuti
Riduzione dell’inquinamento atmosferico
Risarcimento danni ambientali

E’ importantissimo tener in conto che, accanto alla disciplina introdotta dal provvedimento, è obbligatorio considerare le regole UE “self executing” – ad esempio i regolamenti su import–export dei rifiuti – direttamente applicabili nell’ordinamento di ciascuno stato membro europeo. Per dipanare dubbi sul diritto ambientale, in continuo divenire è opportuno considerare le sentenze pertinenti emesse dal Consiglio di Stato e dal T.A.R., nonché dalla Corte di Cassazione Penale. E’ bene non sottovalutare i reati ambientali in quanto molti sono regolati dal diritto penale, le cui sanzioni son ben superiori a quelle stabilite dal diritto amministrativo proprio perché “macchiano” indelebilmente la fedina penale. Vediamo allora i principi di una corretta gestione dei materiali di risulta dai cantieri e le responsabilità in materia ambientale degli attori coinvolti.

Definizione di rifiuto
L’articolo 183, comma 1, lettera a) definisce rifiuto come: “…qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione, o abbia l’obbligo, di disfarsi.” L’allegato “A”, a cui si riferiva la definizione precedente, non è più considerato una fonte secondaria del diritto, bensì primaria. In sintesi il rifiuto viene classificato in base ai seguenti criteri:


I materiali di scarto generati in cantiere sono prevalentemente macerie di: calcestruzzo, laterizi, coppi, ceramiche. Alle volte, specie nel caso di interventi importanti, vengono considerati scarti anche componenti strutturali e accessori (legno e metalli), serramenti (incluso vetri e PVC), isolamenti termici, nonché terre e rocce da scavo. In realtà tutti questi materiali , i quali puntualmente vengono sprecati,  vanno smaltiti  in discarica. Nei peggiori dei casi invece i materiali edili indifferenziati vengono abusivamente scaricati dove capita, per risparmiare gli oneri di conferimento in discarica. 

La nuova legge: “Delitti contro l’ambiente” (Libro II, Titolo VI-bis, artt. 452-bis-452-terdecies), all'interno del quale sono previste le nuove fattispecie di:

inquinamento ambientale;
disastro ambientale;
traffico ed abbandono di materiale radioattivo;
impedimento di controllo;
omessa bonifica.

Inquinamento ambientale e disastro ambientale rappresentano i cardini del sistema e risultano puniti rispettivamente con pene detentive che vanno da un minimo di 2 ad un massimo di 6 anni l’inquinamento, mentre il disastro sanziona la condotta tipica con la reclusione da 5 a 15 anni. Prevista inoltre la pena accessoria della incapacità di contrattare con la P.a. per le fattispecie di: inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico ed abbandono di materiale radioattivo, impedimento di controllo e traffico illecito di rifiuti (quest’ultimo già previsto all'interno del Codice dell’Ambiente). Si interviene anche sui termini prescrizionali i quali subiscono un allungamento in relazione all'aggravarsi della fattispecie.

Introdotta la confisca obbligatoria, anche per equivalente, delle cose che costituiscono il prodotto, il profitto del reato o che servirono a commetterlo, anche per il delitto di traffico illecito di rifiuti. Tale misura risulta tuttavia esclusa ove l’imputato abbia provveduto alla messa in sicurezza e, ove necessario, alla bonifica e al ripristino dello stato dei luoghi, nonché nel caso in cui detti beni appartengano a terzi estranei al reato. Per taluni illeciti quali il disastro ambientale, l’attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e per l’ipotesi aggravata di associazione per delinquere, la nuova legge introduce anche la confisca quale misura di prevenzione dei valori ingiustificati o sproporzionati rispetto al proprio reddito. Previsto altresì che, con la sentenza di condanna o di applicazione della pena, il Giudice debba ordinare anche il recupero e, se tecnicamente possibile, il ripristino dello stato dei luoghi, ponendo i costi a carico del condannato e delle persone giuridiche obbligate al pagamento delle pene pecuniarie in caso di insolvibilità del primo.

Significativo infine l’intervento in tema di ravvedimento operoso. Quest’ultimo, originariamente previsto come causa di non punibilità, ad oggi opera come circostanza di attenuazione della pena - dalla metà a due terzi, ovvero da un terzo alla metà - in favore di chi, rispettivamente, prima della dichiarazione di di apertura del dibattimento di primo grado, eviti che l'attività illecita sia portata a conseguenze ulteriori, provveda alla messa in sicurezza, alla bonifica o al ripristino dello stato dei luoghi; ovvero collabori concretamente con l'Autorità di Polizia o Giudiziaria alla ricostruzione dei fatti e all'individuazione dei colpevoli.

venerdì 19 giugno 2015

" Ognuno si penta del proprio modo di maltrattare il pianeta" cit. di Papa Francesco nell'enciclica "Laudato sì"

Papa Francesco stupisce il mondo con l'enciclica «Laudato si'» , 246 paragrafi divisi in sei capitoli,  mettendo l'umanità di fronte alle sue responsabilità. È un testo  articolato che non si rivolge solo ai cristiani ma «a ogni persona che abita questo pianeta». Bergoglio, utilizza e  valorizza le parole dei predecessori e invita a «eliminare le cause strutturali delle disfunzioni dell’economia mondiale» correggendo «i modelli di crescita» incapaci di garantire il rispetto dell’Ambiente.
Nel testo invita «alla necessità che ognuno si penta del proprio modo di maltrattare il pianeta» ,  propone il modello di san Francesco, dal quale si impara come siano «inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore» e infine  rivolge un appello alla «solidarietà universale», per «unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale».
Sua Santità affronta il tema dell'inquinamento: gli inquinanti atmosferici che «provocano milioni di morti premature»  in particolare tra i più poveri; quello causato dai fumi dell'industria e dalle discariche, i pesticidi, l'inquinamento prodotto dai rifiuti. «La terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia».Continua con una sequela di argomenti che preoccupano gli Ambientalisti come l'aumento dei gas serra, lo scioglimento dei ghiacciai, la distruzione delle foreste, lo smog nelle grandi città, l'utilizzo dell'acqua pubblica, l'utilizzo dei pesticidi nell'agricoltura ed ogni altro tipo di inquinamento. Punta il dito sul capitalismo e sui paesi più industrializzati affermando: l'esistenza di un debito ecologico «Il riscaldamento causato dall’enorme consumo di alcuni Paesi ricchi ha ripercussioni nei luoghi più poveri della terra». Aggredisce gli speculatori con «I poteri economici continuano a giustificare l’attuale sistema mondiale, in cui prevalgono una speculazione e una ricerca della rendita finanziaria», oggi «qualunque cosa che sia fragile, come l’ambiente, rimane indifesa rispetto agli interessi del mercato divinizzato, trasformati in regola assoluta».
Francesco accenna quindi alla «perdita di potere degli Stati nazionali, soprattutto perché la dimensione economico-finanziaria, con caratteri transnazionali, tende a predominare sulla politica» chiedendo «istituzioni internazionali più forti... con autorità designate in maniera imparziale mediante accordi tra i governi nazionali e dotate del potere di sanzionare». Mentre ogni Stato deve vigilare nel suo territorio e incoraggiare le buone pratiche.

Francesco analizza la politica dei governi che rispondendo a interessi elettorali, «non si azzardano facilmente a irritare la popolazione con misure che possano intaccare il livello di consumo». E cita come esempio positivo lo sviluppo di «cooperative per lo sfruttamento delle energie rinnovabili che consentono l’autosufficienza locale», auspicando un ruolo maggiore delle organizzazioni e dei corpi intermedi della società. Il Papa scrive anche che è importante inserire lo studio sull'impatto ambientale «fin dall'inizio» in qualsiasi progetto o programma. Lasciando sempre «un posto privilegiato agli abitanti del luogo, i quali si interrogano su ciò che vogliono per sé e per i propri figli».
Nell'ultimo capitolo dell'enciclica, Francesco invita a puntare su un altro stile di vita, per evitare che le persone finisca travolte dal «consumismo ossessivo» che «è il riflesso soggettivo del paradigma tecno-economico», nel quale si fa «credere a tutti che sono liberi finché conservano una pretesa libertà di consumare», mentre in realtà la libertà è solo di quella «minoranza che detiene il potere economico e finanziario». «L'ossessione per uno stile di vita consumistico, soprattutto quando solo pochi possono sostenerlo, potrà provocare soltanto violenza e distruzione reciproca».

Ma il Papa invita a guardare anche al positivo che già esiste, e alla possibilità per gli uomini di «ritornare a scegliere il bene». Ricordando che un cambio negli stili di vita può «esercitare una sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale», come «accade quando i movimenti dei consumatori riescono a far sì che si smetta di acquistare certi prodotti e così diventano efficaci per modificare il comportamento delle imprese, forzandole a considerare l’impatto ambientale e i modelli di produzione». Il Papa chiede «una conversione ecologica», che riconosca il mondo «come dono ricevuto dall'amore del Padre». La spiritualità cristiana «incoraggia uno stile di vita... capace di gioire profondamente senza essere ossessionati dal consumo». E «propone una crescita nella sobrietà e una capacità di godere con poco». L'ecologia integrale richiede «un atteggiamento del cuore, che vive tutto con serena attenzione» e infine invita alla preghiera.

Bergoglio ricorda che «la politica non deve sottomettersi all’economia» e questa non deve sottomettersi alla tecnocrazia. A proposito della crisi finanziaria afferma: «Il salvataggio ad ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza» che potrà solo generare nuove crisi. Francesco invita a «evitare una concezione magica del mercato, che tende a pensare che i problemi si risolvano solo con la crescita dei profitti». Di fronte «alla crescita avida e irresponsabile che si è prodotta per molti decenni, occorre pensare pure a rallentare un po’ il passo», accettando «una certa decrescita in alcune parti del mondo», procurando risorse perché si possa crescere in modo sano da altre parti. Bergoglio osserva che «il principio della massimizzazione del profitto, che tende ad isolarsi da qualsiasi altra considerazione, è una distorsione concettuale dell’economia» e che «oggi alcuni settori economici esercitano più potere degli Stati stessi». Viene poi sottolineata «l'importanza dell'apporto delle religioni» nella soluzione dei problemi economici, sociali e ambientali.


Testo integrale Enciclica "Laudato sì"

Francesco spiega che «esiste un consenso scientifico molto consistente che indica che siamo in presenza di un preoccupante riscaldamento del sistema climatico», dovuto per la maggior parte alla grande concentrazione di gas serra. L'umanità deve «prendere coscienza della necessità di cambiamenti di stili di vita, di produzione e di consumo, per combattere questo riscaldamento». Il Papa cita lo scioglimento dei ghiacci e la perdita di foreste tropicali. Gli impatti più pesanti «probabilmente ricadranno nei prossimi decenni sui Paesi in via di sviluppo» . «Perciò è diventato urgente e impellente lo sviluppo di politiche affinché nei prossimi anni l’emissione di anidride carbonica e di altri gas altamente inquinanti si riduca drasticamente». Ricorda che «l'accesso all'acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale» e ribadisce l'impossibilità di sostenere l'attuale livello del di consumo dei Paesi più sviluppati difronte alla tendenza «a privatizzare questa risorsa scarsa, trasformata in merce soggetta alle leggi del mercato». L'enciclica tratta la perdita delle Biodiversità indicando i luoghi che hanno particolare bisogno di attenzione come le foreste pluviali, le grandi falde acquifere, i ghiacciai, l'Amazzonia , il Congo e invita  a non «ignorare gli enormi interessi economici internazionali che, con il pretesto di prendersene cura, possono mettere in pericolo le sovranità nazionali». Papa Bergoglio parla della qualità della vita e non la riferisce al PIL delle Nazioni. Il Papa parla del deterioramento della qualità della vita umana e della degradazione sociale, ad esempio nella «smisurata e disordinata crescita di molte città diventate invivibili» sia per l'inquinamento che per il caos urbano. Invitando a riflettere sulla «inequità planetaria», Francesco ricorda che «l’ambiente umano e l’ambiente naturale si degradano insieme» colpendo i più deboli. Problemi che «non trovano spazio sufficiente nelle agende del mondo». Per questo ricorda che «un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri»
Attacca il capitalismo in modo fermo conI poteri economici continuano a giustificare l’attuale sistema mondiale, in cui prevalgono una speculazione e una ricerca della rendita finanziaria», oggi «qualunque cosa che sia fragile, come l’ambiente, rimane indifesa rispetto agli interessi del mercato divinizzato, trasformati in regola assoluta». Di fronte all’esaurimento di alcune risorse si va creando «uno scenario favorevole per nuove guerre, mascherate con nobili rivendicazioni». 
Il Papa riconosce che c'è diversità di opinioni sulla situazione e sulle possibili soluzioni. Cita due estremi: chi sostiene che «i problemi ecologici si risolveranno semplicemente con nuove applicazioni tecniche, senza considerazioni etiche né cambiamenti di fondo». E chi ritiene «che la specie umana, con qualunque suo intervento, può essere solo una minaccia e compromettere l’ecosistema mondiale, per cui conviene ridurre la sua presenza sul pianeta». Invita l'umanita all'osservazione:«basta però guardare la realtà con sincerità per vedere che c’è un grande deterioramento della nostra casa comune».
Il Papa sottolinea le responsabilità dell'uomo nella crisi ecologica mondiale che attanaglia la terra.  Scienza e Tecnologia «sono un prodotto meraviglioso della creatività umana», ma non si può «ignorare che l’energia nucleare, la biotecnologia, l’informatica, la conoscenza del nostro stesso DNA e altre potenzialità che abbiamo acquisito ci offrono un tremendo potere». Anzi, «danno a coloro che detengono la conoscenza e soprattutto il potere economico per sfruttarla un dominio impressionante sull’insieme del genere umano». Ed è «terribilmente rischioso» che questo potere «risieda in una piccola parte dell’umanità». Il Papa parla di «ecologia sociale», ricordando che «diversi Paesi sono governati da un sistema istituzionale precario, a costo delle sofferenze della popolazione», e si «registrano con eccessiva frequenza comportamenti illegali». Anche dove esistono normative sull'ambiente, non sempre vengono applicate. Francesco cita quindi «l'ecologia culturale», e chiede attenzione per le culture locali. Invita a non «pretendere di risolvere tutte le difficoltà mediante normative uniformi», spiega la necessità di assumere la «prospettiva dei diritti dei popoli e delle culture», perché «l’imposizione di uno stile egemonico di vita legato a un modo di produzione può essere tanto nocivo quanto l’alterazione degli ecosistemi». Il Papa elogia poi «la creatività e la generosità di persone e gruppi che sono capaci di ribaltare i limiti dell’ambiente, modificando gli effetti avversi dei condizionamenti, e imparando ad orientare la loro esistenza in mezzo al disordine e alla precarietà». Fa esempi che riguardano le città: chi progetta edifici, quartieri e città dovrebbe servire «la qualità della vita delle persone, la loro armonia con l’ambiente, l’incontro e l’aiuto reciproco» ascoltando il punto di vista degli abitanti del luogo. Francesco accenna al problema dei trasporti, all'inquinamento provocato dalle auto in città, alla priorità da dare ai trasporti pubblici che vanno però migliorati dato che in molte città si assiste a «un trattamento indegno delle persone a causa dell’affollamento, della scomodità o della scarsa frequenza dei servizi e dell’insicurezza». Il Papa afferma che la «tecnologia basata sui combustibili fossili» deve «essere sostituita progressivamente senza indugio», osserva che «la politica e l’industria rispondono con lentezza» che i «vertici mondiali sull’ambiente degli ultimi anni non hanno risposto alle aspettative». I progressi sui cambiamenti climatici e la riduzione dei gas serra «sono deplorevolmente molto scarsi», anche «a causa delle posizioni dei Paesi che privilegiano i propri interessi nazionali rispetto al bene comune globale». Il Papa mette in guardia da alcune strategie per combattere le emissioni di gas, che penalizzano i Paesi poveri con «pesanti impegni sulle riduzioni di emissioni», creando «nuova ingiustizia sotto il rivestimento della cura per l'ambiente».
Francesco accenna quindi alla «perdita di potere degli Stati nazionali, soprattutto perché la dimensione economico-finanziaria, con caratteri transnazionali, tende a predominare sulla politica» chiedendo «istituzioni internazionali più forti... con autorità designate in maniera imparziale mediante accordi tra i governi nazionali e dotate del potere di sanzionare». Mentre ogni Stato deve vigilare nel suo territorio e incoraggiare le buone pratiche.



Francesco analizza la politica dei governi che rispondendo a interessi elettorali, «non si azzardano facilmente a irritare la popolazione con misure che possano intaccare il livello di consumo». E cita come esempio positivo lo sviluppo di «cooperative per lo sfruttamento delle energie rinnovabili che consentono l’autosufficienza locale», auspicando un ruolo maggiore delle organizzazioni e dei corpi intermedi della società. Il Papa scrive anche che è importante inserire lo studio sull'impatto ambientale «fin dall'inizio» in qualsiasi progetto o programma. Lasciando sempre «un posto privilegiato agli abitanti del luogo, i quali si interrogano su ciò che vogliono per sé e per i propri figli». Bergoglio ricorda che «la politica non deve sottomettersi all’economia» e questa non deve sottomettersi alla tecnocrazia. A proposito della crisi finanziaria afferma: «Il salvataggio ad ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza» che potrà solo generare nuove crisi. Francesco invita a «evitare una concezione magica del mercato, che tende a pensare che i problemi si risolvano solo con la crescita dei profitti». Di fronte «alla crescita avida e irresponsabile che si è prodotta per molti decenni, occorre pensare pure a rallentare un po’ il passo», accettando «una certa decrescita in alcune parti del mondo», procurando risorse perché si possa crescere in modo sano da altre parti. Bergoglio osserva che «il principio della massimizzazione del profitto, che tende ad isolarsi da qualsiasi altra considerazione, è una distorsione concettuale dell’economia» e che «oggi alcuni settori economici esercitano più potere degli Stati stessi». Sua Santità invita invita a puntare su un altro stile di vita, per evitare che le persone finisca travolte dal «consumismo ossessivo» che «è il riflesso soggettivo del paradigma tecno-economico», nel quale si fa «credere a tutti che sono liberi finché conservano una pretesa libertà di consumare», mentre in realtà la libertà è solo di quella «minoranza che detiene il potere economico e finanziario». «L'ossessione per uno stile di vita consumistico, soprattutto quando solo pochi possono sostenerlo, potrà provocare soltanto violenza e distruzione reciproca». Il Papa chiede una «una conversione ecologica», che riconosca il mondo «come dono ricevuto dall'amore del Padre». La spiritualità cristiana «incoraggia uno stile di vita... capace di gioire profondamente senza essere ossessionati dal consumo». E «propone una crescita nella sobrietà e una capacità di godere con poco». L'ecologia integrale richiede «un atteggiamento del cuore, che vive tutto con serena attenzione»

martedì 16 giugno 2015

Fare Verde Provincia di Frosinone - Campagna Regionale strade pulite e sicure -

  Campagna Regionale strade pulite e sicure -

Fare Verde

Fare Verde Provincia di Frosinone  nell'ambito della Campagna Regionale Strade Pulite e sicure segnala  la presenza di rifiuti abbandonati lungo le aree di sosta presenti sulla SS 82 Valle del Liri corredando le foto del rilevamento con le coordinate geografiche.
Fare Verde si rivolge quindi dapprima  all'Ufficio Trasporti e Viabilità della Provincia di Frosinone per far ripulire quanto l'inciviltà di pochi ha prodotto ma contemporaneamente avvisa gli "untori" del nostro territorio di farla finita con l'inciviltà. Le  4 segnalazioni di oggi relative ai siti di abbandono per  rifiuti di ogni genere compreso quelli speciali, come lampadine al neon e pneumatici, sono solo un piccolo esempio di quello che viene abbandonato in un tratto di pochi km in  una sola  strada della Provincia di Frosinone
Fare Verde lancia il seguente appello di civiltà e rispetto Ambientale : Fate la raccolta differenziata e aiutiamoci a tenere pulita la Provincia di Frosinone.
Si sappia  però che gli appelli della nostra Associazione,  lanciati su ogni dove, sono sempre il preavviso di azioni mirate, anche di sorveglianza elettronica,  che procurano l'identificazione  dei responsabili come è già accaduto in altre località.
Fare Verde Provincia di Frosinone



Latitudine: 41.61533
Longitudine: 13.53974




Latitudine : 41.626266
Longitudine : 13.54232





Latitudine 41.62019
Longitudine 13.540324




Latitudine : 41.629542
Longitudine : 13.546432

















sabato 13 giugno 2015

Campagna "Strade Pulite e sicure"

FARE VERDE LANCIA NEL LAZIO “STRADE PULITE E SICURE”, LA CAMPAGNA CONTRO L’ABBANDONO DEI RIFIUTI NELLE AREE DI SOSTA.
Inizia, in tutto il Lazio, sabato 13 giugno 2015, la campagna di sensibilizzazione e denuncia denominata “Strade pulite e sicure”.
A lanciare l’iniziativa è l’associazione ambientalista Fare Verde che denuncia il grave problema dell’abbandono incontrollato dei rifiuti lungo le strade e nelle aree di sosta.




Strada Valle del Liri


“L’abbandono di rifiuti lungo le arterie stradali della nostra regione – dichiara il presidente di Fare Verde Lazio, Silvano Olmi – oltre a deturpare il paesaggio costituisce un inquinamento per l’ambiente e un pericolo gravissimo per la salute pubblica e la sicurezza degli automobilisti.
Questo fenomeno  si concentra nelle piazzole di sosta che sono sovente invase da sacchetti d’immondizia e oggetti vari. Per denunciare questo scempio e per sollecitare i proprietari delle strade a intervenire, da sabato i volontari di Fare Verde fotograferanno i rifiuti abbandonati  e invieranno una segnalazione ai gestori della strada sollecitando la pulizia del luogo.”
Nella Provincia di Frosinone anche i cittadini possono dare il loro contributo, inviando all’indirizzo mail fareverde.msgc@gmail.com le fotografie, il numero e il nome della strada, il chilometro dove si trova la piazzola di sosta, tutti dati facilmente rilevabili dai cartelli posti sui guard-rail o ai bordi della strada o in alternativa le coordinate geografiche che tutti gli smartphone associano alle foto tramite il gps.
Fare Verde Provincia di Frosinone